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Ex Tronista Di Uomini e Donne: Muore in un Incidente Stradale, la Sua Vita Vale Solo 231€

L'investitore è libero e non è mai andato in carcere, ha pagato solo 231€ di multa. E' giustizia questa?

Federica Federico

di Federica Federico

23 Luglio 2014

L'investitore è libero e non è mai andato in carcere, ha pagato solo 231€ di multa.

La fama non lo aveva cambiato”, ne è certo il padre che pronuncia queste parole ricordando il figlio.

La famiglia torna a chiedere, ancora una volta, che venga fatta giustizia per la tragica e incomprensibile morte del loro giovane figlio.

Sono passati quasi 6 anni da quella notte di terrore e dolore: 

era il 7 agosto del 2008 quando, alle 4.07 del mattino, su una strada  di Porto Cervo (Sardegna), una Bmw, guidata da un 22enne, procedendo contro mano e (stando al racconto del padre della vittima) mantenendo una velocità superiore ai limiti consentiti, investiva lo scooter su cui l’ex Tronista, Antonello Zara, si stava spostando.

Antonello Zara stava facendo rientro al suo Hotel, la berlina che lo travolse seguiva un senso di marcia opposto a quello consentito e procedeva ad 80km all’ora in un’area in cui il limite di velocità è imposto a 50km orari (questa indicazione specifica la fornisce Valter Zara, il padre di Antonello, in un’intervista  rilasciata al settimanale Giallo – Cairo Editore n°27 del 9 luglio 2014).

Il conducente della Bmw  agganciò Antonello nel momento in cui lo travolse ma non si fermò dopo l’impatto, perciò trascinò il corpo della vittima per 30 metri.

Il racconto del papà di Antonello è agghiacciante: quando la berlina si “liberò” del corpo, il conducente non si fermò, prima di arrestare la sua corsa proseguì, infatti non fu lui a  chiamare i soccorsi e nemmeno si sincerò  della condizione in cui si trovasse l’uomo che aveva sopraffatto con la sua vettura.

I soccorsi furono allertati da un tassista.

Il ragazzo che ha provocato l’incidente rientrò a casa senza essere sottoposto ad alcoltest, né ad alcun altro esame volto ad accertarne le condizioni psicofisiche.

Stando a quanto si legge sulle pagine di “Giallo”, il tassista che chiamò i soccorsi avrebbe visto l’investitore accasciato sul volante e in stato di choc.

Oggi, per il mancato esame delle condizioni psico fisiche del conducente della Bmw, non è dato sapere se quel ragazzo al volante fosse, al momento dell’investimento, lucido e pienamente padrone di se stesso.

Eppure per prassi sono indefettibili, dinanzi ad un morto sull’asfalto, sia il controllo alcolemico nonché l’esame del sangue, da effettuare su tutti gli automobilisti coinvolti per appurare l’uso di sostanze stupefacenti.

Paradossalmente ad Antonello, morente sull’asfalto, il sangue fu invece prelevato. Dagli esami sulle spoglie del giovane emerse che nel suo corpo non vi erano tracce né di alcol, né di droga.

Antonello era lucido e completamente abile alla guida. Resta aperta una domanda irrisolvibile: lo era anche l’investitore?

Valter Zara ha anche denunciato gli agenti di Porto Cervo per le modalità con cui furono condotti gli accertamenti in occasione della morte di Antonello. Non ha ottenuto però soddisfazione.

 

L’assassino di Antonello è stato condannato ad 1 anno di reclusione con pena sospesa e a 231 euro di multa. Vale così poco la vita di un giovane?

L’investitore è libero, vive la sua vita e non ha mai porto le sue scuse alla famigli della vittima.

Oggi i coniugi Zara,  Patrizia e Valter, trasformano il dolore della perdita del loro unico figlio in una battaglia: combattono per l’introduzione del reato di omicidio stradale.

La loro battaglia può essere supportata e seguita su facebook sulla pagina dedicata ad Antonello (clicca qui)

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