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Vaccino contro il Coronavirus: cos’è e a cosa serve

Cosa c'è dentro il vaccino contro il Coronavirus, rapporto col DNA umano, quando fa effetto, che tipo di copertura garantisce e per quanto tempo è efficace.

Carla Gozzer

di Carla Gozzer

07 Gennaio 2021

Cos’è e a cosa serve il Vaccino contro il Coronavirus e come si comporta nel nostro corpo?

 

I vaccini hanno lo scopo di educare il nostro sistema immunitario a riconoscere agenti estranei e potenzialmente pericolosi prima dell’effettiva esposizione. In questo modo il nostro sistema immunitario si trova già preparato a attaccare e a rendere inefficace un possibile pericolo per la nostra salute producendo una quantità opportuna di anticorpi per contrastare il patogeno.

 

Il vaccino sfrutta la capacità del nostro sistema immunitario di ricordare gli agenti patogeni con cui è entrato in contatto in un passato più o meno recente, a seconda dei casi, simulando un primo contatto con l’agente infettivo e provocando una risposta immunitaria simile a quella causata dall’infezione, senza però i danni di un’effettiva infezione in quanto non viene utilizzato il patogeno nella sua interezza.

 

Vengono infatti utilizzati dei preparati con virus attenuati (che sono stati sottoposti a procedimenti a seguito dei quali mancano le caratteristiche virulente) o con parti dei patogeni in grado di attivare la risposta immunitaria, come ad esempio alcune proteine di superficie, che potrebbero essere paragonate alla “targa dell’automobile” dell’agente infettivo.

 

Ad una seconda esposizione, il nostro organismo sa già come rispondere abbreviando notevolmente i tempi per generare la difesa più opportuna: in una prima esposizione potrebbero essere necessarie anche due settimane per la produzione di una risposta adeguata con i conseguenti danni che nel frattempo il patogeno può causare.

Anche il vaccino contro il Coronavirus (Sars-Cov-2) agisce in questo modo.

 

Vaccino contro il Coronavirus, cos'è e come funziona nel nostro corpo.

Vaccino contro il Coronavirus, cos’è e come funziona nel nostro corpo.
Diritto d’autore : instaphotos ©123RF.com ID Immagine: 159514871 con licenza d’uso.

 

Cosa c’è dentro il vaccino contro il Coronavirus?

 

Il vaccino contro il Coronavirus, nello specifico, non contiene molecole del virus o virus intero attenuato. L’antigene in grado di scatenare la risposta immunitaria è una proteina presente sulla superficie del virus chiamata Spike che agisce come un passepartout, una chiave, per far entrare il virus nelle cellule dell’ospite che poi può utilizzare i meccanismi intrinseci della cellula infettata per replicarsi e successivamente diffondersi.

 

Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnarty) contiene delle piccole vescicole lipidiche che si fondono con la membrana cellulare delle cellule ospiti e rilasciano all’interno del citoplasma un RNA messaggero, cioè una molecola che contiene l’informazione per far sintetizzare alle cellule ospiti esclusivamente la molecola Spike che viene poi espressa sulla superficie della stessa cellula e attiva la risposta immunitaria.

In questo sistema mancano quindi tutti i processi di replicazione e diffusione del virus, che non è proprio presente nelle componenti del vaccino.

 

Il vaccino contro il Coronavirus non può modificare il DNA

 

L’RNA messaggero del vaccino contro il Coronavirus viene poi degradato in pochi giorni. Non è possibile che questo RNA messaggero venga integrato e che modifichi il DNA dell’ospite perché RNA e DNA “parlano” lingue molecolari differenti e quindi non sono combinabili l’un con l’altro.

 

In più l’RNA messaggero non può entrare nel nucleo delle cellula dove il DNA è custodito e protetto da meccanismi molto selettivi.

 

Come viene somministrato il vaccino contro il Coronavirus

 

Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) deve essere somministrato in due iniezioni intramuscolari, sul braccio. Tra la prima e la seconda dose devono passare almeno 21 giorni e la sua efficacia inizia dopo una settimana dalla seconda dose.

 

La protezione indotta dal vaccino contro il Coronavirus dovrebbe durare dai 9 ai 12 mesi, ma l’ISS coordinerà uno studio per il monitoraggio degli anticorpi anti-proteina Spike studiandone la presenza nel siero di soggetti vaccinati per almeno un anno dalla somministrazione, al fine di valutarne la durata nel tempo e la capacità neutralizzante. Sono necessari infatti ulteriori approfondimenti per capire se basta una sola vaccinazione o sarà necessario un richiamo dopo un certo periodo.

 

Vaccino contro il Coronavirus, come si effettua la vaccinazione.

Vaccino contro il Coronavirus, come si effettua la vaccinazione.
Diritto d’autore : olegdudko ©123RF.com ID Immagine: 80765108 con licenza d’uso.

 

La vaccinazione sarà effettuata da medici e infermieri dei servizi vaccinali pubblici. A seconda del rischio di contagio e delle conseguenze che un’eventuale infezione può provocare è stato stabilito un ordine di priorità per le categorie dei cittadini: si inizierà con il personale sanitario e il personale e gli ospiti delle residenze per anziani.

 

La possibilità di vaccinarsi è un’ulteriore arma per la lotta alla pandemia e pertanto il vaccino sarà gratuito e “per tutte le persone residenti sul territorio italiano, residenti, con o senza permesso di soggiorno ai sensi dell’articolo 35 del testounico sull’immigrazione”. “Il Governo italiano (si legge nelle faq dell’AIFA) ha prenotato l’acquisto di oltre 200milioni di dosi di vaccini anti Covid-19 da sei produttori. Non ci sarà libera scelta su quale vaccini preferire: il vaccino disponibile al tempo e al luogo sarà offerto dai servizi vaccinali a parità di sicurezza ed efficacia”.

 

Al momento però sono esclusi dalla campagna vaccinale i bambini e i ragazzi sotto i 16 anni, mentre gravidanza e allattamento necessitano di una stretta consultazione con il medico. È invece fortemente consigliato al chi ha malattie croniche, diabete, tumori o malattie cardiovascolari.

 

È importante però sottolineare un ultimo aspetto. Non essendo ancora chiaro se il vaccino protegge oltre che dalla manifestazione della malattia anche dall’infezione stessa, risulta evidente che il vaccino non esonera dal rispetto delle norme di distanziamento e sicurezza, come dall’adozione quotidiana di comportamenti corretti e delle misure di contenimento, almeno in questa prima fase di vaccinazioni. È necessario più tempo per dimostrare scientificamente che le persone vaccinate non siano vettori asintomatici del virus e quindi che non possano contagiare le altre persone, così come è necessario aspettare affinché si raggiungerà un tale numero di persone vaccinate da costituire un’immunità di comunità.



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