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Pasqua di Resurrezione: i Momenti Dopo la Crocifissione

di Alessandra Albanese

18 Aprile 2014

Pasqua è la festa più importante della religione cristiana.

Essa infatti celebra la resurrezione di Gesù Cristo, avvenuta tre giorni dopo la sua crocifissione.

I Vangeli degli Evangelisti raccontano questi giorni tristi successivi alla esecuzione del loro Maestro.

Gesù era morto, e molti suoi discepoli lo avevano abbandonato: Pietro lo aveva rinnegato, altri lo avevano lasciato solo, sotto la sua croce, quel giorno di venerdì solo le sue donne a piangerlo. Le pecore si erano disperse, il pastore era stato percosso (Mt 26,31; Mc 14,27).

Così Maddalena, nel buio del giorno dopo sabato, raggiunge il sepolcro per ungere il corpo del Signore, e non lo trova.

Maria Maddalena corre da Pietro e Giovanni, e racconta loro che «hanno tolto il Signore e non sappiamo dove lo hanno posto» (Gv 20, 1-2).

I due evangelisti giungono al sepolcro, Giovanni entra e “Vide e credette”.

Due angeli consolarono Maria: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?”.

 

Gesù era vivo allora. Come le Scritture avevano detto.

Gesù appare a Maria ancora in lacrime, e la invita “Ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno” (Matteo 28). Maria vuole abbracciarlo, lui la ferma (Noli me tangere): non è ancora asceso al Padre.

Gesù apparirà agli Apostoli, i Quattro Vangeli lo raccontano con leggere differenze.

Matteo dirà che il Maestro apparve loro su una montagna della Galilea è affidò la missione di diffondere la sua parola.

Luca racconta che Gesù apparve a due suoi discepoli sulla strada di Emmaus (città della Palestina) e successivamente a Gerusalemme agli undici apostoli insieme.

Marco descrive tutte e tre le apparizioni (a Maria, a Emmaus e agli undici a Gerusalemme).

Giovanni, nel suo Vangelo scriverà della prima apparizione a Maria, e successivamente ai discepoli, chiusi in casa per paura dei Giudei.

Gesù entra, e si ferma in mezzo a loro.

L'incredulità di San Tommaso (Caravaggio)

Tommaso non crede che sia lui, e il Signore lo invita a toccargli il costato sanguinante.

Tutti i discepoli di Gesù sono increduli, alcuni addirittura non lo riconoscono, ma tutti ugualmente riconoscono in lui il Cristo “trasformato”, risorto.

Avvertono il senso di quel mistero che è la gloria di una nuova vita, e capiscono che quel mattino di Pasqua sarebbe stato il principio di una nuova storia.



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