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Mio figlio dice le bugie: quando il bambino mente ai genitori

di Dott. Giuliano Gaglione

11 Maggio 2011

Come possono i genitori reagire ad una mente che……”mente” ?

Da quando si è piccoli i bambini mettono in atto delle tecniche atte ad alterare la realtà per fini utilitaristici, provocando comunque una sorta di “presa in giro” nei riguardi delle persone che queste bugie….le hanno bevute!

Intorno ai tre anni i bambini iniziano a raccontare fatti in maniera non del tutto esatta: questo fenomeno è connesso con la scoperta di un mondo interiore che permette ai piccoli di fantasticare o negare delle verità che non sono a loro gradite.

Le prime bugie sono del tutto perdonabili in quanto non celano doppi fini, cosa che in realtà si verifica intorno ai 5-6 anni, epoca in cui il bambino assume consapevolezza del fatto che alterando la realtà potrebbe ottenere dei benefici come l’evitare delle punizioni.

Non sono infrequenti i casi in cui i bambini tendono anche a discolparsi per evitare punizioni o rimproveri: quante volte, cari lettori, avete sentito pronunciare dalle amorevoli labbra dei vostri pargoli la seguente frase:”Non sono stato io!”, oppure, “Non sono stato io, è stato lui!”;  tuttavia è più forte nei piccoli la volontà di mentire schivandone le conseguenze negative o il coraggio di dire la verità temendo che la famiglia non sia clemente con loro? A questo quesito è difficile rispondere in quanto ogni persona, “grande o piccola che sia” è la summa di un patrimonio biologico ed ambientale che lo differenzia da ogni altro individuo, quindi, ci può essere il tipico bambino menefreghista che ignora il fatto di essere stato poco corretto con se stesso e quindi con nonchalance emette la sua bugia, oppure chi è maggiormente pervaso dai sensi di colpa e quindi fa il possibile per essere onesto in modo tale da non soffrire per aver detto una menzogna. Onestà, menefreghismo, sensi di colpa e tanti altri sentimenti costituiscono le componenti che appartengono al temperamento di un individuo e  che comportano in lui la scelta di intervenire in una maniera oppure in un’altra.

Vi sono casi più preoccupanti di giovani i quali vivono nella menzogna: questo argomento non è semplice da trattare perché alla base di questo comportamento c’è una sofferenza profonda che ha comportato in loro un rifiuto categorico di una crudele realtà di cui si ritengono vittime, che preferiscono crearne una tutta nuova, un’oasi felice dove poter vivere serenamente senza temere alcun tipo di dolore.

Come devono comportarsi i genitori nel momento in cui temono che il loro piccolo stia “verbalmente” alterando gli eventi?

  • Innanzitutto, “per predicare bene, bisogna razzolare bene”, dunque le prime persone oneste devono essere le madri e i padri.
  • Inoltre reputo che la reazione genitoriale debba variare a seconda dell’età del loro bambino: quando sono  molto piccoli è utile spiegare che dire una bugia è una cosa non gradita; col passare del tempo è importante ragionare sulla bugia, capire perché la si è detta e come mai si è preferito mentire piuttosto che dire la verità, facendo in modo che il bambino capisca i motivi per cui sarebbe opportuno essere sinceri.
  • Non dimentichiamo se un figlio racconta continuamente fatti non veri e tale comportamento viene smascherato, potrebbe vacillare un sentimento a mio avviso importantissimo che lega due persone, a maggior ragione madre-figlio, ovvero la fiducia.
  • E’importante inoltre mantenersi coerenti con il proprio stile educativo ed evitare punizioni, castighi e trattamenti simili, ma utilizzare un’impronta educativa “in positivo”, ovvero: ”Se sei sincero allora ti premio

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