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Alimentazione in gravidanza: dieta della mamma incinta e gusti del bambino

DanielaBrancaccio

di Dott.ssa Daniela Brancaccio

18 Maggio 2011

LA DIETA DELLA MAMMA PUO PLASMARE IL  CERVELLO DEL BAMBINO

Conducendo una dieta nutriente e varia, le madri in gravidanza possono iniziare i loro bambini alla strada di un’alimentazione salutare.

  • Sapori e  odori cambiano il cervello dei bambini nell’utero e mentre si allatta
  • Una precoce esposizioni ha un impatto a lungo termine sul tipo di cibi che i bambini ed i neonati preferiscono.

Le donne incinta e che allattano hanno nuove ragioni per mangiare bene, suggerisce un recente studio.

I sapori nella dieta di una mamma formano il cervello di suo figlio, e possono alterare i gusti del bambino per alcuni  cibi. Le scoperte possono aiutare le madri ad iniziare il prima possibile a rendere i loro figli persone che si alimentano in modo salutare.

“E’ chiaro negli esseri umani che più varia è l’alimentazione della mamma, più tranquillamente  il bambino sperimenterà sapori diversi” ha affermato Diego Restrepo, un neuroscienziato all’Università del Colorado, Denver. “ La novità qui è che quello che mangia una mamma cambia il cervello del bambino”

Gli scienziati sanno da molto tempo che, per gli essere umani e gli altri mammiferi, quello che una madre mangia influenza il sapore del liquido amniotico ed in seguito anche quello del suo latte, ha affermato Julie Mennella, una biofisiologa al Monell Chemical Center di Philadelphia. Le ricerche hanno anche mostrato che i sapori a cui i bambini sono esposti, sia nell’utero che nei mesi successivi alla nascita, influenzano quello che successivamente scelgono di mangiare.

 

In uno studio di Mennella, per esempio, le madri che avevano bevuto succo di carote durante la gravidanza o mentre allattavano avevano bambini che, dai sei mesi di età, sceglievano di mangiare maggiori quantità di cereali al sapore di carote a paragone con i bambini le cui madri avevano bevuto solo acqua durante la gravidanza. I bambini che erano stati a contatto con le carote facevano anche meno facce brutte mentre mangiavano i cereali al sapore di queste ultime.

 

Nel  nuovo studio, Restrepo ed i suoi colleghi hanno nutrito con diete diverse dei topi incinta.

Tali mamme topo avevano un pasto standard, per lo più insapore. Altre odiavano il cibo corretto con un sapore forte come liquore o menta. Tre settimane dopo la nascita, quando lo svezzamento era completo, i ricercatori, durante una serie di test di tre minuti, permettevano ad i cuccioli di annusare palline di cibo profumato o meno.

I cuccioli nati dalle madri che avevano mangiato cibi alla menta trascorrevano circa il 70% del tempo ad annusare palline di cibo alla meta, come è stato  registrato nella rivista Proceedings of the Royal Society B. In pratica l’esposizione al liquore prima della nascita aveva effetto sul desiderio di annusare cibo al sapore di liquore. Questi numeri erano gli stessi se le mamme avevano mangiato i cibi mentre erano incinta, allattavano o no. D’altra parte, i cuccioli  meno audaci nel mangiare, trascorrevano solo il 30% del loro tempo ad annusare il forte odore.  Questi risultati hanno confermato quello che gli studi precedenti avevano scoperto.

Per portare la ricerca un passo avanti, gli scienziati hanno anche osservato il cervello di questi piccoli topi.In particolare, si sono soffermati sulle strutture chiamate glomeruli, che sono ricettori che rispondono agli odori individuali e da lì inviano messaggi al cervello su quello che si è appena annusato. Un glomerulo, per esempio, reagisce all’odore di menta, un altro reagisce a quello di liquore. E gli scienziati ora sanno che gli odori sono le basi del sapore e del gusto. Nei topi che sono stati esposti ad un forte sapore attraverso le loro madri, i risultati hanno mostrato che i glomeruli per quell’odore erano del 50%  più numerosi a paragone con quelli dei topi che non vi erano stati esposti. Tali differenze nel cervello potrebbero fornire una spiegazione biologica del motivo per cui i cuccioli sarebbero più ricettivi da adulti ai sapori sperimentati nei loro primi mesi di vita.

Lo studio analizza anche uno dei primi modi di cui disponiamo per apprendere cosa mangiare. Nei nostri antenati ed in altri mammiferi, il sistema probabilmente si è evoluto per assicurare che i neonati mangiassero solo quello che era sicuro e salutare per loro.

Per gli essere umani oggi, le nuove analisi potrebbero guidare le donne nel momento in cui prendono alcune delle loro prime vere decisioni da genitori.

“ E’ un bellissimo sistema che conferisce un vantaggio ad un bambino che impara qualcosa del cibo” dice Mennella “ il primo ed il miglior modo che le donne hanno per iniziare è usufruire di queste diete salutari, nutrienti, ricche di frutta e verdura mentre sono incinta o allattano, le conseguenze avranno un’ ampia portata

Fonte: http://news.discovery.com/human/pregnancy-diet-baby-brain.html

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