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Lampade solari: tutto sull’abbronzatura da solarium

Simona

di Mamma Simona

11 Aprile 2011

La bella stagione è finalmente arrivata! Riponiamo gli abiti pesanti per sostituirli con abiti più leggeri, concedendoci scollature proibitive d’inverno e gonne senza calze.

Per gli appassionati dell’abbronzatura è questo il momento di pianificare dei cicli di lampade solari che permettano di raggiungere la tintarella desiderata.

I solarium sono stati oggetto di attenzioni a causa dei presunti danni che arrecherebbe l’uso delle lampade.

In parte ciò è vero, la cattiva qualità delle apparecchiature, filtri e lampade non sostituiti allo scadere delle ore di utilizzo, ricambi scadenti, incompetenza del personale, mancanza di pulizia ed igiene e in ultimo, ma non per importanza, la non corretta informazione hanno contribuito, in certi casi, a rendere scarso ed eventualmente dannoso un servizio che, se recepito in modo corretto, usando le giuste precauzioni, con consigli qualificati ed orientati ad personam risulta essere una coccola, una cura del nostro corpo che non può che avvantaggiarci.

Soffermiamoci a parlare di abbronzatura.

Perché ci abbronziamo?

Il nostro organismo produce melanina, che è un pigmento in grado di assorbire le radiazioni solari, generando il fenomeno di pigmentazione della pelle, che assume un colorito più scuro rispetto alla norma, quando viene sottoposta a sole o lampade. La luce solare favorisce la produzione di melanina e dunque predispone di per sé all’abbronzatura.

Ci abbronziamo in maniera diversa perchè diversa è la sensibilità alle radiazioni solari e ciò dipende dal nostro fototipo, ovvero dalle nostre caratteristiche fisiche.

 

E’ stata stilata una classifica che raggruppa i 6 fototipi più comuni con descrizione:

Fototipo 1 pelle molto chiara con lentiggini, occhi azzurri
Fototipo 2 pelle chiara, occhi chiari, capelli biondi o rossi

 

Fototipo 3 pelle chiara, occhi e capelli castani
Fototipo 4 pelle olivastra, occhi e capelli scuri

 

Fototipo 5 pelle scura
Fototipo 6 pelle nera

Conoscere il proprio fototipo è importantissimo perché è in base a questo che dobbiamo attuare dei programmi di tutela della pelle tramite l’uso di creme protettive del giusto fattore e stabilire la durata in termini di tempo della esposizione alle lampade.

  • Fototipo 1 e 2 presentano una pelle delicata, predisposta alle foto-ustioni e all’insorgenza di tumori cutanei laddove la pelle venga esposta, tanto al sole quanto alle lampade, in assenza di un giusto fattore di protezione. Tendono ad abbronzarsi poco e a scottarsi facilmente. La scottatura deve essere prevenuta con un’esposizione protetta da crema a fattore alto di protezione. L’esposizione alle lampade deve essere graduale, partendo da un minutaggio quasi irrisorio; la pelle va abituata molto gradatamente. Nel tempo, con un programma di sedute costanti e graduali nonché protette, è possibile ottenere una colorazione ambrata.
  • Fototipo 3 e 4 raggiungono una discreta abbronzatura, stimolando, con l’esposizione alle lampade, la produzione di melanina e dunque una buona pigmentazione. Il fattore di protezione della crema solare potrà essere medio inizialmente per scendere ad uno più basso quando la pelle inizia a pigmentarsi. La scottatura è un rischio possibile, specialmente per chi ha una carnagione chiara, fototipo 3, dunque particolare cura deve essere data al giusto fattore protettivo.
  • Fototipo 5 e 6 la carnagione scura diminuisce se non azzera completamente la possibilità di scottature. Nonostante ciò una protezione bassa è sempre auspicabile. La pigmentazione ideale viene raggiunta in breve tempo. I tempi di esposizione possono essere dilatati rispetto a quelli degli altri fototipi.

 

Come scegliere un solarium?

La scelta del centro in cui recarsi per le lampade è fondamentale e fa sicuramente la differenza.

  • Il centro deve essere pulito e ben curato. Si lavora con la “pelle” dei clienti per cui l’igiene non è mai troppa! I macchinari devono essere puliti e disinfettati dopo ogni uso. I materiali usa e getta (ciabattine di carta, asciugamani in carta, rotoli per l’appoggio schiena, pellicole igieniche per i lettini) devono essere sostituiti. Gli occhialini di protezione cambiati con quelli puliti e quelli usati messi a disinfettare.
  • I macchinari devono essere di ultima generazione, efficienti e con lampade idonee. All’interno delle macchine ad alta pressione, protette dai filtri, si trovano delle “lampadine” che sono i congegni che sviluppano la luce; queste hanno una vita composta di un tot. numero di ore allo scadere delle quali vanno sostituite perché diventano nocive. I centri seri rispettano questa scadenza, il controllo da parte del centro è semplice poiché i macchinari segnalano le lampade in scadenza. Stessa cosa vale per le lampade “a tubo” della pressione bassa, che hanno una vita allo scadere della quale necessitano di immediata sostituzione. Il cliente non ha modo di sapere le ore di consumo delle lampade, si deve affidare alla serietà del centro, anche per questo è importante frequentare un solo centro; tramite la frequentazione il cliente ha la sensazione di competenza o meno.
  • Il personale deve essere qualificato. Sono le estetiste, che abbiano conseguito un diploma che le renda tali, gli operatori autorizzati a gestire l’uso delle lampade. Durante i corsi per diventare estetiste, apprendono le norme fondamentali e le conoscenze necessarie per consigliare i clienti sui tempi di esposizione, sulle frequenze, sul tipo di creme protettive da usare in relazione al proprio fototipo e istruire il cliente circa il funzionamento del macchinario. Le ultime lampade hanno un sistema di gestione della potenza, esistono dei tasti con cui il cliente può gestire la potenza della lampada, su consiglio dell’operatore. Ciò torna molto utile perché gli strumenti di variazione dell’intensità delle lampade diventano due: il tempo di esposizione, e i livelli di potenza. Con questi due criteri è possibile individuare una esposizione ad hoc, personalizzata per ogni paziente.
  • All’interno delle cabine dovranno essere esposte le avvertenze. Si tratta di un promemoria che riassume le regole per il corretto utilizzo delle lampade. La consuetudine è quella di spiegare l’utilizzo al cliente una prima volta in modo chiaro e completo e le volte successive consigliare la lettura del memo e chiarire se ci sono dubbi a riguardo. Ripetere tutte le istruzioni tutte le volte sarebbe una grossa perdita di tempo per il cliente, che tende sempre ad ottimizzare i tempi e il rischio sarebbe quello di dare delle conoscenze di massima. Ovviamente se un cliente manca dal solarium da un pò di tempo, sarà premura dell’operatore rinfrescare le idee. Un cliente abitudinario, già rodato, verrà invitato ad accomodarsi in cabina senza il rituale di domande che per abitudine si fanno ad un cliente con poca frequenza. Dunque un informazione ad personam. Le avvertenze riguardano il consiglio dell’uso di occhialini di protezione (senza questi il rischio è una reazione infiammatoria fino a foto-cheratite) e creme protettive; si ricorda di togliere le lenti a contatto prima dell’esposizione; si sconsiglia l’esposizione alle donne in gravidanza per via della predisposizione alla formazione di macchie solari, il così detto cloasma gravidico (attenzione: stessa raccomandazione vale per l’esposizione al sole!!!); si consiglia di seguire le direttive dell’operatore date in base al fototipo; si ricorda la fotosensibilizzazione di alcuni farmaci (antidepressivi, antibiotici, pillola anticoncezionale, anabolizzanti ed altri ancora) che mal si accompagnano alle lampade poiché possono formare macchie chiare dove la pelle non si pigmenta, dunque viene sconsigliata l’esposizione durante l’assunzione di tali farmaci.

 

Consigli:

I consigli di massima sono ispirati per di più al buon senso, giacché i consigli tecnici sono già stati forniti:

  • Le lampade tendono a disidratare la pelle per via del calore sprigionato; risulta importantissima l’idratazione tramite l’applicazione di creme dopo-sole per via esterna, e per via interna l’assunzione di liquidi: acqua (la scelta migliore) o integratori che si assumono tradizionalmente. Nei solarium più seri viene distribuito gratuitamente il dopo-sole e la protezione che in genere è di tipo “basso”; per esigenze diverse l’operatore proporrà i prodotti in vendita a flacone o dosi monouso di protezioni e dopo-sole con molteplicità di effetti.
  • La pelle esposta alle lampade deve sempre essere pulita. Per cui struccarsi prima dell’esposizione ed evitare di usare profumi o creme profumate (nell’eventualità rimuovere con lo struccante i depositi). I solarium forniscono tutto il materiale occorrente per togliere il trucco: detergente e cotone o garze per l’utilizzo.
  • In certi casi occorre proteggere delle zone dall’aggressione delle lampade (e del sole): eventuali ne, tenuti sotto controllo dal dermatologo, tatuaggi fatti da poco. Il centro stesso fornirà una crema fattore di protezione massimo (50 + o 70+; sono equivalenti si tratta di una distinzione interna della casa produttrice) da applicare sulla zona.
  • Verificare prima della lampada, presso il proprio medico se i farmaci assunti sono foto-sensibilizzanti, nel qual caso, evitare.
  • Non sottoporsi alla lampada (e al sole) quando non si sta bene, poiché si tratta di uno stress per il corpo, dato il calore che viene sprigionato.
  • In caso di pressione bassa non sottoporsi alla lampada.
  • Far passare almeno 48 ore tra una lampada e l’altra per permettere alla pelle di ristabilire un giusto equilibrio. Le prime lampade saranno più ravvicinate per raggiungere la pigmentazione desiderata, mentre per un programma di mantenimento di un fototipo “medio” è sufficiente un’esposizione alla settimana.
  • Coloro che soffrono di varici o flebiti, problemi circolatori, non devono esporre le parti alle lampade, il rischio è quello di peggiorare la problematica, favorendo l’insorgere di couperose.
  • Seguire i consigli dell’operatore.

Per migliorare l’abbronzatura ci viene incontro lalimentazione. Cibi ricchi di beta-carotene come carote e albicocche, ci aiutano a fissare l’abbronzatura mantenendola per un tempo più lungo. Contro il photo-aging l’aiuto ci viene dai cibi contenenti vitamina A-C e D (zucchine, broccoli, spinaci per esempio).

Creme protettive, attivatori di abbronzatura, prolungatori e doposole:

Merita un discorso a parte la vasta gamma di creme utilizzate nei solarium. Prima di tutto ricordiamoci che le creme protettive tradizionali necessitano di un’applicazione di mezz’ora prima dell’esposizione perché si attivino, vengano assorbite e svolgano la loro funzione. Recarsi nei solarium o direttamente in spiaggia e mettersi sul luogo le creme equivale a mezz’ora di esposizione al sole o ai raggi SENZA protezione! Dunque è completamente inutile usare i prodotti portati da casa, in cabina. Diversamente esiste una gamma di prodotti da solarium, studiati di proposito, in grado di garantire un’attivazione immediata. Solitamente nei solarium vengono messi a disposizione protezioni basse e dopo-sole uguali per tutti. Esiste poi una vasta gamma di attivatori di abbronzatura in monodose o flacone, di dopo-sole (rinfrescanti, rigeneranti, all’aloe, idratanti prolungatori di abbronzatura ecc…) acquistabili. Ce ne sono per tutti i gusti e con mille profumazioni, per tutti i fototipi. L’importante è affidarsi al consiglio dell’operatore che in base alla valutazione della pelle del cliente saprà consigliare il giusto prodotto.

Lampade sì, lampade no….

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha incluso le lampade abbronzanti nella lista nera di fattori nocivi all’uomo. Ciò basandosi su degli studi secondo cui i raggi UV artificiali aumenterebbero i rischi di melanoma, tumore della pelle. Questa tesi è stata accolta con sfavore da molti dermatologi ed oncologi. Si tratta di un dibattito ancora aperto che vede da una parte l’accanimento degli acerrimi nemici dei solarium e dall’altro operatori del settore con le competenze in materia e una parte di medici specialisti. Secondo Natale Casinelli, chirurgo con specializzazione di studio sui melanomi “….i raggi UV non sono più nocivi di quelli solari….Quello che conta sono i tempi di esposizione, ma la qualità dei raggi Uv artificiali e naturali non cambia ” continuando “….Se l’eternit e le sigarette sono pericolose per tutti e indipendentemente dalle quantità con cui si entra in contatto, il legame non è altrettanto certo per i raggi Uv, che sono potenzialmente pericolosi solo per chi ha la pelle chiara che si scotta sempre e non si abbronza mai. Queste polemiche non hanno fondamento scientifico”, ricordando poi l’importanza dei tempi di esposizione a seconda del fototipo.

Sicuramente coloro che si sottopongono ai raggi solari (tanto delle lampade, quanto del sole) subiscono un processo di photo-aging, ovvero di invecchiamento precoce della pelle, giacché accelerano la produzione di radicali liberi, responsabili della formazione di rughe, intervenendo sulle fibre elastiche e sul collagene, il cui giusto funzionamento garantisce elasticità ai tessuti. Nei migliori solarium si trovano prodotti, creme da applicare prima dell’esposizione e dopo con effetto anti-aging.

Le lampade non vengono usate solo a scopo estetico. I benefici sono molteplici; l’azione disinfettante permette di contrastare malattie della pelle che altrimenti richiedono applicazioni farmaceutiche ed in casi gravi cortisoniche come: la psoriasi, l’acne, le varie dermatiti seborroiche. Inoltre l’azione delle lampade va a stimolare la produzione di vitamina D endogena, necessaria per il processo di fissazione di calcio nelle ossa.

Le lampade si avvalgono di raggi UVA in prevalenza poiché sono in grado di bloccare quasi totalmente gli UVB (raggi dannosi per l’uomo). Un gruppo di scienziati norvegesi hanno studiati gli effetti terapeutici dei lettini nei casi di deficienze ossee.

La morale è: lampade sì, ma in un centro serio e con le dovute precauzioni!

 

L’articolo è frutto della competenza del Centro BeUnique di Milano

BeUnique Via M. Gonzaga n. 5, 20123 Milano Tel. e Fax 0239663676

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