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Parto Naturale e Travaglio: Ecco i Sintomi e Tutti i Segnali del Corpo

Come capire i segnali dell'inizio del travaglio.

Chiara Gasperini

di Chiara Gasperini

23 Ottobre 2014

nono mese

“La data che mi hanno detto si avvicina, sarò capace di capire quando il momento vero e proprio è arrivato?”.

Questa è sicuramente una delle molte domande che la donna in dolce attesa avrà nella sua testa, insieme a molte altre domande.

La futura mamma può essere rassicurata, ci sono sintomi e segni inconfondibili che il momento tanto atteso è arrivato. Anche perché se si ha una data di riferimento il più delle volte non è esatta. Ci sono casi in cui il bambino nasce giorni prima di quanto ci è stato detto e altri che si fanno attendere un po’ di più.

Proprio per questo è fondamentale informarsi sui segni che annunciano la nascita, in modo tale da essere pronte.

Per prima cosa bisogna saper riconoscere che il corpo della gestante, pochi giorni prima del parto, inizia a cambiare.

Il primo segno evidente è il passaggio della forma della pancia da alta e tonda a bassa e con una forma a pera. Questo per il fatto che il bambino inizia a girarsi e la testa inizia a posizionarsi tra le ossa del bacino. Proprio per questo aumenterà il bisogno di urinare, perché il feto farà sempre più pressione sulla vescica della donna trovandosi ormai posizionato nel canale del parto.

Per questo si potrà quasi certamente avvertire una pressione nella parte lombare della schiena accompagnata da dolori più o meno forti.

Altro segno che si può notare, è la perdita del tappo mucoso che si è formato durante la gravidanza con lo scopo di evitare che infezioni possano risalire lungo il collo dell’utero. Questa formazione gelatinosa prima del parto si distacca, e si ha una perdita di consistenza gelatinosa, lo si può notare o sugli slip oppure durante la normale routine di igiene intima.

Di solito è incolore, ma con striature di sangue. Il distacco di questa massa gelatinosa, può avvenire poche ore prima del parto, ma anche una settimana prima dell’evento.

Una cosa che si può osservare è che si avvertono meno movimenti da parte del bambino, questo è del tutto normale. In questo periodo la grandezza del nascituro è aumentata, mentre il liquido amniotico è diminuito, per cui si può passare da una media di trenta, trentanove movimenti all’ora intorno alla trentesima settimana di gestazione a diciotto, ventisette movimenti all’ora verso la fine della gravidanza.

In quest’ultimo periodo di gravidanza si possono avvertire delle contrazioni uterine, che vengono definite “false doglie” o tecnicamente chiamate contrazioni di Braxton-Hicks. Queste false contrazioni non sono regolari e spariranno camminando,sdraiandosi o cambiando posizione cosa che non avverrà  con le vere e proprie contrazioni.

Quando ci si troverà in questa situazione la miglior cosa da fare, oltre a prestare attenzione ai vari segnali che il corpo ci invia.

E’ importante riposarsi e accumulare  il più possibile energie in vista delle fatiche che si dovranno sostenere durante la fase del travaglio.

Uno dei segni inconfondibili che il momento è ormai sempre più vicino è quello della rottura delle acque.

Questa fase consiste nella fuoriuscita dal sacco che contiene il feto del liquido amniotico in cui è immerso.

Al momento della rottura del sacco, si ha una discesa in vagina di una consistente massa di liquido caldo, inodore e incolore. Queste caratteristiche aiutano la donna a distinguerle da perdite di urina o dalle comuni perdite vaginali che possono accadere in questo periodo.

La quantità di questo liquido cambia da donna a donna e questo dipende da come è avvenuta la rottura del sacco amniotico. Se si è rotto completamente si avrà una fuoriuscita consistente di liquido, se invece la rottura è avvenuta in un solo punto, si potranno avere più perdite e di più modesta quantità.

Il sacco può rompersi o all’inizio del travaglio oppure senza che si siano già presentate le contrazioni vere e proprie. Nel caso che dal momento della rottura delle acque siano trascorse più di ventiquattro ore e non si siano ancora presentate le contrazioni, queste ultime vengo stimolate con medicinali.

Il segno più chiaro ed inequivocabile che è arrivato il momento del parto è l’inizio delle vere contrazioni, le quali determinano la dilatazione della cervice e sono regolari, ritmiche e dolorose. All’inizio le contrazioni si susseguiranno più o meno ogni quindici- trenta minuti e dureranno tra i quindici e i venti secondi.

Una volta iniziato il vero e proprio travaglio saranno sempre più ravvicinate, lunghe e intense, e si presenteranno tra tre e cinque volte ogni dieci minuti e la loro frequenza sarà quasi di un minuto. Normalmente alla donna vengono fornite delle precise indicazioni di come annotare la frequenza e l’intensità delle contrazioni e soprattutto la regolarità con cui si presentano.

Di solito è bene recarsi in ospedale nel momento in cui ormai questa fase è iniziata da almeno un’ora e le contrazioni si presentano ogni cinque minuti e la loro intensità aumenta sempre di più.

Sicuramente dal primo segno che il parto si sta avvicinando fino ad arrivare delle vere contrazioni, la donna vivrà un momento carico di mille emozioni, forti e contrastanti, ma in contrapposizione alla fatica e al dolore che questo momento comporta, alla fine vivrà una delle più grandi gioie della sua vita: la nascita di una nuova vita, il suo bambino.

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