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Il Toro che Piange: la Foto che ha Commosso il Web

Ecco la foto che sta commuovendo il web

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

23 Maggio 2014

toro piange

La foto che vedete in apertura di articolo è divenuta virale grazia alla storia che ad essa si accompagna da diversi anni.

Partita” inizialmente dalla Cina, tradotta in diverse lingue, diffusasi dapprima attraverso il sistema di micro-blogging orientale e successivamente sul social network facebook, la vicenda si tramanda attraverso gli utenti come una classica leggenda metropolitana.

Eccone una recente versione:

“Una storia vera…

A Hong Kong gli operai di un macello hanno condotto un toro nella stanza dove avrebbero dovuto macellarlo e stavano per procedere. Quando hanno chiuso la porta, il toro si è guardato indietro poi ha abbassato la testa. Era in lacrime.

Come poteva sapere che lo avrebbero macellato prima di entrare?

Mr. Shiu, il macellaio ricorda <<quando ho visto quello che chiamano uno ‘stupido’ animale piangere e ho visto i suoi occhi tristi e impauriti ho iniziato a tremare. Ho chiamato gli altri. Anche loro sono rimasti sorpresi. Abbiamo cercato di tirarlo indietro ma non voleva muoversi e continuava a piangere>>.

Billy Fong, proprietario della ditta, disse <<La gente pensa che gli animali non piangano come gli umani. Ma il toro piangeva realmente come un bambino>>.

Più di 10 uomini che avevano assistito alla scena erano rimasti impressionati. Quelli che avrebbero dovuto macellarlo stavano piangendo anche loro. Altri operai vennero a vedere la scena e rimasero scioccati.  Decisero di comprare il toro e di mandarlo in un tempio dove i monaci avrebbero potuto prendersi cura di lui per tutta la sua vita.

Quando ebbero preso la decisione, accadde un miracolo.

Un operaio racconta <<Quando abbiamo promesso che il toro non sarebbe stato ucciso, lui si è mosso e ha iniziato a seguirci. Ma come aveva potuto capire le parole dette dalle persone?>>.

E se gli animali comprendessero molto più di quello che noi pensiamo?”.

Una rapida ricerca fotografica ci ha consentito di risalire a quella che sembra essere la prima pubblicazione web dell’immagine del toro in lacrime.

A renderla nota alcuni blog che riportano come fonte il Sina.com.cn che, in data 11 ottobre 2010, rendeva nota la storia citando, a sua volta, il sito Weekly World News.

Collegandosi a quest’ultimo, portale che non si potrebbe di certo definire una “affidabile” testata giornalistica, non risulta esserci traccia alcuna della sopra menzionata storia, pur ricercando la stessa utilizzando diverse parole chiave.

La notizia è da considerarsi dunque falsa?

Pur essendo io convinta che gli animali provino dei sentimenti e che sempre più spesso si mostrino sensibili ed intelligenti, a volte anche più degli uomini, mi sento in dovere di riportare alcune deduzioni fatte dai non ambientalisti o animalisti.

Il noto sito di debunker Bufale un tanto al chilo valuta la storia del toro piangente come bufala in quanto si ritiene che le lacrime sono da imputare alla sola funzione lubrificante dell’apparato lacrimale, ben diversa dal pianto causato dalla sofferenza.

Ad avallare tale teoria l’intervento di un utente facebook che ha così commentato uno dei tanti post condivi sul social network:

Parlo da macellaio… a me è capitata la stessa cosa milioni di volte.. ma mi spiace contraddire la maggior parte di voi ed il post stesso… questa storia delle lacrime è una ca*** pazzesca… i tori hanno semplicemente una lacrimazione molto più sviluppata della nostra per proteggere gli occhi da impurità presenti nell’aria… a volte lacrimano ancora anche già da morti… e a quello che ha scritto che li sgozziamo ancora da vivi rispondo che è un ignorante… visto che l’Italia è l’unico paese nel mondo a praticare la morte cerebrale x evitare che l’animale soffra!!!!… E poi con tutti i problemi che abbiamo nel mondo possibile che vi dobbiate scannare per ste ca***??? le bistecche sono buone, punto. Da che mondo è mondo l’animale più forte mangia il più debole… andate un po’ a lamentarvi da un leone perché si mangia le gazzelle…. ma dai”.

E voi, cosa ne pensate?

 

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