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Batterie Pericolose per i Bambini: Pericolo Ingestione

Attenzione a questi oggetti: possono rivelarsi potenziali pericoli per i nostri bambini

Alessandra Albanese

di Alessandra Albanese

25 Novembre 2014

batteria

Le pile a bottone sono quelle batterie molto piccole e piatte (delle dimensioni di una moneta) utilizzate per il funzionamento in genere di giocattoli, orologi o apparecchiature elettroniche molto piccole.

Queste batterie sono state oggetto recentemente di forti polemiche, a causa della possibilità, soprattutto per i bambini, di ingestione e soffocamento.

Nel 2010 la rivista statunitense Pediatrics pubblicò un articolo molto interessante sull’argomento avente come oggetto proprio casi di ingestione di batterie, e un possibile adeguamento delle manovre per il trattamento di questi casi.

Il dottor Steven Marcus, direttore del New Jersey Poison Information Center, ha voluto dimostrare la pericolosità di queste batterie facendo un esperimento, e pubblicandolo poi, corredato da foto abbastanza eloquenti in un blog di pediatria (l’articolo completo qui):

Ha posizionato una pila a bottone dentro un hot dog, e lo ha lasciato così per tre ore.

Il risultato alla fine di questo tempo è stato sconcertante; probabilmente per incoraggiare le persone a prendersi cura del problema e a non sottovalutare questo dispositivo basterebbe mostrare le foto.

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L’esperimento del dottor Steven Marcus: una pila a bottone posizionata dentro un wurstel

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La stessa pila dopo 3 ore

L’esito dell’esperimento è dovuto semplicemente al funzionamento della stessa pila a bottone: essa , come tutte le batterie, emette corrente elettrica quando i due poli positivo e negativo vengono congiunti.

A contatto con una qualsiasi superficie che fa accadere questo, come potrebbe essere lo stomaco, o la cavità nasale o altri tessuti con i quali tocca, la batteria provoca microlesioni, sia a causa dell’ossidazione della stessa (questo avviene ovviamente in un lungo periodo), che per l’elettricità che produce nel breve termine.

Il Wurstel come si nota è praticamente cotto a causa della corrente che la batteria ha rilasciato in tre ore.

Il monito è diretto principalmente ai genitori di bimbi al di sotto dei 5 anni, ma anche ai produttori di batterie e alle autorità regolatorie, che possano adottare ogni misura affinche i più piccoli siano salvaguardati da un possibile pericolo.

 

In Italia il Ministero della Salute ha segnalato un aumento di incidenti inerenti l’ ingestione di batterie, dovuto probabilmente al sempre crescente numero dei dispositivi che fanno uso di queste, soprattutto da parte di bambini molto piccoli.

Le lesioni maggiori in genere sono a danno dell’esofago, come si diceva proprio per l’effetto elettrico, e indipendentemente dalla tossicità delle sostanze che le pile rilasciano a lungo andare.

Purtroppo le conseguenze potrebbero rivelarsi gravi, come denunciano le chiamate ai centri antiveleno dell’area lombarda negli ultimi periodi.

Di qui l’importanza di evitare il più possibile che i bambini piccoli abbiano accesso a questi dispositivi.

In genere le micropile vengono utilizzate per giocattoli, telecomandi, oroglogi ecc., e un bambino che riesce a rimuoverle dal loro vano è un potenziale pericolo.

 La norma CEI EN 62115:2005-04 obbliga i produttori a costruire il vano batteria contenente pile a bottone affinchè esso sia apribile soltanto con l’aiuto di uno specifico attrezzo, come un cacciavite.

Se così non è, ad un controllo dei Nas gli articoli fuori norma sono ritirati dal mercato.

Il Ministero infine indica le azioni di intervento in caso di ingestione di micropile:

  •    telefonare a un Centro Antiveleni;
  •    non provocare il vomito;
  •    accompagnare il bambino in Pronto Soccorso anche se non presenta alcun sintomo.

Insieme al soggetto interessato è utile consegnare l’articolo da cui la pila è stata presa, o la confezione di quest’ultima, per consentire ai sanitari di identificare il prodotto.

Tutte queste indicazioni sono sacrosante e utilissime, ma per onore di cronaca, e non per sminuire la pericolosità dell’argomento, vorremmo anche dare una nota del governo americano di qualche anno fa, che riportava sì un aumento di casi di ingestione di batterie al litio, ma con una precisazione: da 10 anni a questa parte le morti per le complicanze da ingestione di batterie sono state 13 (fonte: CdC.gov).

Infine vorremmo segnalare una “scoperta”, quando già in precedenza ci eravamo occupate dell’argomento: una batteria a prova di ingestione, che potrebbe scongiurare i pericoli fin qui elencati (leggi qui l’articolo).

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