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Litiga con la sorella dopo un aborto spontaneo: “È il karma”

Una donna di 32 anni litiga con la sorella, il motivo riguarda la risposta ricevuta dopo lo sfogo inerente i suoi tentativi di restare incinta e i 5 aborti.

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

28 Giugno 2021

Dopo ben 7 anni di innumerevoli tentativi di rimanere incinta, e dopo aver avuto ben cinque aborti che hanno messo a dura prova la sua salute psicofisica, una donna di 32 anni litiga con la sorella, e di conseguenza con tutta la sua famiglia, dopo esser stata definita l’unica responsabile della sua mancata maternità.
Amareggiata per quanto accaduto, chiede se la sua reazione sia stata eccessiva o se abbia agito nel migliore dei modi.

 

Litiga con la sorella dopo un aborto spontaneo: “È il karma”

Litiga con la sorella dopo un aborto spontaneo: “È il karma”
Foto diritto d’autore: nicoletaionescu© 123RF.com – ID Immagine: 164789119 con licenza d’uso.

Litiga con la sorella dopo un aborto spontaneo: “È il karma”

 

Il 17 Giugno uno dei tanti utenti di Reddit, sito web di intrattenimento e condivisione, ha pubblicato il proprio quesito nella sezione AITA, acronimo di “Am I the A**hole?”, letteralmente tradotto in “Sono io lo str***?”. Lo scopo di questo particolare forum è quello di confrontarsi su diverse tematiche, in particolar modo su una reazione avuta ad una data situazione.
La donna, una 32enne che custodisce nel cuore il sogno di diventare mamma, racconta di aver avuto una discussione con la sorella maggiore e di averla cacciata via da casa sua, suscitando lo sconcerto e la rabbia da parte dei suoi familiari (genitori, cognato, ecc.).

“Sto cercando di rimanere incinta da sette anni ma non ci sono riuscita. Mi è stata diagnosticata la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) e ho avuto cinque aborti che hanno avuto un enorme impatto sulla mia salute fisica e mentale”.

L’utente racconta che sia lei che suo marito (36 anni) desiderano ardentemente dei figli e che, pur non ricevendo pressioni da parte del compagno o dei suoceri che vorrebbero tanto dei nipoti, questo la fa sentire una fallita.

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Sconvolta per quei continui insuccessi e devastata dall’ultimo aborto spontaneo, litiga con la sorella maggiore con la quale si era confidata nella speranza di ricevere un po’ di conforto e sostegno.

“Ero sconvolta e le ho chiesto perché continuava a succedermi. Ha alzato le spalle e ha detto che probabilmente aveva a che fare con l’aborto che ho avuto quando avevo 19 anni […] Le ho chiesto cosa intendesse e lei ha detto che le nostre decisioni tornano sempre a perseguitarci e che avevo bisogno di capire che l’avevo provocato io. Che alcune persone non erano destinate ad avere figli ed era il modo in cui Dio ci diceva di smetterla”.

Pur affermando che tali parole non sono state dette con cattiveria ma con schiettezza, la donna litiga con la sorella e la caccia via da casa sua per il poco tatto e la completa mancanza di riguardo che la parente ha avuto nei suoi confronti, non mostrando alcun rispetto per il dolore che stava vivendo.

La donna chiarisce che anni prima aveva dovuto rinunciare a malincuore a quella piccola vita che stava crescendo dentro di lei per motivi di salute, che era stata operata e che ci vollero diversi mesi prima che potesse riprendersi del tutto. Un periodo non certo facile, caratterizzato dai sensi di colpa per non esser riuscita a portare a termine quella gravidanza, durante il quale la sorella le era stata accanto e le era stata di supporto.
Per tale motivo la sua recente reazione l’ha letteralmente sconvolta.

“L’ho cacciata di casa e le ho detto di non contattarmi più. Poco dopo ho ricevuto un sacco di telefonate dall’altra mia sorella, dai miei genitori e persino dal marito di mia sorella che dicevano che avevo reagito in modo eccessivo, che dovevo sistemare le cose e scusarmi”.

La donna litiga con la sorella, secondo cui tutto è riconducibile al karma, ma si rifiuta categoricamente di porle le sue scuse, per tale motivo la sua famiglia ora non le rivolge più la parola. L’unico a darle sostegno è il marito che, appreso l’accaduto, si è dimostrato solidale con lei e concorde nel non accettare più la cognata in casa.

Ora la donna chiede agli utenti del sito web se la sua reazione è da considerarsi eccessiva o se abbia reagito nel modo corretto.

 

E voi mamme, cosa ne pensate?



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