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Indice di Massa Corporea Come si Calcola

Indice di Massa Corporea (IMC) - Scopri come si calcola, di cosa si tratta e come valutarlo.

Gioela Saga

di Gioela Saga

16 Maggio 2014

come si calcola L'indice di massa corporea

Ci sono eventi che non si possono controllare, patologie difficili da diagnosticare o da curare ma, spesso e volentieri, trascuriamo un fattore determinante che è assolutamente nelle nostre mani.

Le buone abitudini alimentari, un corretto stile di vita ed una sana ed equilibrata attività sportiva ci possono permettere di attenuare drasticamente, o eliminare definitivamente, le complicanze gravi dal punto di vista cardiologico, l’insorgenza di malattie metaboliche quali il diabete e anche disturbi correlati indirettamente al sovrappeso come l’osteoporosi e, non meno importante, anche un rischio maggiore di sviluppare tumori.

Per capire già quanto stiamo andando nella giusta direzione della prevenzione possiamo anche fare questo test molto interessante.

Abbiamo però un parametro importante da poter utilizzare per iniziare a stabilire quanto la nostra salute sia “in pericolo” e poter correre ai ripari, si tratta del famigerato “indice di massa corporea” IMC (o BMI dall’inglese Body Mass Index).

Ma che cos’è?

Spiegato in termini puramente matematici si tratta dell’indice per definire le condizioni di sovrappeso-obesità ed è il valore numerico che si ottiene dividendo il peso (espresso in Kg) per il quadrato dell’altezza (espressa in metri).

E’ abbastanza evidente infatti che non è solo il peso a contare ma ovviamente anche la sua relazione in proporzione all’altezza. Dunque:

IMC = massa corporea (Kg) / statura (m2)

esempio: una persona alta 1,70 che pesa 70 chili=70/2,89  IMC=24

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) si può raggruppare l’IMC rilevato in quattro categorie distinte:

sottopeso (IMC al di sotto di 19)

medio (IMC compreso tra 19 e 24)

sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 30)

obesità (IMC al di sopra di 30)

Secondo dati dell’OMS, complice un maggior benessere, l’obesità, a livello globale, è raddoppiata dal 1980 ad oggi. Il problema è oggi anche particolarmente importante per i bambini e i ragazzi che non sono adeguatamente educati ad uno stile di vita sano e fanno una vita molto più sedentaria.

Nel 2011 la stima era di oltre 40 milioni di bambini, al di sotto dei 5 anni, in sovrappeso, e la cifra è destinata a salire.

Si ritiene che il 44% dei casi di diabete tipo 2, il 23% dei casi di cardiopatia ischemica e fino al 41% di alcuni tumori siano attribuibili all’obesità e al sovrappeso.

Vediamo nel dettaglio i riferimenti specifici all’indicatore calcolato:

Tra 18 e 24: Il fattore di rischio è minimo. Bisogna anzi verificare che l’ulteriore diminuzione di peso non apporti problemi di salute legati ad una carente nutrizione.

Tra 25 e 27: Il rischio è basso/moderato. Può essere opportuno attuare un’alimentazione a basso contenuto di calorie accompagnata da un’attività fisica indispensabile per il mantenimento del peso.

Tra 28 e 30: Il rischio diventa moderato/alto. Aumentano le probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari, diabete, ictus cerebrale, ipertensione. E’ opportuno perdere peso in modo equilibrato e attuare diverse abitudini alimentari.

Tra 31 e 35: Il fattore di rischio è di allarme alto/molto alto. Si presentano alte probabilità di sviluppare patologie cardiovascolari, diabete, ipertensione ed alcuni tipi di tumore. E’ consigliabile intraprendere tempestivamente comportamenti finalizzati a ridurre tali rischi, sia dal punto di vista medico che motivazionale.

Tra 36 e 39:  Rischio molto alto. E’ probabile che una o più patologie inerenti al peso sia già insorta con tutte le conseguenze. La valutazione medica deve essere attenta e costante.

Oltre 40: Rischio altissimo. La situazione diventa delicata con la necessità di opportune strategie professionali mediche, atte a riparare o contenere i danni.

Naturalmente, le indicazioni dell’OMS che noi riportiamo sono indicazioni generiche che devono poi essere valutate da un medico professionista, nell’ambito di uno studio specifico più approfondito, che prenderà in esame anche altri fattori: genere, età, lavoro, ereditarietà, altre patologie preesistenti.

Non sottovalutiamo però questo primo indicatore importante per la nostra salute: significa volere bene a noi stessi e anche alle persone che ci circondano!

Iniziamo anche valutando quanto stiamo già facendo per la nostra salute con questo test.

Fonte: Ministero della Salute

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