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Loris Andrea: Mamma 36 Minuti in Casa (con suo Figlio?), 15 Minuti di Buio e l’Auto a 50 Metri dal Mulino Abbandonato

15 minuti inspiegabili e l'autovettura della mamma in transito in un'area molto vicina al luogo in cui è stato rinvenuto il cadavere di Loris Andrea

Federica Federico

di Federica Federico

06 Dicembre 2014

Mamma 36 Minuti in Casa (con suo Figlio?), 15 Minuti di Buio l'auto a 50 Metri dal Mulino Abbandonato

Loris Andrea Stival era un bambino di 8 anni.
Facebook lo mostra con la corazza che pochissime ore prima della scomparsa la sua maestra di arti marziali gli aveva concesso di indossare, lo espone ancora in un tenerissimo bacio sulle labbra della mamma e lo presenta, in definitiva, come un bimbo normale in una famiglia comune.

Ma sabato 29 novembre la normalità della famiglia Stival si rompe improvvisamente e completamente:
dopo il suono dell’ultima campanella, Loris non raggiunge il cortile della scuola dove sua mamma, mischiata e confusa tra le altre madri, lo aspetta.

Scatta l’allarme:

un bambino è scomparso, si chiama Loris Andrea Stival ha 8 anni e doveva essere a scuola sin dalle 8:30 ma alle 12:30, quando sua madre è nel cortile per prelevare il figlio, il piccolo non varca il cancello del plesso scolastico e subito si scopre che in classe quel bambino, in quella comune mattina di sette giorni fa, non è assolutamente mai arrivato.

Poco prima delle 17:00 dello stesso giorno Loris Andrea Stival viene ritrovato cadavere in un canale nascosto in un canneto nei pressi di un mulino abbandonato e a ben 4 chilometri da casa sua.

Dinnanzi al corpicino di Loris Andrea gli inquirenti e l’osservatore comune si pongono delle semplici domande chiave che nelle ultime ore cominciano a trovare delle risposte, risposte a volte inquietanti e dolorose:

  • Perché Loris Andrea non è arrivato in classe?
  • Chi lo ha portato al canneto? E come è stato ucciso?
  • Il bambino ha subito violenza?

Andrea Loris, Morto Strangolato Ad 8 Anni: è Giallo sui Filmati Delle telecamere che Riprendono la Mamma e suo Figlio

Perché Loris Andrea non è arrivato in classe?

Alla luce dell’attività di indagine condotta dal momento della scomparsa sino ad ora, si è giunti ad una conclusione fatidica:
durante la mattina di sabato 29 novembre la mamma di Loris, Veronica Panarello non ha mai portato suo figlio a scuola.

Mamma Veronica ha “urlato” la scomparsa del figlio alle 12:30 del 29 novembre nel cortile della scuola e sin da subito ha sostenuto di aver lasciato lei stessa, quella mattina intorno alle 8:30, Loris a 10\20 metri dal cancello di scuola.
Gli inquirenti hanno esaminato, invece, oltre 4 terabyte di immagini video, carpiti da tutte le telecamere cittadine, pubbliche e private e da lì hanno tratto una diversa ricostruzione dei fatti: Loris non è arrivato mai a scuola!

Una telecamera, posizionata, difronte casa Stival ha ripreso l’uscita di mamma Veronica e dei suoi figli: a quanto pare Loris non è partito con la mamma e il fratellino, sarebbe sceso dalla vettura e rientrato a casa.

Gli inquirenti hanno fatto sapere che le immagini riprese dalle telecamere sono sgranate e che il loro esame richiede particolari accertamenti tecnici volti a perfezionare i frame e a rendere più chiare le scene inquadrate.
In un primo momento i dubbi sugli spostamenti della famiglia Stival (intesa come nucleo familiare composto dalla mamma e dai due bambini) erano più forti, ma da ieri sera la stampa insiste sulla possibilità che Loris, dopo essere uscito di casa con la mamma e il fratello, non sia salito in auto ma sia, piuttosto, tornato indietro. Loris Andrea è rientrato a casa?

Sabato 29 novembre alle 8:30 mamma Veronica, Loris Andrea e suo fratello escono di casa; Loris recalcitrante non entra in macchina ma torna indietro solo due minuti dopo alle 8:32 e la Polo nera della madre parte senza il figlio a bordo. Trascorsi 17 minuti, alle 8.49, Veronica Panarello rientra a casa. La Mamma di Loris esce nuovamente 36 minuti dopo, alle 9.25.
Alle 9:55 arriva al suo corso di cucina presso il castello di Donnafugata.

Gli inquirenti si soffermano sui 36 minuti a casa: Loris era con lei e cosa è accaduto?
Ma c’è di più: la distanza che intercorre tra casa Stival e il castello di Donna si copre mediamente in non più di 15 minuti, mamma Veronica quella mattina ne impiega 30 ovvero il doppio, perché?

Gli investigatori indagando su questo buco temporale di 15 minuti e rintracciano la macchina della mamma di Loris Andrea mentre transita a 50 metri dalla strada che porta al Mulino Vecchio.

Colpisce il fatto che quella strada, in cui l’autovettura viene collocata grazie al filmato di una telecamera, è fuori dal tragitto comune che collegherebbe casa Stival al castello di Donnafugata.

L’ANSA riporta un altro elemento che la Procura sembra non trascurare:

la mamma di Loris, secondo un testimone,sarebbe arrivata al corso di cucina alle 9.55. Al suo arrivo avrebbe fornito una “giustificazione non richiesta” (così l’avrebbero definita gli investigatori): <<Scusate il ritardo ho avuto dei problemi>>, avrebbe detto la donna.

Chi lo ha portato Loris al canneto? E come è stato ucciso?

Il canneto, l’area del vecchio mulino dismesso e il canale dove è stato rinvenuto il corpo di Loris Andrea distano 4 chilometri da casa Stival e altrettanti dalla scuola. A fronte dell’ampia distanza che separa i luoghi di questa tragedia, gli investigatori hanno subito compreso che qualcuno ha trasportato Loris da un luogo ad un altro. Il nodo ora è capire come sia avvenuto questo trasporto ed in quali condizioni del bambino.

L’autopsia sul corpo di Loris Andrea non è stata ancora eseguita, la determinazione certa dell’ora della morte sarà un momento chiave dell’inchiesta, concorrerà, infatti, a capire meglio se il bambino è arrivato vivo o morto al canneto.

L’esame del cadavere, e questa è più di un’indiscrezione giornalistica, per ora dice che Loris Andrea è morto per strangolamento e che lo strangolamento sarebbe avvenuto con una corda di plastica.

La plastica, materiale che potrebbe caratterizzare l’arma del delitto, e lo strangolamento che certamente ha determinato la morte del bambino sono gli elementi che hanno scatenato un giallo nel giallo: il mistero delle fascette elettriche.

I fatti:

Dopo la morte di Loris una equipe di esperti, provenienti dall’area dei servizi sociali di Ragusa, si è occupata di accompagnare i compagni di classe di Loris nella comprensione e nella metabolizzazione del lutto: i bambini hanno fatto dei disegni che ricordavano Loris in momenti belli della loro vita insieme.

Le maestre, anche per portare alla famiglia il loro sostegno emotivo, sono andate a consegnare questi disegni alla mamma. In questa occasione la mamma avrebbe rimesso nelle mani delle insegnanti un pacchetto aperto di fascette da elettricista e avrebbe sostenuto che dette fascette erano materiale richiesto dal figlio (ed entrato quindi nella disponibilità del bambino) per degli esperimenti di scienza da fare a scuola. Le maestre, che giammai avrebbero adoperato per qualsivoglia ragione didattica materiale simile (e potenzialmente pericoloso), insospettite da questa consegna del tutto particolare, hanno rimesso le fascette elettriche nelle mani degli inquirenti.
Ebbene dette fascette risultano compatibili con l’arma del delitto.

loris andrea fascette elettriche

Va detto anche che sul volto e sul corpo di Loris Andrea sono stati rinvenuti dei graffi, compatibili forse con dei tentavi maldestri di liberare il bambino dalla corda di plastica con cui è stato strangolato? Le autorità non hanno ancora risposto a questa domanda ma hanno di fatto sequestrato in casa di Loris Andrea un paio di forbicine su cui stanno lavorando gli esperti del nucleo scientifico.

 

Loris ha subito violenza?

Pare certo che il bambino non abbia subito violenza nel corso della mattina del delitto e della scomparsa.
Il piccolo è stato ritrovato vestito, ancora col suo grembiuli indosso ma, elemento anomalo, senza le mutandine.

Qualcuno sostiene anche che avesse i pantaloni slacciati, tuttavia i dati che risultano dalle fonti giornalistiche più accreditate sono pressoché univoci e parlano di bambino vestito ma privo delle mutandine.

Il fatto che quella mattina il piccolo non avesse subito violenza non impedisce però che il bambino potesse essere stato abusato prima del giorno del delitto. In questo senso l’ombra degli abusi aleggia pesantemente sul giallo della morte di Loris ma nessuna certezza può essere data prima della conclusione dell’autopsia e della sottoscrizione del referto autoptico.

 

L’ultima indiscrezione giornalistica relativa al cadavere del bambino è seria: si fa insistente la voce di segni anche sui polsi del bambino.

Va sottolineato un elemento non irrilevante:

le fascette da elettricista per essere strette (quindi anche per determinare uno strangolamento) devono essere manipolate in modo preciso perché il capo “libero” della fascetta deve entrare in una specie di passante, come il passante di una cintura, e poi la fascetta adoperata deve essere stretta.

Quindi ove mai una fascetta fosse adoperata per strangolare qualcuno l’omicidio diverebbe un processo complesso da metter in pratica. Viene da pensare al fatto che la vittima dovrebbe essere quantomeno  immobilizzata perché si presume che chiunque subisca una violenza (come violenza è una fascetta intorno al collo) tendenzialmente si dimeni e tenti di divincolarsi.

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