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Festa del papà: che padre sei o vorresti essere, genitori si diventa

di Dott. Giuliano Gaglione

19 Marzo 2011

Com’è nata l’idea di creare una festa dedicata a tutti i papà? E’ una consuetudine solo italiana?

Non tutti sanno che nel 1910 in America, una giovane donna di nome Sonora Smart Dodd, dopo aver ascoltato un sermone in cui si parlava della festa della mamma, chiese di dedicare un giorno a tutti i papà e tale richiesta fu accolta cosicchè il 19 Giugno, data del compleanno di suo padre si celebra “La festa del Papà”

Questa ricorrenza in Italia cade il 19 Marzo, in corrispondenza di San Giuseppe, sposo di Maria e padre “putativo” di Gesù.

Mi domando, festeggiamo il papa, ok, ma quale figura rappresenta quest’uomo? Domanda dalla risposta non semplice, perché da come si sa, ogni persona è una storia a sé stante e dunque è impossibile generalizzare la figura paterna: una cosa però è sicura, ovvero il fatto che se si è padre, significa aver generato una creatura che, volente o nolente, è parte di te.

Esistono i padri biologici, i padri putativi, i padri adottivi, i padri volati in cielo, i padri padroni, i padri di tutti e i padri di nessuno, fatto sta che a mio parere essere genitore è un dono. Ma non credo sia un impresa facile perché il genitore è colui verso il quale di solito il figlio fà affidamento, l’ancora di salvezza che si adopera fino  all’impossibile per essere nel luogo giusto al momento giusto e nella giusta misura.

Ebbene sì, la prima caratteristica che deve possedere un buon padre è essere uomo e, secondo me, essere uomo significa in primis saper vivere mostrandosi per come si è, senza temere di mostrare le proprie debolezze, mettendo in chiaro la propria personalità, bella o brutta che sia; per cui cari padri, ma soprattutto cari uomini, la prima carta che dovete scoprire è quella dell’autenticità.

Ci sono padri che riversano le loro difficoltà sulle compagne o sui figli, tanti altri che utilizzano il lavoro come escamotage per non occupare il loro tempo alla cura e alla partecipazione alla vita domestica;  c’è purtroppo chi ignora completamente la propria famiglia o chi utilizza un tono autoritario o addirittura molto minaccioso per potersi imporre con la partner o la prole, sappiate che questi modi di agire potrebbero provocare disequilibri all’interno della famiglia e altro non sono che il prodotto di una mancata preparazione psicologica a questo evento.

Per tal motivo, mi rivolgo principalmente a chi è intenzionato a ricevere il dono di un bimbo, prima di intraprendere questo passo importante, fate i conti con la vostra coscienza per capire quanto vi sentite pronti e preparati per poter iniziare questo cammino da un lato delicato e non semplice, ma dall’altro indiscutibilmente meraviglioso. A tal proposito ho ancora in mente un frase di una persona che mi disse: “Dottore i figli si fanno prima con la testa!”.

Dunque, se decidete di mettere al mondo dei pargoli, sappiate che il percorso genitoriale, se da un lato può essere una gioia immensa, meravigliosa, dall’altro non è assolutamente scevro da impegni.

Personalmente non credo che esista un manuale per essere un buon padre perché tutto dipende dalle caratteristiche personali e dall’ ambiente di riferimento (“Il contesto modifica il sistema”), tuttavia esistono dei “concetti chiave” che possono fungere da guida per garantire da un lato una crescita serena dei vostri figli, dall’altro la soddisfazione e la gioia della vostra compagna, nonché una vostra realizzazione personale come padre, compagno, ma soprattutto come uomo:

  • Autenticità
  • Responsabilità
  • Accoglienza
  • Protezione
  • Affetto
  • Determinazione
  • Stima
  • Rispetto
  • Fiducia
  • Sintonia
  • Complicità
  • Relazione

In una sola parola … AMORE.

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