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Incredibile: Bambino di 7 Mesi che Nuota in Piscina (VIDEO)

Ecco cosa è possibile insegnare fin dai primi mesi di vita.

Gioela Saga

di Gioela Saga

15 Settembre 2014

Incredibile: bambina di 7 Mesi Che nuota in piscina (VIDEO)

Sappiamo tutti che il primo ambiente che conoscono i nostri piccoli è quello del liquido amniotico in cui sono immersi nell’utero materno. Possiamo dunque affermare che si tratta di un ambiente acquatico in cui fluttuano in modo istintivo e assolutamente gradito.

Per diversi mesi il neonato è in grado di “riconoscere” questa dimensione come assolutamente naturale.

Per questo, negli ultimi decenni, vengono proposti e accolti, con sempre maggiore entusiasmo, corsi di acquaticità per i nostri piccoli fin dai primi mesi di vita.

Non far perdere ai bambini questo senso innato di familiarità con l’acqua può infatti consentire loro di non disimparare a nuotare e galleggiare, cosa che fanno con un istinto sorprendente.

I neonati, quando vengono immersi nell’acqua e sorretti con una mano sotto la pancia, muoveranno istintivamente gambe e braccia.

Non far perdere al bambino questo contatto con il suo ambiente primordiale e uterino sembra che abbia anche effetti benefici dal punto di vista dello sviluppo psichico ed emozionale e non solo prettamente fisico.

L’innata capacità natatoria del neonato si va perdendo nel corso dei mesi e spesso addirittura si può trasformare in una paura o in una diffidenza verso l’elemento acqua, subentrando inibizioni e condizionamenti.

Ecco perché è nata e si è diffusa l’idea di coltivare questa sua capacità e non considerarla di secondo piano.

Essendo dunque l’acqua un elemento privilegiato per il bambino, non dovrà stupirvi l’applicazione di una tecnica apparentemente rigida, che va molto al di là dell’acquaticità, ma che può salvare la vita ad un neonato la cui dimostrazione potete vedere in questo video.

Sfruttando la familiarità di cui abbiamo parlato, il piccolo René di soli sette mesi, ha partecipato ad un corso di circa 5 settimane dove, per una decina di minuti al giorno, veniva immerso in acqua e, a poco, a poco, fatto roteare su se stesso, tanto da riuscire autonomamente, in modo spontaneo, a rigirarsi a pancia in su.

Questa è una vera e propria tecnica salva-vita (Infant Swimming Resource- ISR) secondo la quale si potrebbero evitare molti incidenti anche mortali che spesso funestano le nostre cronache e, naturalmente, fare in modo che il bambino non disimpari a nuotare.

Apparentemente sembra un modo un po’ cruento e freddo di trattare il bambino ma in realtà non si fa nulla che non sia spontaneo e naturale per lui, una sorta di riflesso incondizionato che si basa sul suo istinto di saper fluttuare in acqua.

Fonte: Stylisheve

Video: 

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