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Il bambino nella roccia, l’immagine diventa virale

La scultura del bambino nella roccia è un chiaro riferimento alla vita, un omaggio al più prezioso dei doni che un essere umano possa mai dare… e ricevere.

di Maria Corbisiero

26 Settembre 2013

La scultura del bambino nella roccia, inizialmente realizzata come tributo alla vita, è divenuta nel tempo un’attrazione turistica, un successo dovuto soprattutto alla condivisione social di una foto dell’opera, divenuta in poco tempo virale.
Chiamata dall’artista la “montaña embarazada” (letteralmente tradotto in montagna incinta), ribattezzata in rete “il bambino nella roccia”, la scultura è un chiaro riferimento alla vita, un omaggio al più prezioso dei doni che un essere umano possa mai dare… e ricevere.

 

Il bambino nella roccia, la scultura della montaña embarazada

Feto umano di circa 10 settimane.
Foto diritto d’autore: steveallenuk© 123RF.com – ID Immagine: 24912599 con licenza d’uso.

Il bambino nella roccia, la scultura della montaña embarazada.

 

La vita intesa come procreazione, la maternità vissuta come un atto d’amore verso un piccolo essere che cresce nel ventre materno, che viene nutrito, cullato e protetto. Un essere indifeso ma al tempo stesso così forte, capace di donare amore prima ancora di venire alla luce, capace di “condizionare” l’esistenza di chi ha deciso per lui.
Perché nascere non è una scelta soggettiva bensì dipesa da altri che si rendono autori, grazie all’atto del concepimento, di quello che può essere definito come “il grande miracolo della vita”.

 

Quando la foto del bambino nella roccia ha iniziato a circolare in rete, non tutti hanno fornito informazioni circa l’origine, il luogo ove è stata scattata, l’autore o il significato dell’opera stessa: molto fu lasciato alla libera interpretazione.
Una volta escluso si trattasse di un fake, ossia un falso, o di una più classica photoshoppata, sono bastate poche ricerche per apprendere che l’opera non è altro che il risultato di una tesi di laurea di un artista colombiano, Dubian Fernando Monsalve Torres.

 

Studente della scuola d’arte della facoltà di Architettura della Università Nazionale di Colombia, che ha sede a Medellin, Dubian Fernando ha realizzato l’opera in 15 giorni: armato di badili, vanghe, coltelli e scalpelli, ha “impresso” il suo concetto di diritto alla vita nella montagna, ben visibile lungo la strada che collega Medellin a Santo Domingo Savio, in Colombia.

 

 

Il bambino nella roccia: significato dell’oepra.

La tematica principale della scultura del bambino nella roccia è l’aborto, inteso come evento violento che priva un essere umano del proprio diritto alla vita, mentre lo scopo ultimo dell’opera è quello di sensibilizzare, rendere consapevoli di ciò che tale scelta, l’aborto, può comportare.

 

La scultura del bambino nella roccia infatti non rappresenta solo un piccolo essere umano racchiuso nel ventre della sua mamma, se osservato meglio, è impossibile non notare che l’opera stessa è l’unione di due corpi, madre (corpo e braccia) e figlio (testa e piedi) stretti in un avvolgente abbraccio.
La scultura di Dubian Monsalve dunque accoglie due entità ben distinte, la mamma ed il suo bambino, che, seppur mai privati della loro individualità, sono totalmente dipendenti l’una dall’altra, mettendo così in evidenza un concetto fondamentale:

da ciascuna madre nasce un figlio e da ciascun figlio nasce una madre.

 


 

Articolo aggiornato al 19 Luglio 2021.



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