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Si può Fare la Dieta Durante l’Allattamento?

di Dott.ssa Maria Paola De Biase

24 Febbraio 2015

 

Dieta allattamento

Si può fare una dieta durante l’allattamento?

Iniziamo subito con la risposta: SI!

Ormai deve essere chiaro che “dieta” è sinonimo di stile di vita; del resto, il significato della parola dìaita è proprio “modo di vivere”. Dunque, non si deve pensare alla parola PRIVAZIONE, ma piuttosto a CORRETTA ALIMENTAZIONE abbinata ad attività fisica.

In questo articolo ci concentriamo sull’alimentazione.

Il nostro lavoro di esperti in nutrizione ha come obiettivo il raggiungimento dei risultati desiderati, in base a chi abbiamo di fronte. In questo caso, una donna che deve allattare un bambino. Se il neonato deve ricevere tutti i nutrienti che occorrono per crescere, anche la mamma dovrà ricevere il necessario per il suo mantenimento e per il mantenimento del piccolo, e per di più deve anche perdere peso.

In realtà l’allattamento in sé è un modo per perdere peso e favorire il recupero della forma fisica,

in quanto comporta un dispendio energetico abbastanza elevato. Occorrerà mangiare in maniera regolata per poter dimagrire.

Quello che si può fare è affidarsi alla dieta mediterranea, che assicura il fabbisogno necessario di carboidrati, grassi, proteine, oltre che di micronutrienti quali Sali minerali (ferro, calcio, magnesio, potassio, ecc.) e vitamine (C, D, B12, ecc.) e non creerà nessuna carenza nutrizionale.

Dieta allattamento

Alcune proposte per seguire un regime alimentare corretto e per perdere qualche chilo durante l’allattamento:

Consumare 2-3 porzioni di verdura al giorno; sul tipo di verdura occorre variare sempre e prestare attenzione alle verdure che possono creare disturbi al piccolo. Su questo aspetto non esistono verità assolute; ci sono reazioni variabili in risposta all’assunzione delle varie verdure.

Per quanto riguarda i sapori, ci sono alcune verdure dai sapori decisi che forse occorrerà evitare, come cavoli, aglio e cipolla crudi, asparagi, ecc. Tuttavia, ci sono neonati che apprezzano ugualmente il latte, nonostante il suo sapore “diverso”.

Mangiare 2-3 porzioni di frutta al giorno, meglio se sbucciata e cruda; intendiamo frutta di stagione (150 g è una porzione).

Consumare pasta, pane, riso, altri cereali, patate 3 volte al giorno: nei pasti principali, quindi a colazione, a pranzo e a cena; l’ideale è assumerli uno per pasto. A colazione possiamo inserire delle fette biscottate (2-3) o i cornflakes (30-40 g), a pranzo pasta o riso (80-90 g) e a cena il pane (50-70 g).

Latte e latticini: al mattino possiamo consumare una tazza di latte, a metà pomeriggio uno yogurt; un paio di volte alla settimana si possono consumare mozzarella (100 g) o ricotta fresca (150 g) come secondo a cena.

Contenendo allergeni alimentari, i latticini potrebbero causare disturbi al neonato per cui occorrerà prestare attenzione nel caso il bebè manifesti dei sintomi.

Uova, due alla settimana, comprese quelle utilizzate nella preparazione di alcune pietanze.

Legumi, 2-3 volte alla settimana; se ci sono problemi a livello di digestione si possono consumare legumi sbucciati o passati.

Carne 2-3 volte alla settimana, preferendo carni magre e bianche ed evitando gli insaccati.

Pesce 2-3 volte alla settimana, preferendo pesci magri, come il nasello ed evitando pesci di grossa taglia (per il contenuto di mercurio)

Moderare il sale, i dolci, i prodotti molto zuccherati in genere come le bevande o i succhi.

Consumare 2-3 cucchiai di olio extravergine di oliva al giorno

Limitare l’assunzione di caffè ed evitare il consumo di alcol.

Secondo alcune dicerie, bere birra aumenta la produzione di latte: falso;

bere birra, anzi, può essere dannoso, visto che contiene alcol.

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