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Evasione Fiscale di 41 Centesimi e le Chiudono il Locale

di Gioela Saga

26 Maggio 2015

Sembrerebbe una barzelletta se non fosse una notizia crudelmente vera che ha tutto il sapore del danno e della beffa.

Un’evasione fiscale di 41 centesimi è costata una grossa multa e la chiusura del locale per tre giorni ad un commerciante.

evasione fiscale 41 centesimi

E’ accaduto alla proprietaria di un chiosco sul lungomare di Jesolo, in Veneto.

Sicuramente i controlli sono giusti e devono essere minuziosi ma forse il buon senso a volte potrebbe prevalere laddove invece vi sono spesso incredibili “sviste” eccoci compensati con la sanzione per evasione fiscale di 41 centesimi in 5 anni!

La commerciante, proprietaria del locale, la signora Laura Pavan spiega così l’accaduto:

“Non ho emesso lo scontrino in quattro occasioni e sono stata verbalizzata per altrettante volte dalla Finanza. In tutto circa 4 euro di incassi ed evasione dell’Iva per 41 centesimi. La quarta volta non avevo incassato invece nulla. Era una bottiglietta d’acqua l’anno scorso che ho regalato ad un operaio che stava lavorando per il rifacimento dell’arenile a una draga. Aveva sete e stava lavorando sotto il sole.

La Finanza è arrivata e mi sono presa l’ultimo verbale, il quarto che ha fatto scattare la chiusura in questi tre giorni. In più ho dovuto pagare 500 euro a sanzione, senza contare le spese per il commercialista”.

evasione fiscale chiosco

La titolare lo ha voluto scrivere anche nel cartello affisso davanti alla porta chiusa del chiosco per rendere nota la vicenda che ha del ridicolo e dove l’inflessibilità rasenta l’inadeguatezza. E’ giusto che i controlli ci siano e le violazioni per evasione fiscale siano sanzionate ma che siano davvero equi, a tappeto ed equilibrati.

Purtroppo non emerge un gran dialogo con la burocrazia che continua ad esser un muro invalicabile anche per chi vuole essere onesto.

Non solo, pare che, dopo che l’Agenzia delle Entrate ha respinto il suo ricorso per evasione fiscale, la Pavan abbia cercato invano di farsi spiegare come regolarizzare la sua posizione e cosa dovesse fare di preciso e invece come spiega lei stessa è stata ulteriormente amareggiata:

“Credevo che, prima di dover chiudere, sarebbe venuto qualcuno a dirmi cosa fare con esattezza. Ho fatto invece tutto da sola, per evitare altri problemi, quindi affisso i cartelli e informato gli uffici con la posta certificata che è come una raccomandata. Mi sono auto-chiusa l’esercizio.”

evasione fiscale per 41 centesimi

Fonte: NuovaVenezia



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