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Elisa Pardini: il 2° Natale senza di Te

Portate Elisa con voi, nei vostri cuori: Elisa Pardini, morta di leucemia prima di compiere 6 anni, ci insegna ogni giorno ad amare la normalità e la vita.

Federica Federico

di Federica Federico

27 Dicembre 2021

Elisa Pardini ha messo le ali il 9 Aprile 2020, il popolo del web l’aveva conosciuta come la bambina guerriera; malta di leucemia, prima di lasciare questa terra, ha affrontato due trapianti di midollo osseo, uno nel gennaio 2018 e un altro non molto prima di volare in cielo.

 

Elisa Pardini, un angelo volato in cielo troppo presto

Elisa Pardini, un angelo volato in cielo troppo presto ©Fabio Pardini con autorizzazione all’uso in ricordo di Elisa

 

Elisa Pardini: la nostra piccola guerriera che mai smetterà di vivere nell’esempio

Stava per compiere 6 anni quando la malattia l’ha strappata a questo mondo, ma i suoi ultimi 3 anni si sono consumati in una stanza di ospedale, quasi interamente in un lettino dove a tenerla in vita c’erano fili, tubicini, apparecchiature, flebo e medicinali. Il papà la ricorda piccola, ma piena di speranza, mentre sul davanzale di una finestra era entusiasta di preparare il suo semplice Natale.

 

 

Era la nostra piccola guerriera, nostra perché, grazie alle condivisioni social del papà, Elisa ha rubato un pezzettino di cuore a tutti e lo ha portato con sé lasciandoci un incancellabile esempio di coraggio e amore per la vita. Sabina e Fabio, la sua mamma e il suo papà, ci hanno insegnato lungamente ad avere a cuore la normalità, quel comune succedersi di eventi quotidiani che raramente impariamo ad apprezzare.

 

Elisa Pardini: i suoi 3 anni in Ospedale

Colpisce il solo pensiero di una vita dentro il perimetro piccolissimo di una stanza d’ospedale, più ancora dentro i confini di un lettino, eppure gli ultimi 3 anni della vita di Elisa sono stati così. Mamma e figlia li hanno “consumati” nel nosocomio Bambin Gesù di Roma, senza mai uscire. Papà Fabio ha vissuto in bilico tra quel luogo e un’esterno che aveva senso solo in funzione di Elisa, del ritorno in ospedale e del loro abbraccio.

 

lo ricordiamo mentre la salutava alla finestra, mentre stretto stretto a sua figlia su una poltrona piccola piccola si diceva l’uomo più ricco del mondo, solo perché aveva Lei, la sua creatura, il suo tutto.

 

Quello appena trascorso è stato il secondo Natale senza Elisa, cosa può fare un genitore orfano del figlio se non guardare al cielo e recuperare ricordi, afferrare immagini, ritornare alla gioia nella memoria e tenerla stretta a sé perché non voli via, perché non vada lontano e non smetta di essere la coperta del cuore.

Elisa resta in tutti noi e torna a farsi sentire, viva e forte, ogni volta che papà Fabio la ricorda. Così portare Elisa nei nostri cuori vuol dire far risplendere la fiamma dell’amore e vale ad avare cura e rispetto della normalità di quello star bene tutti i giorni nella salute e nella presenza, Elisa Pardini ci insegna, ancora una volta, ad amare la vita.

Sabina Ursuleac: l'esempio della mamma di Elisa Pardini


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