Questo sito contribuisce
all'audience di

 

Seguici:

Anticorpi del Neonato e Sistema Immunitario: i Bambini Appena Nati Sono più Forte di Quanto si Creda

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

14 Gennaio 2015

sistema immunitario

Quante volte abbiamo sentito e detto di un neonato di quanto sia debole e senza anticorpi.

E quante altre volte ancora le mamme (e molto anche le nonne) hanno imbacuccato fino quasi alla sauna un bambino, o hanno pensato a lunghe assenze all’asilo quando un compagnetto aveva la febbre, per paura di un contagio?

Adesso uno studio del King’s College di Londra scardina questa certezza che un neonato debbe “fare ancora gli anticorpi”, frase che chissà quante volte in vita nostra abbiamo sentito.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Medicine (leggi l’articolo qui), ha infatti provato che, contrariamente a quanto si è pensato finora, il sistema immunitario dei neonati, per la precisione i linfociti T, avrebbero la capacità di innescare la risposta infiammatoria contro i batteri già da subito.

Sebbene il loro sistema immunitario sia profondamente differente da quello degli adulti, i neonati riescono ad attivare le loro difese immunitarie.

Il nostro sistema immunitario è formato da diversi tipi di cellule: le cellule neutrofile, che giocano un importante ruolo nella difesa contro le infezioni, i linfociti, cellule che producono anticorpi, e i linfociti T, che individuano le cellule infette da virus e microbi.

Fino ad oggi si era comunemente pensato che i bambini avessero un sistema immunitario immaturo, che non riusciva a combattere agenti esterni come quello degli adulti.

Sebbene i neonati necessitano di protezione da agenti patogeni ai quali sono esposti fin dalla nascita, si pensava che i linfociti T, fossero in una certa misura “soppressi” per evitare danni infiammatori al bambino in via di sviluppo.

Lo studio pilota del King’s College ha voluto approfondire questo aspetto, esaminando a fondo le caratteristiche delle cellule T, grazie a un campione di sangue prelevato da 28 neonati prematuri, proprio per seguire il loro sviluppo nei primi momenti di vita

Il team ha infatti scoperto che le cellule T nei neonati erano molto diverse da quelle degli adulti, ma non per questo immunosoppresse.

Infatti i linfociti in questione producono potenti molecole antibatteriche chiamate interleuchina-8 (IL-8) non precedentemente considerate come un “prodotto principale” dei linfociti T, ma che attiva i neutrofili per attaccare gli “invasori stranieri” del corpo.

La dottoressa Deena Gibbon, autrice dello studio al Dipartimento di Immunobiologia del King’s College, conferma: “Abbiamo scoperto che i bambini hanno un meccanismo di difesa immunitario che lavora in modo differente da quello adulto, ma non per questo meno efficace nella loro protezione. Molto probabilmente è lo stesso meccanismo attraverso il quale il bambino è protetto all’interno dell’utero materno dalle infezioni della madre.

Il nostro prossimo passo sarà capire i percorsi che portano le cellule immunitarie dei neonati ad essere così diverse da quelle degli adulti”.

 

Fonte: Science Daily

Leggi anche

Seguici