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Carnevale: quando il bambino ha paura delle maschere e dei travestimenti

di Dott. Giuliano Gaglione

07 Marzo 2011

Il Carnevale è una festa, sia di carattere sacro che profano, è la celebrazione di un evento cristiano di assoluta importanza, ma anche un’occasione per divertirsi, condividere momenti di allegria, di piacere e di scherzi. La parola Carnevale è associata a “maschere”, “festoni”, “coriandoli”, “scherzi”, termini aventi solo apparentemente come comune denominatore il fattore  divertimento.

C’è però chi non vive questa festa nel massimo della gioia e dell’allegria, anzi molte volte la teme: alcuni bambini hanno paura delle maschere e dei travestimenti, ci possono essere casi in cui questo timore non è manifesto ma si cela dietro pianti, scoppi di ira, chiusura interiore.

Non è semplice capire con certezza le cause che provocano timore, anche perché, qualora i bambini siano molto piccoli, risulta per loro complesso trasferire in maniera chiara le sensazioni spiacevoli che stanno vivendo; tuttavia è possibile ritenere come fattore scatenante la paura dell’ignoto, del fatto che dietro una maschera si cela un individuo non riconoscibile, oppure le stesse maschere possono preoccupare i bambini, soprattutto molto piccoli, perché rappresentano un volto umano con delle caratteristiche differenti da quelle che ormai essi conoscono.

Un altro motivo di preoccupazione potrebbe essere il non voler esporsi con “abiti” differenti da quelli quotidiani, per giunta vistosi e osservabili da altre persone; per tal motivo diversi bambini il giorno di carnevale possono rifiutarsi di passeggiare per la città travestiti da un personaggio particolare.

Infine – come si suol dire “ultimo, ma non di importanza” – un fattore potrebbe essere rappresentato da eventi passati che avrebbero turbato i bambini al punto tale da non vivere in maniera serena questa festa: ad esempio, persone travestite da mostri che saltano fuori dagli alberi o da dietro angoli delle strade o persino delle proprie case, oppure scatole con pupazzi a molla dalle sembianze poco gradevoli o ancora scherzi pubblici, che potrebbero aver imbarazzato i bambini a tal punto da non provare gioia nei confronti di questa festa.

Come bisogna reagire a queste avversioni?

Innanzitutto è opportuno provare a parlare con i bambini e farsi spiegare quale sentimento nutrano nei confronti di questo evento. Infatti possono esservi casi in cui gli stessi si rifiutano di vestirsi e vivere pienamente il Carnevale solo ed esclusivamente perché non ne sentono un fervido trasporto; in tal caso si sconsiglia ai genitori di “far gradire a tutti i costi” questa festa ai loro piccoli, perché ricordiamo che “de gustibus non disputandum est”.

Quando in realtà si nascondono delle paure recondite, è necessario trovare un canale adatto per poter discutere di questo disagio: in particolare i genitori dovrebbero indagare di cosa il loro piccolo abbia paura in particolare, in quali circostanze  questa sensazione si riacutizza e in quale modo si potrebbe fronteggiare tale situazione poco gradevole.

Si possono talvolta riscontrare delle circostanze in cui i bambini in prossimità del Carnevale hanno paura di dormire da soli oppure hanno incubi ricorrenti di mostri che potrebbero assalirli; a causa di tali timori i piccoli desidererebbero dormire nel lettone con i genitori in modo  da sentirsi al sicuro; tale sicurezza non deve assolutamente essere negata da parte dei padri e delle madri, ma bisogna imparare a dosarla in maniera giusta, ad esempio accendendo una luce tenue nella stanza del figlio, oppure fare compagnia ai piccoli fino a quando non si addormentino o anche  spiegando loro che in realtà i mostri sono solo frutto dell’immaginazione e che nella realtà nessuno di loro potrebbe turbarli.

Come ho detto precedentemente la condivisione di questa “conflittualità” nei confronti del carnevale è assolutamente necessaria per evitare che il bambino si rapporti con una realtà che potrebbe provocare difficoltà capaci di perpetuarsi: per tal motivo è necessario in primis chiedere come un bambino desideri vivere il suo Carnevale, senza alcuna forzatura, successivamente, nel momento in cui si realizzi il contatto diretto con le situazioni paurose, è assolutamente utile approfondire e trovare una modalità giusta per poter affrontarle, ad esempio se c’è un bambino che teme le maschere perché non conosce cosa esse celino, si potrebbe sensibilizzare il piccolo con dei giochi in cui sono gli stessi genitori a mascherarsi e poi svelarsi subito. Se invece il bimbo teme l’affluenza di tante persone per strada, i genitori potrebbero tenerlo per mano; la cosa più importante  è fare in modo che questa festa per lui sia motivo di libertà: libertà di scelta sia di come vivere questa giornata, sia di come e quando affrontare determinate difficoltà.

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