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Il Pisellino del Bambino va Aperto?

La manovra per aprire il pisellino del bambino, si deve fare?

Federica Federico

di Federica Federico

17 Luglio 2014

Manovra aprire pisellino bambino

Pulire l’organo genitale del neonato: sì o no?”, questo è il dilemma di molte, moltissime neo mamme.

 

Spesso alle mamme dei figli maschi viene dato un consiglio “determinante” sul pisellino del loro bambino:

sovente qualcuno “informa” la mamma che il pisellino andrebbe pulito con una manovra di apertura. I sostenitori della cosiddetta ginnastica del prepuzio affermano che la manovra di apertura del pisellino dei neonati e dei bambini piccoli consentirebbe l’igiene intima e farebbe in modo che l’organo genitale maschile non resti chiuso, evitando forse anche un operazione chirurgica.

Attenzione: non c’è consiglio più sbagliato di questo!

 

I consigli sulla “manutenzione” del pisolino di tuo figlio sono “determinanti”

 

La ginnastica prepuziale è una pratica superata, la pediatria moderna ne sconfessa l’utilità e consiglia di attendere il naturale sviluppo fisiologico dell’apparato genitale del bambino.

La natura da sola conduce il pisellino di ogni piccolo uomo alla sua maturità fisiologica e strutturale, ciò senza che siano necessari interventi invasivi.

 

Ecco perché definiamo determinante la scelta di NON effettuare la manovra di apertura del prepuzio: 

Che cos’è il prepuzio?

Ogni discorso sull’anatomia genitale del neonato e del bambino piccolo deve partire dall’esame della funzionalità degli organi riproduttivi: 

le mamme debbono sapere che il pisellino (oltre ad assolvere alla funzione urinaria) è quell’organo che al bimbo servirà in età matura per amare e procreare, tuttavia la pubertà è lontana e l’intero corpo del bambino dovrà negli anni subire una serie di modifiche strutturali e funzionali che lo condurranno alla maturià.

 

Il pisellino del neonato è tale (per forma e struttura) anche perché non deve assolvere (e non dovrà assolvere per molti anni) a nessuna funzione di procreazione.

 

Il prepuzio è la pelle che ricopre il glande; nei neonati questa porzione di pelle che ricopre il glande è molto abbondante e lunga al punto da chiudere il pisellino lasciando aperto, sulla sommità dell’organo maschile, solo un buchino piccino, necessario affinché il bimbo possa espellere la pipì.

 

Il primo dato che la mamma percepisce osservando il pisellino del bebè è dunque questo:

il prepuzio ricopre completamente il glande lasciando spazio solo al buchino da cui il bambino “spara” la sua pipì.

 

La differenza tra il pisolino del figlio e quello del papà è evidente: i grandi, diversamente dai cuccioli, hanno un prepuzio più corto e dotato di un orifizio ampio, tanto grande da consentire la fuoriuscita del glande. Perché? La spiegazione è naturale: l’organo genitale del neonato, nel momento della nascita e negli anni che seguono (sino alla pubertà), assolve solo la funzione urinaria e non ha funzioni “intime” (procreative o di piacere). Ecco spiegato perché non serve al neonato l’esposizione del glande, esposizione che invece serve ai papà!

 

Verrà il momento in cui naturalmente cambierà la fisionomia anatomica del pisellino: questo cambiamento rientra nella naturale evoluzione del corpo umano e, affinché avvenga con successo, non sono necessarie forzature esterne o atti di manipolazione.

Normalmente già a partire da 6 o 7 anni d’età la fisionomia dell’organo genitale del bambino si avvicina sempre più a quella di un uomo adulto, non per dimensioni, ovviamente, ma per struttura e la pelle del prepuzio da sola, pian piano, si apre. Le mamme se ne accorgono palesemente quando il bimbo va a fare la pipì o si lava.

 

Il bambino per istinto imparerà a lavarsi gestendo il proprio pisellino, e lo farà alla perfezione anche senza nessuna educazione meccanica della pelle del prepuzio.

 

E igienico non effettuare la manovra di apertura della pelle del prepuzio?

 

L’igiene è la più antica “scusante” addotta dai sostenitori della ginnastica prepuziale.

Mamme, state tranquille, se lasciate che la natura faccia il suo corso e non forzate il prepuzio, pisellino del neonato non rischia di “perire” per incuria!

 

Non tutte le mamme considerano che lo spazio tra il prepuzio e il glande nell’anatomia del neonato è inesistente, la pelle del prepuzio è naturalmente incollata al glande. Lo scollamento avverrà con la crescita ed in maniera del tutto spontanea. Piano piano la pelle nella zona prepuziale si staccherà seguendo lo sviluppo dell’organo genitale e col tempo, senza forzatura alcuna, favorirà la fuoriuscita del glande.

L’aderenza di prepuzio e glande fa sì che non si accumuli sporcizia nel pisolino del neonato!

 

Cosa sono allora quegli accumuli biancastri o giallastri che le mamme possono vedere nell’area del glande coperto dal prepuzio?

Si chiama smegma ed è la fisiologica e normale secrezione prodotta dalle ghiandole del pisellino, più precisamente chiamate in gergo medico “ghiandole balanoprepuziali” ovvero le ghiandole del solco che divide il glande dal resto del pisellino .

 

 

Il pisellino del bambino non va manipolato.

La forzatura del prepuzio può causare lesioni che rimarginandosi possono dare luogo ad aderenze innaturali (parafimosi) per la cui correzione, nei casi gravi, potrebbe rendersi necessario anche un intervento medico.

 

Durante i controlli periodici dal pediatra, sarà il medico a monitorare il regolare sviluppo dell’organo genitale; con la crescita del bambino, se vi saranno problemi fisiologici da risolvere, sarà il dottore stesso a consigliare cure farmacologiche (in genere creme cortisoniche per facilitare il processo di fuoriuscita del glande) oppure accertamenti medici volti a considerare la necessità di interventi chirurgici (in caso di fimosi conclamata).

 

La fimosi è una patologia che non ha nulla a che vedere con la ginnastica del prepuzio e la manovra di scollamento praticata dal genitore non rappresenta un valida prevenzione alle aderenze, al contrario, come appena esplicato, può causarne di più o meno serie.

 

Fimosi – clicca qui per sapere cos’è e come si affronta l’intervento chirurgico per risolvere il problema che essa determina.

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