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Neonato, nascita ed adattamento al mondo esterno

di Dott.ssa Licia Falduzzi

11 Maggio 2011

La socializzazione nel bambino

La socializzazione è il processo attraverso il quale i nuovi nati diventano membri della società e mediante il quale si trasmette ad essi il patrimonio culturale della società stessa.

Il patrimonio culturale è un insieme variegato e molto complesso che comprende i valori, le norme, gli atteggiamenti, le conoscenze, le capacità, il linguaggio che consentono alla società stessa di esistere e di sopravvivere anche ai suoi stessi membri (che, per natura, entrano a farvi parte – al momento della nascita – o ne escono – al momento della morte).

Una parte del patrimonio culturale forma le competenze sociali di base di un individuo. È la socializzazione primaria, cioè quel processo mediante il quale il bambino, nei suoi primi anni di vita, acquisisce la capacità di usare il linguaggio per scambiare informazioni con gli altri membri della società e le capacità di entrare in rapporto con essi.

Un’altra parte del patrimonio culturale forma, invece, le competenze sociali specifiche, cioè quelle che permettono agli individui  svolgere determinati ruoli e comportano l’uso di linguaggi particolari e l’acquisizione di competenze che possono essere condivise solamente da coloro che sono coinvolti nell’esercizio di tali ruoli. Questa è la socializzazione secondaria, che inizia a partire dall’età scolare e continua per tutta la vita.

Appena nato, un bambino ha una pressoché nulla possibilità di influire sull’ambiente circostante: non ha scelto di nascere e non ha scelto il mondo nel quale nascere. Per lui questo mondo è impersonato essenzialmente dalla madre, principale agente socializzatore, ed è da lui vissuto come assolutamente determinato e inevitabile. A differenza dei mammiferi inferiori che già alla nascita possiedono capacità di sopravvivenza, il cucciolo d’uomo è fortemente dipendente, per il nutrimento, il vestiario ed il rifugio, dalla persona che si prende cura di lui, generalmente la madre, la sola ad essere in grado di soddisfare i suoi bisogni elementari e di liberarlo dallo stato di disagio che essi producono.

Da un lato c’è la madre, dispensatrice di affetto e di soddisfazioni, dall’altro il bambino, che manifesta “attaccamento” nei suoi confronti. Nel soddisfare i bisogni del suo bambino, la madre inizia a stabilire delle regole (relative, ad esempio, ai ritmi dell’allattamento, del sonno, del bagnetto) sulla base delle quali si formano aspettative reciproche di comportamento.

La socializzazione primaria ha inizio.

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