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Certificato Medico per Palestra e Piscina: è Obbligatorio o No (Leggi Qui)

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

15 Settembre 2014

certificato medico

La scuola è iniziata e con lei ricomincia la routine quotidiana di molte famiglie, che con questa “campanella” riprendono anche tutta un’altra serie di tran tran.

In genere settembre è anche il mese del rientro alle attività sportive.

E infatti fioccano i messaggi, le mail, e i comunicati per nuovi e vecchi iscritti, che invitano bambini e adulti a non perdere l’offerta di iscrizioni gratis, di trimestri scontati e mensili all inclusive per palestre, piscine e tante altre attività sportive, aerobiche e dance.

In questi giorni però su tante pagine di giornale si è dato risalto a una questione già datata di un anno, ma che è ancora fumosa e poco chiara.

Per fare attività sportiva è necessario presentare un certificato medico?

 

Chiunque si sia iscritto in palestra negli ultimi anni sa che per mettere piede su un tatami di karate, o a mollo in una piscina, prima ancora che l’iscrizione i gestori delle strutture richiedono un certificato medico di sana e robusta costituzione.

Lo scorso anno però il Decreto legge 69 del 2013 (Decreto del Fare) aveva pubblicato delle nuove linee guida a firma del Ministero della Salute, nella quale si configurava come facoltativa e non obbligatoria tale certificazione.

 

Nello specifico il decreto abrogava l’obbligo di richiedere certificati medici per attività ludico motoria-amatoriale.

Addirittura nel settembre 2013 il Ministero della Salute emanava una nota a chiarimento del decreto, specificando la normativa (leggi la nota)

Purtroppo però anche la nota non ha dipanato i dubbi: ma se iscrivo mio figlio a karate, devo presentare il certificato medico?

Lo ha chiarito meglio della nota Silvestro Scotti, vicesegretario della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) sulle pagine di Repubblica.

Il certificato, si legge ancora nella nota, rimane obbligatorio per alunni che svolgono attività fisico-sportive parascolastiche, ovvero organizzate dalle scuole al di là dell’orario di lezione, e chi facesse attività sportiva in associazioni affiliate alle Federazioni nazionali o al Coni.

In pratica tutti gli iscritti alle scuole calcio, karate, judo, scuola nuoto o ginnastica artistica, in quanto affiliate alle federazioni, e che durante il periodo di attività svolgono anche incontri non agonistici con altre scuole e palestre.

piscina

“Anche chi partecipa ai Giochi sportivi della gioventù fino alle selezioni regionali e i tesserati Coni sotto i 12 anni e sopra i 45 devono presentare un certificato medico che però in questi casi è gratuito perché è a fini scolastici” specifica il dottor Scotti

A chi non serve il certificato medico?

 

Il certificato è facoltativo per tutti quei corsi come danza, pilates, yoga, ginnastica posturale, palestra (pesi ad es.), nuoto libero e altre discipline seguite al solo scopo ludico e amatoriale per cui non sono previsti campionati, incontri e attività non agonistiche.

Anche i bambini che iniziano la piscina con corsi di acquaticità sono esenti dal presentare il certificato.

Inoltre le linee guida del decreto stabiliscono che il certificato dovrà essere rilasciato dopo un’accurata anamnesi, un esame obiettivo, la misurazione della pressione, e un elettrocardiogramma a riposo (per coloro che hanno superato i 60 anni di età, o avessero alti fattori di rischio cardiovascolare l’elettrocardiogramma dovrebbe essere ripetuto annualmente).

Qualora il medico dovesse ravvisare la necessità, può prescrivere altre analisi o il consulto di uno specialista.

Il certificato per scopi sportivi non agonistici può essere rilasciato dal proprio medico o pediatra di base, da un medico sportivo, o da medici della Federazione medico-sportiva nazionale.

Il suo costo si aggira tra i 30 e i 50 euro, che aumentano fino ai 100-150 se si aggiunge il costo dell Ecg o di una visita specialistica.

Scotti però afferma ( e direi a ben vedere): “Chi fa attività fisica, sia l’adulto che il bambino, dovrebbe essere consapevole dell’effettiva necessità o meno di certificare il proprio stato di salute. Alla fine, per essere più tranquilli, i genitori preferiscono comunque che il bambino sia visitato dal pediatra prima di iniziare uno sport, ma perché il certificato abbia un senso e non sia solo un pezzo di carta, il medico dovrebbe sapere qual è l’effettivo carico di lavoro a cui il paziente sarà sottoposto”.

 

Fonte: La Repubblica

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