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Mustafa Emuzir: che fine ha fatto il bambino della foto del Siena International Photo Awards

Mustafa Emuzir il bambino della foto di Mehmet Aslans, vincitrice del Siena International Photo Awards, potrà avere le protesi che gli permetteranno di ri-nascere

di Federica Federico

24 Gennaio 2022

A prima vista la foto di Mehmet Aslans, che ha trionfato al Siena International Photo Awards 2021, lascia attonito l’osservatore (la trovate nel post Facebook incorporato in questo scritto): per pochi secondi l’animo si gela e il cuore sembra perdere i suoi battiti, poi prevale la penetrazione dello sguardo del figlio, il piccolo Mustafa Emuzir, negli occhi del padre e quel “viceversa” che solo l’amore familiare può rendere tangibile, insomma prevale ed esplode l’amore.

 

Mustafa Emuzir, il bambino siriano senza arti arrivato in Italia

Mustafa Emuzir ©LaPresse (AP Photo/Alessandra Tarantino)

Mustafa Emuzir e suo padre, due vittime innocenti della guerra

Lo scatto di Mehmet Aslans è diventato virale subito dopo l’International Photo Awards e la foto ha determinato la diffusione anche della storia drammatica che la pervade: Munzir, il padre, ha perso la gamba destra a causa di una bomba piovuta dal cielo della guerra mentre si trovava in un bazar a Idlib, Siria; Mustafa, il bambino, è venuto al mondo mutilato, i suo arti non si sono mai sviluppati a causa della tetra-amelia, ovvero un disturbo congenito conseguenza avversa dai farmaci che mamma Zeynep ha dovuto assumere dopo essere stata esposta al gas nervino.

Da questa nostra pacifica parte del mondo l’atrocità ci appare velata, sfumata dall’illusione che sia insensata o assurda oppure semplicemente lontana, eppure i bambini come Mustafa esistono e sono i figli del gas nervino realmente rilasciato, come arma di morte e dolore di massa, durante la guerra in Siria. 

Mehmet Aslans ha chiuso molte verità in una sola immagine:

  • Mustafa Emuzir, emblema dei bambini traditi dalla guerra;
  • papà Munzir, testimonianza di una normalità tradita nel quotidiano, cosa che merita di essere tenuta presente per ricordare che le vittime civili non sono una ideazione storica (per significare che i conflitti hanno una ricaduta oltre il fronte) ma una dolorosa verità;
  • Mamma Zeynep, cuore fantasma della foto, l’elemento invisibile che urla giustizia in ogni pixel dello scatto, immagine nascosta della fatica di sopravvivere al male in nome dell’amore.

 

Che fine ha fatto Mustafa Emuzir, il bambino della foto?

La vita “normale” di Mustafa, quella in cui potrà camminare, afferrare oggetti, studiare, andare al parco e giocare con altri bambini, necessita di interventi protesici, nello specifico gli serviranno protesi elettroniche speciali capaci di sostenerne la posizione eretta e la deambulazione, nonché la funzionalità degli arti inferiori e superiori. 

La vita di questo bambino è oggi piegata al dramma di una guerra di cui è vittima come molti altri piccoli siriani. Qui si guarda diritto in faccia il dolore di una guerra lungamente patita che miete ancora vittime innocenti. 

 L’Italia non si è limitata a dare  visibilità allo sguardo di un padre e di un figlio siriani, come immortalato in una foto simbolo di amore e di orrore. Oggi questo bambino è nel nostro Paese, ha lasciato la Turchia per un viaggio della speranza che lo ha condotto sino al Centro Protesi Vigorso di Budrio (Bologna).  Grazie a una raccolta fondi promossa dallo stesso Siena Awards, i medici del Vigorso di Budrio si occuperanno della realizzazione delle protesi che occorrono a Mustafa.

 

Mustafa Emuzir, il bambino siriano senza arti arrivato in Italia

Mustafa Emuzir
©LaPresse (AP Photo/Alessandra Tarantino)

 

La Caritas di Arbia, località al confine tra i comuni di Asciano e Siena, l’Arcivescovo di Siena, Augusto Paolo Lojudice, la Fondazione Opera Diocesana Senese per la Carità Onlus, ramo Onlus della Caritas Diocesana di Siena, si stanno occupando dell’inserimento della famiglia nel tessuto sociale italiano. Ovviamente, nel rispetto delle norme vigenti, la famiglia di Mustafa, giunto in Italia con mamma, papà e le due sorelline, dovrà osservare la quarantena di 10 giorni prevista dalle norme anti Covid, dopodiché potrà iniziare la sua nuova vita.

 

Cosa ci resta della storia di Mustafa Emuzir?

Mustafa Emuzir testimonia la violenza profonda con cui la guerra penetra nelle vite dei civili e le “deforma” plasmandole sul male più infimo, quello del dolore rivolto ai deboli e inferto agli ultimi. Questo bambino dimostra come deprivazione e sangue sono il costo dell’umano agire. Dinnanzi allo sguardo che papà e figlio si scambiano nell’immagine che li ha salvati, tutti noi dovremmo pretendere che la salvezza raggiunga ogni padre e ogni figlio simili a loro, ogni famiglia della Siria insanguinata e innocente.

 

Esiste un ospedale in cui i bambini deformi sono nascosti agli occhi del mondo, invece bisogna guardarli per salvarli!



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