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Vacanze: consigli pratici per viaggiare con famiglia e bambini

Federica Federico

di Federica Federico

14 Agosto 2011

 

 

 

 

Estate è sinonimo di viaggi! Durante le ferie si lascia la casa e la quotidiana normalità in cui solitamente si vive e si fanno gite e scampagnate, si dimora per periodi più o meno lunghi in contesti differenti: ci sono i vacanzieri da campeggio, quelli che amano i villaggi estivi, coloro che prediligono le case al mare o le baite in montagna, c’è chi trascorre le ferie in albergo.
Chi va in vacanza raggiunge luoghi più o meno lontani da casa; e la meta estiva, come la destinazione di una breve gita o di un’escursione, si “conquista” spostandosi, viaggiando.

Viaggiare equivale ad esplorare, scoprire ed affrontare ciò che non ci è noto, quello a cui non siamo abituati, significa adattarsi, modificare le proprie abitudini, sperimentare. Molto del fascino del viaggio è intimamente connesso al diverso, all’ignoto alla magia della nuova esperienza.

E’possibile che i bambini non colgano d’istinto la bellezza di viaggiare, per alcuni di loro può essere complicato rompere la quotidianità, il senso della scoperta che il viaggio porta con sè può rappresentare causa di turbamento e di ansia nel piccolo.

Il disagio manifestato rispetto all’idea di spostarsi per recarsi in luoghi diversi può dipendere da svariati fattori:
spesso possono incidere l’incapacità di valutare la bellezza del viaggio, una concreta sofferenza fisica del bambino, una personale disapprovazione della meta del viaggio.

1. incapacità di valutare la bellezza del viaggio.

C’è chi dice che l’attitudine del bambino a viaggiare dipenda dalle abitudini della famiglia e quindi del piccolo stesso, ciò è vero! Un bambino non abituato a viaggiare, o perchè non lo ha mai fatto prima o perchè non ha memoria di viaggi belli e positivi, si dimostrerà diffidente verso l’idea stessa del viaggio.

2. sofferenza fisica del bambino.

I bambini che soffrono di mal d’auto, treno, aereo o nave, vivono lo spostamento con tali mezzi di trasporto con oggettivo disagio. Per loro il viaggio è limitato da una sofferenza reale e concreta. Ai genitori spetta il compito di “alleviare il fastidio” dello spostamento.

3. disapprovazione della meta del viaggio.

Arrivati ad una certa età – in genere intorno ai 6anni – i bambini riescono a manifestare con buona determinazione i gusti, i desideri e le preferenze personali. E’ compito dei genitori ascoltare le istanze di un figlio, esse non sono necessariamente capricci, spesso sono momenti e manifestazioni di un più ampio percorso di crescita che è opportuno seguire e tal volta assecondare.

Cosa fare, dunque, se il vostro bambino non vuol cedere assolutamente all’idea del mare o comunque della vacanza così come voi l’avete programmata?

Il piccolo vorrebbe salire in alta quota perchè il suo amichetto del cuore va in montagna e porta magnifiche collezioni di foglie, ramoscelli e fiori. Ebbene probabilmente basterà solo affascinare il bambino: prospettategli l’idea di una competitiva collezione di pietre, di una bottiglia colma di sassolini da riportare in città come memoria dell’estate, di un album fotografico ricco di castelli di sabbia … naturalmente costruiti proprio da voi.
E, ove possibile, promettete a vostro figlio una gita in montagna per soddisfare la sua richiesta.
Del resto i bambini crescono velocemente e presto “avanzano domande personali” a cui noi adulti dobbiamo dare delle risposte, realizzando, tal volta, dei compromessi tra i membri della famiglia.

 

 

 

 

 

 

 

Come organizzare la vacanza perfetta per l’intera famiglia?
Come evitare l’ansia, i capricci e il mal’ umore dei bambini?

1 – La prima regola è coinvolge il bambino nella organizzazione del viaggio.

Se state costruendo la vostra vacanza non trascurate l’opinione dei bambini, affinchè i piccoli trascorrano buone ferie con la famiglia essi vanno ascoltati, considerando naturalmente la loro età e maturità.

Ai baby viaggiatori non vanno offerte innumerevoli opzioni difficili da esaminare e valutare, a loro vanno lasciate le scelte più semplici.
Certe piccole cose, taluni dettagli, quasi “indifferenti” per gli adulti, serviranno a rendere i bambini parte attiva del “progetto viaggio” e permetteranno loro di entrare nell’atmosfera della vacanza sin dalla sua organizzazione.

Se, ad esempio, sono disponibili stanze vista mare e stanze vista piscina perchè non lasciare ai figli la scelta?
Quando si deve partire per un’escursione perchè non dare ai bambini la possibilità di operare la decisione finale portando alla loro attenzione un paio di opzioni?
Se si devono acquistare nuovi teli da mare perchè non affidare ai bambini il compito di sceglierli?
Se sono disponibili più bungalow equivalenti perchè non confidare nel buon gusto dei più piccoli?

Durante la preparzione delle le valigie potremmo ricordare al bimbo la sua partecipazione: << Hai scelto una stanza bellissima vista mare … sai che tramonti potremmo vedere!>>;
<< Questi teli sono fantastici, sono morbidi e colorati, sei stato bravissimo, non potevi scegliere meglio, in spiaggia tutti li apprezzeranno!>>; ecc.

2 – Il bambino deve percepire l’importanza del viaggio il suo valore di esperienza nuova ed interessante.

Un modo per affascinare il piccolo è costruire insieme un diario di bordo o una scatola dei ricordi: un quaderno su cui appuntare tutti i momenti più belli ed attaccare ricordi (cartoline, foto, foglie, ecc) oppure una scatola ove conservare gli oggetti più cari dell’estate (sassolini, conchiglie, i migliori scatti sulla spiaggia, ecc).

3 – Arrivati a destinazione, se opportuno, considerata l’età e l’indole di vostro figlio, aiutate il bambino ad ambientarsi: esplorate insieme il luogo della vacanza e favorite le amicizie del piccolo, magari stringendone a vostra volta con altre famiglie con bimbi coetanei. Attenzione, però, a non invadere la sfera della socializzazione tra i bambini che deve essere libera da “ingerenze adulte”.

4 – Sollecitare l’interesse del bambino alla scoperta è il primo modo per spronarlo ad “indagare il mondo” da solo.

5 – Ideate uno o più obiettivi estivi: quest’anno imparerai a giocare a tennis, quest’anno imparerai ad andare in bicicletta, quest’anno imparerai a guardare i pesciolini con la maschera. Intorno allo “scopo” che vi siete prefissati potrete organizzare del tempo da spendere per e con il bambino, in sintonia con lui e finalizzato al raggiungimento del traguardo stabilito.  Il piccolo sentirà che la vacanza è per lui orientata all’ottenimento di quei successi e nel conquistarli rafforzerà la sua autostima.

6 – Liberate il bambino! Lasciate che si sporchi di sabbia e terra, che si bagni in mare serenamente, che giochi con altri bambini, lasciate che si sbucci le ginocchia e che litighi anche (quando “necessario” e senza atti di violenza). Mentre il bambino esprime le sue libertà voi seguitelo ed osservatelo ma tenendo la giusta distanza, quella distanza che vi permetterà di intervenire nel caso ce ne fosse bisogno.

Il bambino vivrà sereneamente il momento delle vacanze, ne assaporerà la bellezza e ne considererà la positività se gli verrà data l’opportunità di beneficiare dell’estate in termini di libertà ed espressione di sè.

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