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Come si Fa a Camminare sui Carboni Ardenti Senza Ustionarsi (Svelato il Mistero)

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

18 Novembre 2014

pirobazia

Avete mai visto Santoni e maghi, o sedicenti tali, tentare la camminata sui carboni ardenti?

Io personalmente non l’ho mai guardata dal vivo, ma ricordo però, data l’età, di un Mino D’Amato d’antan che camminò per qualche secondo davanti alle telecamere di Domenica In istruito da un guru d’eccezione che era Giucas Casella.

D’amato non si fece male, ma sembrerebbe che la cronaca ci riporti invece di esperimenti meno felici (come quella di quegli agenti immobiliari, che qualche anno fa a una convention motivazionale finirono al centro grandi ustioni – leggi l‘articolo).

La pirobazia però non è una stregoneria, ma una pratica possibile, proprio sulla base delle leggi della fisica.

Una di queste mostra ad esempio la differenza tra calore, che una forma di energia trasferita da un corpo ad un altro, e temperatura, che è invece la proprietà di un corpo di scambiare calore con altri vicini.

Tra questi due concetti c’è la capacità termica, ovvero la variazione di temperatura che un corpo subisce a seguito di uno scambio termico e la conducibilità, cioè la velocità con la quale un corpo trasferisce calore al suo interno.

Dopo queste tediose lezioni di fisica veniamo ai fatti.

Il carbone, proprio per sua intrinseca composizione non è un buon conduttore: se provate infatti a toccarlo quando è caldo vi accorgerete che si raffredda velocemente in superficie,e dunque non riesce a trasferire molto calore ad altri corpi.

Se fate la stessa prova con un metallo capirete cosa voglio dire (anzi non la fate, ve lo dico io: vi ustionate perché i metalli sono dei conduttori, e non si raffreddano come il carbone, ndr)

Inoltre i piedi hanno un’alta capacità termica, cioè, a contatto con una fonte di calore variano lentamente temperatura.

Infine anche l’acqua all’interno del nostro corpo fa la sua parte, riuscendo a garantire una maggiore sopportazione del calore al contatto di una fonte, e facendo si che anche uno che non si chiama Giucas Casella possa camminare sui carboni ardenti.

Io però sconsiglierei a chiunque di provare a studiare fisica dal vivo, e consiglierei un buon testo ed eventualmente qualche altro esperimento, magari in un laboratorio scolastico con un professore!

 

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