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Nausea in Gravidanza, Iperemesi Gravidica: Cos’è e Come si Cura

Nausea in gravidanza o iperemesi gravidica: ecco cos'è, rimedi e cure

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

29 Gennaio 2015

 

Nausea in Gravidanza, Iperemesi Gravidica: Cos'è e Come si Cura

Qualche giorno fa, all’indomani degli annunci ufficiali di casa Windsor, ci eravamo occupate della nuova gravidanza di Kate Middleton, futura regina del Regno Unito, e già mamma di george Alexander, il principino che tutti i british amano da poco più di un anno – Il Duca di Cambridge infatti è nato il 22 luglio del 2013 – (leggi l’articolo qui).

Tutti si erano chiesti infatti come mai Kate non si mostrasse più in pubblico, e perché non vi fosse una foto che testimoniava questa nuova gravidanza.

La risposta era arrivata, sempre in via ufficiale, in una nota di Palazzo Reale che spiegava che la duchessa ha cominciato a soffrire di iperemesi gravidica.

Le era già successo durante la sua prima gravidanza, al punto che era dovuta ricorrere al ricovero in ospedale.

Cosa è l’iperemesi gravidica?

 

Se lo sono chiesto alcune lettrici e noi abbiamo voluto rispondere.

L’argomento è stato trattato anche da un articolo pubblicato qualche tempo fa sul New England Journal of Medicine (leggi l’articolo qui), evidenziando sintomi che in gravidanza appaiono normali nella maggior parte dei casi, ma che in una ristretta fetta di donne assumono caratteristiche patologiche.

Circa il 50% delle donne in attesa infatti sono soggette a nausee e vomito.

iperemesi 2

In genere il disturbo comincia entro la 4^ settimana, e si protrae fino al terzo mese, o entro le 20 settimane di gestazione nel 91% dei casi.

L’iperemesi gravidica viene manifestata soltanto nell1% delle gravidanze.

Consiste in nausea e vomito persistenti, perdita di peso e disidratazione.

Ovviamente l’iperemesi viene diagnosticata in assenza di altre condizioni patologiche che comportano sintomi simili, come chetoacidosi diabetica, epatite, appendicite o altro.

Non si tratta dunque del solito malessere tipico della gravidanza, ma di una vera e propria complicazione, che comporta dimagrimento, disidratazione, e che se non trattata rischia di compromettere il fegato (in alcuni casi infatti si assiste a necrosi centro lobulare, ovvero una “morte” del fegato simile a quella osservata in casi di soggetti malnutriti).

Come si cura l’iperemesi?

 

Innanzitutto con una corretta e mirata alimentazione: consumare piccoli pasti, evitare odori che possono portare vomito e cibi che possono causare nausee, mangiare di frequente.

In alcuni casi è necessario intervenire con una terapia farmacologica a base di antistaminici, pro-cinetici e vitamina B (l’efficacia della Vitamina B è stata valutata in controlli randomizzati – Fonte Farmaco vigilanza).

Se l’iperemesi è grave è necessario il ricovero in ospedale, dove verranno effettuate infusioni di acqua e glucosio per endovena, e la paziente non dovrà assumere alcun cibo per bocca nelle 24 ore successive.

iperemesi 3

Dopo averla idratata si può iniziare lentamente l’alimentazione orale.

Si eseguiranno poi esami oftalmoscopici per scongiurare un rischio di retinite emorragica.

In rari casi alcune donne potrebbero non rispondere alle terapie, e se si assiste a continue perdite di peso, a ittero o ad aumento della frequenza cardiaca si deve prendere in considerazione l’ipotesi di una interruzione di gravidanza.

In generale però, come scritto in principio, sono molto rari i casi in cui l’iperemesi risulta così grave da compromettere la gravidanza e la salute di mamma e nascituro.

Nella stragrande maggioranza delle gravidanze, passati i momenti classici di nausea e vomito nei primi mesi, le donne tendono fisiologicamente a riprendere i ritmi alimentari normali, magari con qualche strascico di voglie e strane preferenze, ma che anche essi rientrano nei normali cambiamenti che lo stato interessante comporta.

 

Fonte: Msd Italia

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