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Prima Elementare: Consigli Utili per i Genitori

Prima elementare - come affrontare la scuola e i compiti a casa

Federica Federico

di Federica Federico

11 Settembre 2014

 

prima elementare: consigli utili per genitori

Dal momento dell’acquisto del grembiulino, dalla scelta dello zaino, dalla prima visita alla scuola e sino ai primi giorni tra i nuovi banchi, il bambino che deve affrontare la prima elementare si prepara ad una vera e propria trasformazione.

I piccoli scolari pronti al grande passo delle elementari percepiscono che il loro prossimo futuro sarà scolasticamente e socialmente diverso.

Comprendono infatti che cambieranno compagni di classe, eventualmente anche istituto scolastico; sanno che cambieranno maestra e, laddove vengono applicati i cosiddetti moduli, avranno più di un docente; inoltre percepiscono che la loro vita sarà diversa perché dopo la scuola avranno dei compiti da svolgere a casa. 

E’ fondamentale che la trasformazione in atto nella vita del bambino sia vissuta come un positivo successo e come una fisiologica tappa della crescita. In quest’ottica non c’è spazio per ansie e paure e  l’emozione deve essere tutta positiva. 

La famiglia  (ed in particolari modo la mamma) riveste un ruolo determinante rispetto al buon esito dell’inserimento scolastico del figlio e rispetto alla felice e gratificante riuscita del suo approccio alla scuola.

Inizia la scuola elementare e tu desideri che tuo figlio viva un’esperienza positiva?

Stabilisci e segui delle regole pensate ed orientate a stimolare il bambino e volte a supportarlo  nel nuovo processo di crescita.

1 – “Niente ansia”, l’ansia dei genitori si trasferisce inevitabilmente sui figli. 

Le emozioni positive, l’allegria manifesta per il nuovo percorso di studio, la gioia esplicita e palese per la crescita del figlio sono sproni ottimi per il bambino. In una istintiva e semplicissima “equazione psicologica” il bambino che percepisce la serenità della mamma e della famiglia avverte che gli sta per accadere qualche cosa di bello e di positivo. 

All’opposto, il piccolo che avverte la tensione delle figure di riferimento prova  paura o quantomeno timore. E può accadere che, sulla scorta del sentimento di tensione che percepisce in casa, il bambino si chiuda in un atteggiamento difensivo e non comunicativo atteggiandosi, così, da spettatore e non vivendo l’approccio alla scuola da protagonista.

2 – “Andate a letto presto” in modo da consentire al bambino un congruo riposo.

Ricorda Mamma: il riposo notturno dei piccoli scolari deve essere pari almeno ad 8 ore di sonno.

3- “Stabilite un orario certo e fisso per la sveglia“. Ed instaurate un rito del buongiorno dolce e possibilmente lento, comprensivo di una buona colazione.

E’ preferibile svegliare il bambino 10 minuti prima piuttosto che costringerlo ad accelerare troppo il risveglio e la preparazione mattutina.

E’ bene non accendere la televisore al mattino ma aiutare il piccolo a risvegliarsi pian piano, magari con un po’ di musica leggera e mai assordante.

4 – “Dopo la scuola domandate ai vostri bambini cosa hanno fatto di bello“, partite dalle esperienze ludiche e attraverso il loro filtro arrivate a quelle scolastiche. 

In quest’ottica piuttosto che chiedere: “Cos’hai imparato oggi”, domandate: “Chi ti ha fatto ridere oggi?”, “Accanto a chi sei stato seduto?”, “Hai condiviso i colori con qualcuno?” o “Hai aiutato qualcuno?”. 

Anche attraverso domande rivolte in positivo è possibile ottenere dal bambino dei racconti significativi ed importanti, anzi partire dal “lato buono delle cose” aiuta i piccoli a sviluppare con disinvoltura un atteggiamento ottimista verso la vita.

5 – “Aiutate i bambini a socializzare“, fatelo dando il buon esempio.

Apritevi all’amicizia con le colleghe mamme, scambiatevi indirizzi Facebook e numeri di telefono, organizzate qualche piccolo incontro extra scolastico per favorire il contatto tra i bambini.

6 – “Non parlate mai male della maestra“.

La maestra è il primo e più importante punto di riferimento che il bambino ha fuori dalle mura domestiche. 

La scuola è quella palestra di vita dove il bambino si allena a divenire adulto, oltre la conoscenza c’è infatti la socialità che in primis si sviluppa a scuola, un passo oltre il nido domestico. E se a casa c’è la mamma a governare e dirigere l’educazione del figlio, a scuola c’è la maestra che ha lo stesso compito!

Questo parallelismo mamma – maestra, forse duro da accettare, è assolutamente reale!

Per il bambino sarà più facile affidarsi alla guida della maestra se la mamma manifesta verso il docente stima, se dimostra rispetto o nel migliore dei casi affetto.

Ricorda mamma: anche se la maestra non ti piace o ti è antipatica, in presenza del bambino non parlarne mai male, non criticarla e non denigrare il suo lavoro. Affidandosi alla maestra il bambino entrerà nel sistema classe e vivrà la scuola con serenità, opponendosi alla maestra il piccolo si sentirà smarrito e accumulerà tensione!

7 – “Il bambino si deve sentire sin da subito il protagonista del nuovo percorso scolastico!

Per caratterizzare la centralità del bimbo nel rapporto con la scuola è bene affidargli delle responsabilità precise: la preparazione della cartella, per esempio, deve rientrare tra i compiti del bambino, allo stesso modo è un suo compito controllare l’astuccio o preparare i vestiti per l’indomani.

Ovviamente la mamma deve esercitare un ruolo di necessaria supervisione ma deve lasciare libero il bambino di commetter i suoi errori.

Ricorda mamma: controlla la cartella dopo che il bimbo è andato a letto e se noti qualche mancanza non rimediare tu ma, l’indomani mattina, guida il piccolo alla scoperta dell’errore. Per esempio, se scopri che il bambino ha dimenticato i fazzoletti non dirglielo esplicitamente ma arrivaci con una dolce scusa,in questo caso potresti dirgli: <<Ieri mi è venuto un raffreddore improvviso in ufficio, ho messo le mani nella borsa e non avevo i fazzoletti! Un pacchetto di fazzoletti serve sempre! Tu ne hai uno in cartella? Controlla così non rischi di ritrovarti sprovvisto dei fazzoletti come è accaduto alla mamma!>>.

L’educazione dolce, non punitiva, non perentoria aiuta il bambino a metabolizzare regole di esperienza e lo stimola a riflettere sulle sue azioni e sulle conseguenze delle stesse.

Qualche piccolo suggerimento per incominciare ad affrontare i compiti col piede giusto: 

8 – “I compiti si devono sempre fare“.

Se la maestra assegna i compiti e i genitori consentono al bambino di non farli creano una frattura nel rapporto bambino – scuola – maestra, ammettono cioè, dinnanzi al bambino, che si può contravvenire a ciò che la maestra “ordina”.

9 – “Stabilite un orario dedicato ai compiti“, per esempio si incomincia alle 15:00. 

Ricordati mamma: la vita del bambino è fatta di riti che si ripetono in maniera costante e precisa, più è ripetitivo il rito maggiore sarà la forza emotiva che il bambino acquisirà nell’eseguirlo (il rito accresce l’autostima del bambino, aumenta le sue capacità organizzative e affina l’autocontrollo del piccolo). La mamma, il papà, i nonni o chiunque sia deputato ad accompagnare il bambino nello svolgimento dei compiti deve, innanzitutto, rispettare l’orario stabilito.

Provate a stabilire anche un orario entro cui finire i compiti ed eventualmente pattuite col bambino una ricompensa per ogni volta che finirà i compiti in tempo. 

Con i miei bambini “collezioniamo stelline” per ogni “merito” una stellina ed ogni 30 stelle concedo loro un pacchetto di patatine o uno di gomme, uno di figurine o un fumetto. Ovviamente concludere i compiti in tempo rappresenta un “merito” e dà diritto all’attribuzione di una stellina.

10 – “Durante lo svolgimento dei compiti non accendete mai la televisione e non mettete mai della musica“, il silenzio è il solo sistema valido per favorire la concentrazione dei bambini.

11 – “Non consentite al bambino di tenere sul tavolo oggetti che possano rappresentare una distrazione“.

12 – “Rendete il bambino autonomo“.

Il piccolo deve portare a compimento il suo assegno ma deve farlo da solo. 

Ricordati mamma: se “imbrogli” e fai tu i compiti di tuo figlio non lo aiuti, al contrario! Sostituendosi ai bambini nell’esecuzione dei compiti si trasmette al piccolo l’idea precisa e chiara che la maestra (e con lei il sistema scuola) possa essere frodato. 

13 – “Se il bambino non riesce a finire i suoi compiti deve prendersi le proprie responsabilità” e spiegare alla maestra personalmente ed autonomamente il proprio problema. Ovviamente, separatamente, la mamma o il papà dovranno interloquire con il docente, chiarendo anche eventuali difficoltà del bambino.

14 – I compiti devono essere fatti e devono farli i bambini da soli, “i genitori hanno un ruolo di accompagnamento, di guida e di supervisione“. In questo senso lasciate pure che i bimbi sbaglino, solo dopo intervenite per correggere ma non fatelo con aggressività o in modo perentorio.

Con dolcezza e con tatto, suggerite al bambino di rivedere il suo operato e portatelo a “riesaminare da vicino” proprio qui passaggi inficiati dall’errore.

 

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