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Chiara Poggi e il Delitto di Garlasco: 2 Misteri di cui Nessuno ha Mai Parlato

Particolari di cui nessuno aveva ancora parlato

Federica Federico

di Federica Federico

15 Maggio 2014

Chiara Poggi

2 importanti misteri irrisolti (se confermati ed approfonditi) potrebbero mettere in discussione l’intero delitto di Chiara Poggi:
si tratta di un posacenere rinvenuto nella cucina della villetta di Garlasco che attesterebbe la presenza di un fumatore nella casa (probabilmente proprio nella mattina del delitto), nonché di un furto senza scasso commesso a poca distanza dalla morte tragica della ragazza.

Ma esaminiamo con ordine i fatti.

Il mistero del fumatore

L’impronta di un fumatore sulla scena del crimine è stata confermata dal referto autoptico. L’esame dell’anatomopatologo che ha preso in carico il povero corpo senza vita di Chiara ha certificato tracce di fumo tra i capelli. Per la natura di tali tracce è inequivocabile che qualcuno abbia fumato dinanzi alla vittima nei momenti più prossimi alla sua morte.

Gli inquirenti hanno repertato la presenza di un posacenere, sporco di cenere ma privo di mozziconi di sigarette, proprio nella cucina della villetta di Garlasco.

Questi due indizi (le tracce di fumo nei capelli della vittima e il posacenere sporco) potrebbero essere classificati come concludenti.

Il settimanale Giallo (Cairo Editore, nel n°18 del 7 maggio 2014) ha pubblicato una foto della cucina di casa Poggi, l’immagine è inedita, appartiene al fascicolo investigativo e fu scattata dagli inquirenti dopo il ritrovamento del cadavere.

Nell’immagine pubblicata dal settimanale (di cui vi consigliamo la lettura) si intravede anche il posacenere incriminato ovvero quello in cui gli inquirenti hanno trovato della cenere ma nessun mozzicone di sigarette.

Lo stato dei luoghi impresso nella foto non è equivoco:

la cucina appare “vissuta” e come suggerisce la giornalista che firma il servizio, Albina Perri, le seggiole intorno al tavolo sembrano avere accolto qualcuno, la loro posizione lascia pensare che due persone si siano sedute in cucina.

Una difronte all’altra, potrebbero aver discusso. Una di queste due persone fumava? E a fumare accanto a Chiara è stato il suo assassino?
Queste le domande che spontaneamente si pone ogni osservatore.

E un altro quesito può essere avanzato: Chiara ha accolto il suo assassino perché lo conosceva e si fidava di lui? L’aggressore è una persona che frequentava chiara e la sua casa?

Va aggiunto un dato ( dato che oltretutto  torna ad essere di rilievo se si mette in discussione la responsabilità di Alberto Stasi): la vicina di casa, Franca Bermani, ha da sempre testimoniato di avere visto nella mattina del delitto, appoggiata al muro di casa Poggi, una bicicletta nera da donna.
L’assassino è il proprietario di quella bicicletta?

Il mistero del furto

Il secondo mistero è forse anche più fitto, difficile da interpretare e inquietante:
la mamma di Chiara, la signora Rita, dopo la tragica morte della figlia e nel mento in cui gli inquirenti stavano apponendo i sigilli alla sua abitazione, chiese ai Carabinieri di avere un oggetto personale di Chiara, qualche cosa da abbracciare per sentire l’odore e la presenza di quella figlia così violentemente perduta.

Tutto ciò è dettagliatamente riportato dal settimanale Giallo (Cairo Editore, nel numero in edicola – n° 20 del 21 maggio 2014), nell’articolo (firmato dalla stessa giornalista sopra citata, Albina Perri) si legge che alla madre di Chiara fu consegnata la borsa della ragazza.

La signora Rita avrebbe dichiarato che dentro la borsa c’erano il portafogli e i documenti di Chiara, 300€ che il papà le aveva lasciato prima della morte e una fototessera.

La borsa fu portata da mamma Rita presso l’appartamento della nonna di Chiara, ove i Poggi alloggiarono dopo la tragedia e per tutto il tempo in cui la villetta di Garlasco rimase sotto sequestro.

Ma il 6 ottobre 2007, mentre I genitori di Chiara non erano in casa qualcuno rubò la borsa. Sulla porta dell’appartamento della nonna nessuna effrazione.
Va detto che la nonna non alloggiava nella suddetta casa poiché era ospite di una casa di cura.

C’è una correlazione tra l’omicidio e il furto della borsa? Com’è entrato il ladro e perché ha preso tutta la borsa e non solo il danaro che essa conteneva?

Se si considerassero debitamente questi due misteri, i retroscena del delitto Poggi potrebbero risultare diversi da quelli che sin ora ci sono stati prospettati?

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