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Il Neonato Vuole Stare Sempre in Braccio: NON è un Vizio

Molte mamme ci chiedono se addormentare il neonato tenendolo tra le braccia, allattarlo a richiesta o portarlo in fascia rappresenti la costruzione di un vizio

Federica Federico

di Federica Federico

12 Maggio 2016

I neonati nascono immaturi fisicamente ma anche emotivamente. Da un punto di vista fisico l’immaturità del bambino è palese perché il cucciolo d’uomo non si alimenta da solo, non cammina, non parla e non potrebbe sopravvivere senza qualcuno che si prenda cura di lui. Da un punto di vista emotivo, invece, l’immaturità del neonato è spesso sottovalutata e con troppa frequenza nonne, zie e amiche suggeriscono alla mamma “buone abitudini” volte a rendere il piccolo autonomo il più presto possibile.

Così i bisogni che il bambino fisiologicamente ha vengono erroneamente confusi col vizio: stare sempre in braccio, essere allattato a richiesta, addormentarsi solo con la compagnia fisica della mamma non sono vizi del neonato, ma risposte di una creatura fragile a un cambio di vita totale quanto sconvolgente.

Il bimbo che nasce esce dal ventre materno dove lo ha cullato il passo della mamma e il suo respiro, e l’avvolgeva l’acqua del liquido amniotico. Nel venire al mondo il neonato perde ogni sicurezza che pure aveva nella vita intrauterina.

Gli esperti dicono che il neonato nascendo entra nel 4° trimestre, quello in cui deve imparare a vivere fuori dal ventre materno acquisendo maturità emotiva completa.

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Dormire tra le braccia della mamma non equivale a divenire un viziato mammone  nè fa sì che il bimbo resti immaturo, significa, invece, ritrovare i rumori (il cuore della mamma che batte) e in parte gli odori conosciuti, appresi e amati nel ventre.

Nella tua pancia, cara mamma , il bambino è già in vita e prova delle sensazioni. Pertanto se lo allatti a richiesta e lo assecondi quando cerca il tuo petto come consolazione, sappi che non stai favorendo un vizio ma stai aiutando il tuo bambino ad avere fiducia nel mondo.

Essere colei che nutre, spesso, continuamente o per tante ore; essere la culla umana che tiene il bebè in braccio; essere un’appendice del figlio neonato, fortemente impegnata fisicamente, certamente non è cosa semplice.

Tuttavia, senza timore di sbagliare, è bene rifiutare il concetto di vizio associato all’alto contatto fisico col neonato.

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Il neonato che non si addormenta da solo non è un bambino difficile, semplicemente chiede alla mamma sicurezze. La mamma che lo addormenta tra le braccia non favorisce il morboso attaccamento del figlio a lei, ma abitua il bebè al sonno sereno minimizzando in lui ansie e paure. E lo stesso discorso vale per ogni forma di alto contatto. Portare i neonati in fascia è un modo per favorire l’alto contatto educando serenamente il bimbo alla vita extrauterina.

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Allo stesso modo fare il bagno insieme, mamma e bebè o papà e bebè, nella stessa vasca rappresenta un modo per favorire l’alto contatto. Non è corretto credere che il bagno insieme al neonato possa essere veicolo di chi sa quali germi o batteri, personalmente facevo prima una doccia e poi mi immergevo nella vasca con i miei bambini, ma questa era solo una mia precauzione personale.

Molte mamme ci chiedono se addormentare il neonato tenendolo tra le braccia, allattarlo a richiesta o portarlo in fascia rappresenti la costruzione di un vizio. La risposta è che non esistono vizi nella richiesta del bambino di contatto fisico, pertanto non abbiate paura di mettere il vostro corpo a disposizione del neonato nella fase in cui il piccolo si sta adattando al mondo esterno.

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