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L’ospedale dei bambini deformi, l’orrore che fa paura al mondo

Federica Federico

di Federica Federico

20 Giugno 2013

Se provate a chiedere in giro cos’è o dov’è Falluja vi accorgerete che solo pochissimi ne conoscono l’esistenza: Falluja è una città dell’Iraq, dista solo 69km da Baghdad. Lì ha sede il Fallujah General Hospital, l’ ospedale dei bambini deformi: bimbi nati morti, corpicini deformati e disabilità invalidanti di cui raramente si parla, eppure esistono.

 

Ospedale dei bambini deformi

Ospedale dei bambini deformi.
Diritto d’autore : kwangmoo ©123RF.com ID Immagine: 82621552con licenza d’uso.

Fallujah e l’ ospedale dei bambini deformi.

 

Se la guerra non avesse mangiato l’anima dell’Iraq, Falluja potrebbe essere nota al mondo come la città delle mosche, gli iracheni raccontano infatti che nella zone dell’Eufrate (ove appunto si erge la città) vi sia una grossa concentrazione di questi insetti; Falluja potrebbe inoltre essere ricordata come polo culturale perché ospitò un’importante accademia ebraica che lì fiorì per vari secoli. Invece, questa città martoriata, è nota come campo di battaglia, lo è dal 2003 quando venne coinvolta nella seconda guerra del Golfo.

 

La guerra a Falluja ha colpito un numero elevatissimo di civili; l’uso delle armi nelle aree cittadine ha danneggiato circa il 60% degli edifici e ne ha totalmente distrutti il 20%; nessuno fornisce una stima precisa delle vittime ma le ferite civili si palesano nel dolore di una terra offesa da una violenza ancora non riscattabile.

 

Nell’aprile del 2012 Falluja è tornata a far parlare di sé. Un inviato del giornale “The Indipendent” si è recato in questa città irachena per documentare il dramma dei bambini deformi; la guerra questa volta ha avuto nella triste fama di Falluja un ruolo indiretto ma se possibile ancora più spaventoso e violento di quello giocato dai bombardamenti e dagli spari nelle vie cittadine.

 

I neonati concepiti e generati a Falluja non sono sempre sani: negli ultimi anni si contano un numero impressionante di bambini venuti al mondo con gravi o gravissime malformazioni genetiche che impediscono loro una vita anche solo lontanamente normale.

 

I piccoli pazienti dell’ Ospedale dei bambini deformi sono figli degli ordigni al fosforo bianco?

 

Dal 2004 al 2012 a Falluja si è registrato un significativo incremento delle malformazioni congenite, della mortalità infantile e dei casi di cancro.

Dall’ ospedale dei bambini deformi di di Falluja il cronista dell’Indipendent riporta un dato angosciante: secondo i sanitari iracheni in quella città, reduce dagli orrori della guerra e scossa dallo spettro degli ordigni al fosforo bianco, nascerebbero malformati ben il 15% dei bambini. Questa è una percentuale impressionante.

 

Due sono le cause possibili: la consanguineità degli sposi di Falluja o l’utilizzo di ordigni ad alta pericolosità.

 

Rispetto al pericolo della consanguineità, va detto che di fatto la città già piccola è stata ulteriormente contratta dalla guerra e va sottolineato che non è insolito che si uniscano in matrimonio persone legate da vincoli parentali più o meno stretti.

 

Malgrado ciò c’è chi richiama l’attenzione internazionale sui cosiddetti ordigni al fosforo bianco, armi molto discusse e forse impiegate nelle guerre a Falluja, particolarmente durante la seconda guerra del Golfo.

 

Negli uffici amministrativi dell’ospedale di Falluja si conservano le memorie fotografiche degli orrori della difformità dei bambini, esiste un’impressionante raccolta di foto di bimbi deformi ma tristemente ignorati dall’opinione pubblica.

La denuncia dell’Indipendent ha fatto luce sulla vergogna delle deformità taciute ed ignorate, ma dal 2012 (anno dell’inchiesta) a questa parte Falluja continua ad essere ignorata.

 

Le autorità sanitarie denunciano che, per carenza di fondi e per una totale assenza di strumentazioni idonee, a Falluja non esiste diagnosi prenatale né prevenzione. Quel poco che hanno e quei pochi strumenti di cui dispongono sono frutto degli investimenti e dell’impegno personale dei sanitari che da soli non possono fronteggiare il dramma di un’intera popolazione.

 

Per esempio un’ostetrica irachena che ha studiato in Gran Bretagna ha comprato con i suoi risparmi un macchinario che consente di individuare le anomalie congenite nel feto. Questa stessa ostetriaca ha provato in ogni modo ad allertare il Ministero della Salute ma a quanto pare è rimasta sola col suo macchinario … macchinario privatamente ed umanamente messo a disposizione della disperazione di molte madri che ancora non sanno perché a Falluja continuino a nascere bambini deformi.

I volti di dolore che la natura disegna in quella terra martoriata meriterebbero indagini scientifiche e studi epidemiologici che, a discapito persino del più comune senso di umanità, ancora non arrivano.

Portare lontano le storie dell’ ospedale dei bambini deformi è un dovere etico, nessuna mamma può restare indifferente dinnanzi a tanto dolore di mamme e bambini.

 


Articolo aggiornato l’8 Febbraio 2021 – ore 16:47

 



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