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Toni Walsh: lotta contro il cancro e diventa mamma

Toni Walsh, giovanissima neo mamma, ha deciso di raccontare la sua travagliata storia ed invita tutti coloro che lottano contro il cancro a non mollare mai.

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

04 Febbraio 2021

La vita di Toni Walsh, originaria del sud Africa ed immigrata nel Regno Unito all’età di 6 anni, è sempre stata alquanto frenetica e avventurosa, la giovane donna, oggi orgogliosa mamma di un bimbo arcobaleno, ha una laurea in fotografia marina e, prima del matrimonio, ha lavorato come marinaio e istruttore di immersioni a bordo di un Superyacht che l’ha portata in giro per il mondo.

Felicemente sposata con Fionán, ingegnere marittimo, attualmente vive in un cottage sulla costa irlandese insieme ai suoi 2 Golden Retriever e al suo sanissimo bambino, ed è titolare di un bar situato sul mare. Insomma una vita invidiabile, un traguardo che ha raggiunto con fatica, affrontando sofferenze ed ostacoli che avrebbero abbattuto chiunque.

 

Toni Walsh: lotta contro il cancro e diventa mamma

Toni Walsh: lotta contro il cancro e diventa mamma.
Foto diritto d’autore: lightfieldstudios© 123RF.com – ID Immagine: 112016326 con licenza d’uso.


 

Toni Walsh: lotta contro il cancro e diventa mamma.

 

I problemi di Toni Walsh sono iniziati prestissimo, all’età di 8 anni infatti le è stata diagnosticata la FSGS (Focal Segmental Glomerulosclerosis – glomerulosclerosi segmentaria e focale), una malattia renale che provoca nei bambini e negli adolescenti una sindrome nefrosica (proteinuria, ipoalbuminemia, edema, ipercolesterolemia, lipiduria e trombofilia) mentre negli adulti è considerata come principale causa di insufficienza renale (fonte Wikipedia).

 

La FSGS si verifica quando i filtri del rene, in tal caso i glomeruli renali (piccoli vasi sanguigni che hanno il compito di filtrare l’urina dal sangue) subiscono una sclerosi, ossia i tessuti si induriscono e/o si cicatrizzano. Ciò comporta un’incapacità da parte dei reni di gestire gli scarti prodotti dall’organismo e di eliminarli attraverso l’urina.

 

Durante l’adolescenza, più esattamente all’età di 14 anni, Toni Walsh ha dovuto sottoporsi ad una doppia nefrectomia (la rimozione di entrambi i reni) che l’ha costretta ad una dialisi domiciliare di circa 8 mesi prima di ricevere un trapianto. Nonostante ciò la giovane ha continuato i suoi studi e, pur avendo accumulato molte assenze dovute alla malattia e ai ricoveri, è riuscita a diplomarsi.

 

Fortemente decisa a seguire il suo sogno, Toni Walsh si è iscritta all’università di Falmouth, città della Cornovaglia, per studiare fotografia di storia marina e naturale e, nel contempo, ha ottenuto diversi certificati di immersione subacquea ed ha conseguito le qualifiche di marinaio in pronto soccorso, sopravvivenza in mare, antincendio e consapevolezza della sicurezza.

La malattia, le precedenti operazioni e i farmaci che continuava e continua tutt’ora a prendere non l’hanno mai fermata, lei ha lottare con tutte le sue forze per realizzare il suo sogno che si è concretizzato quando ha trovato lavoro in un Superyacht, lo stesso che le ha permesso di conoscere quello che sarebbe stato il suo futuro marito.

 

 

Toni Walsh aveva raggiunto tutti i suoi traguardi, un idillio che ben presto si sarebbe nuovamente scontrato con la dura e cruda realtà.

 

L’8 gennaio del 2018 infatti Toni Walsh riceve la più orribile delle diagnosi: linfoma di Burkitt al 4° stadio.

Appartenente alla categoria dei linfoma non Hodgkin, il linfoma di Burkitt è una rara e aggressiva neoplasia maligna del sistema linfatico che ha origine nei linfociti B ed esordisce con linfonodi mascellari e cervicali. Questo tipo di tumore progredisce e si diffonde rapidamente nell’organismo arrivando ad interessare il sangue, il midollo osseo, il sistema nervoso centrale e gli organi addominali (fonte msdmanuals).

 

La sofferenza che la giovane si è ritrovata ad affrontare in seguito è stata più dura di ciò che avrebbe mai potuto immaginare. Toni Walsh ha trascorso i 5 mesi successivi alla diagnosi presso il Guy’s Hospital di Londra per sottoporsi a pesanti cicli di chemioterapia e riuscendo a tornare a casa solo per brevissimi periodi.

“Ho perso i miei capelli da sirena, la mia identità e la vita che avevo appena conquistato – ha raccontato – Il mio corpo non era più mio e il dolore era indescrivibile. Avevo tubi di alimentazione e non potevo camminare o usare il bagno e non riuscivo a parlare”.

L’unica parvenza di normalità l’ha ricevuta il 14 Febbraio, nel giorno di San Valentino infatti è riuscita, grazie anche all’aiuto della mamma, ad uscire per qualche ora dall’ospedale. Il fidanzato aveva in serbo per lei una grandissima sorpresa: nella piccola chiesa situata vicino all’ospedale dove Toni Walsh era ricoverata le ha chiesto di diventare sua moglie.

 

 

Ma ancora una volta la felicità della giovane è stata bruscamente interrotta, quella stessa notte infatti Toni è stata ricoverata in terapia intensiva. La cura farmacologica che stava affrontando sembrava aver preso il controllo del suo corpo, già fortemente debilitato, e della sua mente; nonostante ciò la giovane ha continuato a combattere aggrappandosi alla vita con le poche forze che le erano rimaste.

“Combattevo ogni secondo nel disperato tentativo di restituire alla mia famiglia le loro vite e ricominciare la mia […] Il trattamento ha avuto successo e sono tornata in Irlanda per riprendermi ed iniziare la mia vita”.

 

Dopo mesi trascorsi in ospedale, Toni Walsh è tornata a casa e nel settembre del 2019 ha ripreso il suo lavoro.

 

Ma la vita avventurosa e frenetica che aveva lasciato a causa della malattia sembra non adattarsi alla “nuova” Toni che, dopo appena 2 mesi, si vede costretta a lasciare il lavoro preferendo condurre un’esistenza più tranquilla accanto ai suoi affetti più cari.

Nell’agosto del 2019 Toni Walsh inizia un nuovo capitolo della sua storia, sposa il suo amato Fionán e alcuni mesi dopo, esattamente a Novembre, si scopre incinta contro ogni previsione medica.

“Dopo il trapianto mi è stato detto: “la gravidanza potrebbe essere difficile e avrà implicazioni negative per la tua salute” – ha spiegato – Rimanere incinta è stata la benedizione più incredibile che potessi immaginare”.

Purtroppo anche questa volta il destino si accanisce contro la donna, a Gennaio 2020 infatti, durante un’ecografia di controllo, le viene comunicato che il cuore del suo piccolino ha smesso di battere, parole che hanno il peso di un macigno e che frantumano il cuore della futura mamma e del futuro papà.

Per Toni Walsh i mesi successivi sono stati devastanti, sia sul piano emotivo che su quello fisico a causa delle continue nausee e del gonfiore, sintomi che mai avrebbe pensato di poter attribuire ad una nuova gravidanza, un altro piccolo miracolo che faceva capolino nella sua controversa e ormai imprevedibile esistenza.

“Chiunque abbia subito un aborto spontaneo sa che la gravidanza non è mai la stessa. I 9 mesi successivi furono una sfida”.

Costantemente monitorata e seguita dai medici, Toni Walsh ha portato avanti la sua seconda gravidanza, una gestazione che nel complesso ha definito “sana” e non affatto problematica, il tutto senza interrompere le sue cure ma effettuando lievi variazioni di medicinali e dosaggi, nonché frequenti controlli medici al fine di scongiurare eventuali rischi di preeclampsia (gestosi che comporta il distacco della placenta ed un parto pretermine).

Come racconta la stessa Toni Walsh, il piccolo e sanissimo Noah Michael Walsh è venuto alla luce il 3 dicembre del 2020 alle 3:45 dopo un parto indotto alla 37° settimana di gestazione, un piccolo grande miracolo che ha spazzato via tutti i dolori ed i sacrifici vissuti fino a quel momento.

 

 

Mamma e figlio sono rimasti in ospedale per circa una settimana prima di fare ritorno a casa – il bambino è stato tenuto sotto controllo perché aveva l’ittero – e poter iniziare la loro vita in 5.

“La mia funzione renale si è stabilizzata e siamo in una beata bolla di felicità […] Per chiunque attraversi un periodo buio e doloroso, sii forte. Domani è un nuovo giorno e Dio ha un piano per tutti noi. Dobbiamo solo avere fede”.

 



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