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Fortuna Loffredo, Molestata e Uccisa a 6 Anni: Adesso la sua Mamma è Accusata di Fare Parte di Una Banda di Falsari

La donna si difende e si dichiara innocente.

Federica Federico

di Federica Federico

10 Dicembre 2014

Fortuna Loffredo, Molestata e Uccisa a 6 Anni: Adesso la sua Mamma è Accusata di Fare Parte di Una Banda di Falsari

Fortuna Loffredo, detta Chicca, è morta a Caivano (provincia di Napoli) lo scorso 24 giugno. Il suo corpicino, trovato riverso sull’asfalto del marciapiede del fabbricato in cui abitava, in apparenza sembrava precipitato da un balcone dello stabile e la morte della piccola, così, pareva una tristissima e grigia fatalità.
Contrariamente alle apparenze, grazie alla solerzia e all’attenzione dei soccorritori e delle forze dell’ordine, si indaga, oggi, per omicidio.
Tanto più che il corpo di Fortuna ha evidenziato una verità sconvolgente: la bambina era da tempo vittima di intime violenze.
A fronte di questa tragica rivelazione le autorità non escludono che nel complesso di case popolari di “Parco verde” a Caivano si nasconda un killer di bambini, uno spietato assassino capace prima di abusare e poi di uccidere.
La morte di Chicca ha fatto che sì che dal passato ritornasse l’eco di altre due morti sospette: due i bambini, maschi, morti nello stesso comprensorio di case popolari ed in circostanze del tutto analoghe a quelle di Fortuna Loffredo.

Oggi, mentre le indagini vanno avanti, l’attenzione mediatica torna a riaccendersi sulla mamma di Chicca, la signora Domenica Guadagno, detta Mimma, ma la morte della figlia non c’entra:

Mimma Guadagno, 28 anni,  farebbe parte di una banda internazionale di falsari specializzata nella contraffazione e nell’immissione sul mercato di banconote e valori di bollo falsi.

La mamma della povera Fortuna avrebbe quindi goduto degli illeciti proventi che arrivavano dalla falsificazione del danaro e nella banda, recentemente sgominata dalla autorità, avrebbe ricoperto il ruolo di “fornitore” ovvero la donna avrebbe rappresentato quell’anello della catena criminosa che permetteva il passaggio dei sodi contraffatti dai “falsari – produttori” ai “consapevoli consumatori”.

Mimma Guadagno è accusata di avere, con sistematica cosatanza, acquistato le banconote false da chi le produceva per poi rivenderle a chi le avrebbe utilizzate (come vere e valide) nella vita comune, immettendole nel circuito economico. La donna si difende e si dichiara innocente.

L’indagine che ha portato a sgominare la banda dei falsari è nota alla cronaca come “Napoli Group”.

Dietro le banconote false vi era un’organizzazione criminale molto complessa, basti pensare al fatto che la banda disponeva di un’importante e efficiente stamperia clandestina con macchinari atti alla stampa di banconote nonché al conio di monete molto vicine alle originali monete legalmente prodotte e legittimamente circolanti
Venivano immessi sul mercato anche gratta&vinci falsi e false marche da bollo.
Un notevole giro d’affari che, grazie al lavoro delle forze dell’ordine, è stato fermato e definitivamente bloccato con l’arresto di 56 persone, il sequestro degli strumenti per l’illecita contraffazione nonché di tutto il materiale contraffatto ancora presente nelle stamperie criminali.

Mimma Guadagno la mamma di Fortuna, ha dovuto lasciare Caivano, infatti le è stata notificata la misura cautelare che le vieta di dimorare nel comune (il settimanale Giallo, Cairo Editore, che nel n° 49 del 10 dicembre 2014 riporta la notizia e precisa anche che al momento della notifica la donna ha avuto a sua disposizione solo 6 ore per lasciare la città).

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