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Scomparsa di Denise Pipitone: le verità sulla pista Russa

La scomparsa di Denise Pipitone un rapimento internazionale: per la via dei Rom fino alla penetrazione della frontiera Russa? Cosa sta succedendo ora.

Federica Federico

di Federica Federico

01 Aprile 2021

La trasmissione televisiva “Chi l’ha Visto” ha dedicato alla scomparsa di Denise Pipitone gran parte della puntata di ieri, 31 Marzo 2020. Sono emerse più verità sulla pista russa:

  • il DNA della giovane Olesya Rostova è già stato campionato;
  • l’avvocato della famiglia Pipitone si muoverà per il confronto dello stesso con i DNA di Piera Maggio, la mamma di Denise, e Piero Pulizzi, il papà;
  • non è dato sapere se la ragazza abbia memorie della lingua italiana, i responsabili della trasmissione di inchiesta a cui si è rivolta non potevano immaginare che si sarebbe aperta una pista internazionale.

 

Scomparsa di Denise Pipitone, la pista russa.

Scomparsa di Denise Pipitone, la pista russa. Riccardo Squillantini @LaPresse

Piera Maggio non è partita alla volta di Mosca, come, invece, si era vociferato.

 

Piera non è stata fisicamente presente alla puntata di “Chi l’ha Visto”, per ammissione del suo avvocato, è reduce da un intervento chirurgico.

La trasmissione televisiva пусть говорят (Lasciali parlare) del canale Uno della TV russa avrebbe voluto mamma Piera in studio, ma non è nemmeno pensabile, al momento, una quarantena di 15 giorni. Senza considerare che Piera stessa ha dichiarato di voler procedere con cautela attendendo il DNA. Come precisa l’avvocato: la somiglianza, specialmente nei profili comparati da “Chi l’ha Visto”, è innegabile, ma resta un dato soggettivo.

 

Speranzosi, ma con moderazione. E’così che si sentono i famigliari di Denis.

Del resto, negli anni, questa famiglia ha subito moltissime delusioni, ha attraversato tante speranze che, infine, non hanno portato a nessuna soluzione. Vivendo, peraltro, un processo difficilissimo e duro conclusosi in maniera assai difforme dalle speranza di Piera e di suoi difensori.

 

Per Olesya Rostova numerosissime segnalazione hanno raggiunto la redazione di “Lasciali parlare”, ieri notte la giovane era in viaggio verso un villaggio russo lontano dalla capitale.

C’è tanta fame di buone notizie, è così che Federica Sciarelli ha spiegato l’interesse enorme verso la nuova pista russa, anche a tanti anni di distanza dalla scomparsa di Denise Pipitone.

 

n realtà la scomparsa di Denise Pipitone, soprattutto grazie alla forza di mamma Piera, si è impressa nei cuori di tutte noi: Denise è la figlia dell’Italia intera.

Scomparsa di Denise Pipitone, pista Russa

Scomparsa di Denise Pipitone, pista Russa.
Riccardo Squillantini ©LaPresse

 

L’attenzione verso Olesya Rostova è, quindi, altissima perché il grande cuore dell’Italia non può non continuare a battere per Denise.

 

L’avvocato della famiglia di Denis ricorda che nessuna evidenza processuale lascia pensare che dopo il rapimento la piccola possa essere stata uccisa: è per questo che dobbiamo continuare a cercare Denise in vita. L’ultimo avvistamento utile di una “presunta Denise”, ancora piccolissima e rapita veramente da poco, risale al 18 Ottobre 2004: una bambina fu avvistata a Milano da una guardia giurata che riuscì a riprenderla. Il video restituisce una immagine estremamente sovrapponibile a quella della piccola Pipitone.

Allora era passato solo un mese dalla scomparsa di Denise. La bambina era nelle mani di una donna di etnia Rom; quando la guardi giurata predò attenzione alla piccola invitandola a seguirlo per mangiare una pizzetta, l’intervento della Rom fu categorico: chiamò la bambina a sé appellandola “Danase” e la bimba rispose: “Dove mi porti?

La domanda, adesso, è questa: è possibile che i Rom abbiano ottenuto la bambina, percorso in salita la penisola e siano in qualche modo riusciti a penetrare la frontiera russa?



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