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Compiti per le vacanze: Sì o No?

Compiti per le Vacanze: è giusto che gli studenti passino l'estate a fare i compiti, o è meglio studiare da una lista come quella che ha fatto questo prof.?

di Alessandra Albanese

10 Giugno 2015

È arrivata la tanto agognata fine della scuola per i ragazzi italiani, e come ogni anno ci si interroga sul quesito amletico che sconvolge tutte le famiglie con prole in età scolare: è giusto che gli studenti passino l’estate a fare i compiti?
In tanti vorrebbero rispondere con un secco “No”, altri preferirebbero ricevere un assegno come quello dato da questo professore.

 

Compiti per le vacanze: sì o no?

Compiti per le vacanze: sì o no?
Foto diritto d’autore: Agnieszka Jonik© 123RF.com – ID Immagine: 38847622 con licenza d’uso.

Compiti per le vacanze: sì o no?

 

Il 3 giugno 2015 un insegnante di liceo pubblica la liste dei compiti delle vacanze che aveva assegnato per l’estate ai suoi alunni. Io, come tante altre testate hanno fatto, ve li voglio elencare:

 

  • Al mattino, qualche volta, andate a camminare sulla riva del mare in totale solitudine: guardate come vi si riflette il sole e, pensando alle cose che più amate nella vita, sentitevi felici.
  • Cercate di usare tutti i nuovi termini imparati insieme quest’anno: più cose potete dire, più cose potete pensare; e più cose potete pensare, più siete liberi
  • Leggete, quanto più potete. Ma non perché dovete. Leggete perché l’estate vi ispira avventure e sogni, e leggendo vi sentite simili a rondini in volo. Leggete perché è la migliore forma di rivolta che avete (per consigli di lettura, chiedere a me).
  • Evitate tutte le cose, le situazioni e le persone che vi rendono negativi o vuoti: cercate situazioni stimolanti e la compagnia di amici che vi arricchiscono, vi comprendono e vi apprezzano per quello che siete.
  • Se vi sentite tristi o spaventati, non vi preoccupate: l’estate, come tutte le cose meravigliose, mette in subbuglio l’anima. Provate a scrivere un diario per raccontare il vostro stato (a settembre, se vi va, ne leggeremo insieme)
  • Ballate. Senza vergogna. In pista sotto cassa, o in camera vostra. L’estate è una danza, ed è sciocco non farne parte.
  • Almeno una volta, andate a vedere l’alba. Restate in silenzio e respirate. Chiudete gli occhi, grati.
  • Fate molto sport.
  • Se trovate una persona che vi incanta, diteglielo con tutte la sincerità e la grazia di cui siete capaci. Non importa se lui/lei capirà o meno. Se non lo farà, lui/lei non era il vostro destino; altrimenti, l’estate 2015 sarà la volta dorata sotto cui camminare insieme (se questa va male, tornate al punto 8).
  • Riguardate gli appunti delle nostre lezioni: per ogni autore e ogni concetto fatevi domande e rapportatele a quello che vi succede.
  • Siate allegri come il sole, indomabili come il mare.
  • Non dite parolacce, e siate sempre educatissimi e gentili.
  • Guardate film dai dialoghi struggenti (possibilmente in lingua inglese) per migliorare la vostra competenza linguistica e la vostra capacità di sognare. Non lasciate che il film finisca con i titoli di coda. Rivivetelo mentre vivete la vostra estate.
  • Nella luce sfavillante o nelle notti calde, sognate come dovrà e potrà essere la vostra vita: nell’estate cercate la forza per non arrendervi mai, e fate di tutto per perseguire quel sogno.
  • Fate i bravi.

 

Inutile dire che questo post è diventato virale (una parola tanto nuova quanto già desueta, ma calzante per l’occasione), e lo stesso professore, Cesare Catà, si è stupito della risonanza mediatica che questo suo assegno aveva avuto.
Tutti a pubblicare ‘sto foglio, tutti ad applaudire il professore, e io incuriosita da quest’uomo, e da questo suo modo di far studiare i ragazzi.

 

Lui, Cesare Catà, un illustre docente sconosciuto, diventato famoso con quei 15 minuti di notorietà di cui parlava Warhol senza essere social, già si capisce di che genere è. Certo, sui social puoi mostrare quello che non sei, mistificare all’infinito, ma in genere i mistificatori non pubblicano Shakespeare, e neanche tanto spesso poesie e trattati di teatro.
Bicicletta, cappello a falde larghe, insegnante e scrittore di un libro di filosofia (e magari tanto altro), insomma non un professore canonico, di quelli che assegnerebbero cinque tomi di letteratura antica o tutta la rivoluzione francese, salvo poi scoprire che non erano arrivati a finire il programma in classe.

 

 

Compiti per le vacanze: quelli da fare assolutamente.

 

Il professore Catà è uno che ha deciso di portare Shakespeare in spiaggia, e farlo recitare al tramonto in riva all’adriatico per intenderci. È uno che ha reso omaggio a grandi del cinema seppure sconosciuti alle masse, insomma un John Keating (chi ha visto L’Attimo Fuggente conosce bene questo nome) con l’accento marchigiano!
E vuoi che da uno così non ci si aspettasse una lista dei compiti per le vacanze come quella che ha dato?

 

Che poi ragazzi, e mamme, a ben vedere, non è che i compiti per le vacanze che ha assegnato il professore Catà siano tanto più facili di quelli che in genere gli insegnanti assegnano. Perché a fare un esercizio di geometria o un riassunto di storia, se ti leggi la lezione ce la puoi pure fare.
Io questi compiti me li sono letti a uno a uno, e vi assicuro, non sono per niente facili.

 

Avete mai visto un 15enne camminare assorto all’alba in riva al mare? Piuttosto, se lo DEVE fare, si porta l’iPod e si stordisce con le cuffie infilate nelle trombe di Eustacchio.
Il 2 punto della lista dei compiti per le vacanze del professore Catà ad esempio: mio figlio, che tra l’altro è uno bravo a parlare, se non inserisce nei suoi discorsi uno “spoilerare”, un termine anglofono, o, peggio ancora, una parolaccia sentita durante la visione dei videogiochi coi quali si diletta, non è contento.

 

Andiamo avanti: cercate situazioni stimolanti e la compagnia di amici che vi arricchiscono, ma non per inebetirsi davanti alla play station, aggiungerei (e ditemi se questo compito non è arduo).
Ballate, vedete l’alba, fate sport, guardate film, fate i bravi, insomma, ripeto, non crediate che per la new generation tutta social e videogames questi siano compiti difficili.

 

E poi, alla fine, c’è il compito che amo di più, e che da solo vale il plauso di una piccola writer, e spero della comunità intera: Sognate.

Sognate come dovrà e potrà essere la vostra vita: nell’estate cercate la forza per non arrendervi mai, e fate di tutto per perseguire quel sogno.

Spero tanto che tutti i ragazzi del mondo facciano i compiti per le vacanze del professore Catà, e magari da grandi si ricorderanno di quella volta in estate che hanno dato retta agli insegnanti.

 


 

Articolo aggiornato al 13 Giugno 2021



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