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Le meduse: rimedi contro le punture di medusa

Simona

di Mamma Simona

22 Agosto 2011

 

Meduse velenose, come intervenire in caso di morso o puntura, rimedi efficaci di pronto intervento.

Il caldo torrido di questi giorni e il conseguente innalzamento delle temperature dei mari, stanno favorendo l’arrivo delle meduse, con conseguenti incontri poco graditi con i natanti che fanno il bagno in mare.

L’incontro con queste creature dall’apparenza di ingannevole innocuità ma di meraviglioso aspetto, potrebbe rovinare qualche ora della nostra vacanza.
L’effetto urticante dei tentacoli delle meduse è conosciuto a molti; su di essi sono presenti delle cellule dotate di sostanze più o meno urticanti a seconda della specie, che vengono liberate a contatto con la preda da cacciare o con l’aggressore, sono dunque armi da caccia e da difesa. Le tossine sprigionate (nematocisti) sono in grado di paralizzare la preda o provocare un’infiammazione della parte che viene a contatto con la sostanza.
Quando “tocchiamo” o anche semplicemente sfioriamo una medusa, ci dobbiamo aspettare una reazione immediata di intenso fastidio e dolore sulla pelle; l’aspetto della parte infiammata prenderà le somiglianze di un eritema, si gonfierà e in alcuni casi più rari arriveranno anche bolle e vescicole.
Nei casi di tipologie di meduse dalle tossine maggiormente urticanti, si può associare un sintomo simile al mal di testa.
In occasioni veramente sporadiche, il contatto con i tentacoli della medusa può portare perfino ad uno shock anafilattico, laddove alla predisposizione del soggetto consegua questo tipo di reazione.

 

Nel Mediterraneo sono presenti principalmente 3 tipi di meduse:

  • Pelagia noctiluca: è la più tossica delle tre per l’uomo. Le dimensioni sono relativamente piccole, circa 10 centimetri di diametro, più dei tentacoli lunghissimi. Di notte è fosforescente e avvistarla nel branco con cui solitamente si sposta, è davvero emozionante…un po’ meno incontrarla mentre si sta facendo il bagno. Il colore varia dal rosa-marroncino al violetto con sfumature cromatiche. E’ molto urticante.

  • Cotylorhiza tuberculata: anche conosciuta come medusa cassiopea. La parte superiore del corpo, l’ombrello, si presenta tondo e piatto, i tentacoli sono numerosi e corti, muniti di “pallini”che li adornano. Può essere di colore giallo tendente al verde o rossa. Si trova più che altro nei mari del sud Italia, ma la tendenza è quella di sostarsi anche al nord, quando vi siano correnti calde. I suoi tentacoli non sono particolarmente urticanti.

  • Rhizostoma pulmo: conosciuta come polmone del mare. E’ la specie più comune e diffusa, tendenzialmente di colore bianco con bordi periferici violetto-blu. Le dimensioni sono importanti, circa 50-60 centimetri di diametro. I tentacoli, molto corti, sono abbastanza urticanti. Si trova più che altro nel Mar Ionio e Adriatico in Italia.

 

Cosa fare quando si entra in contatto con i tentacoli di una medusa? Puntura o morso di medusa, consigli del “prima” e del “poi”:

 

  • Ricordiamoci che ad essere urticanti sono i tentacoli e non l’ombrello ovvero la testa.
  • Appena toccati, non esplodiamo in scene di panico, controlliamo piuttosto che nelle vicinanze non ce ne siano altre e avvertiamo i bagnanti nei paraggi della sgradita presenza.
  • Quando si entra in acqua e decidiamo di immergere anche la testa, può essere utile l’ausilio di occhialini e maschera che facilitino l’individuazione della presenza della medusa; riducendo in questo modo il rischio di contatto sul viso.
  • Una volta avvenuto il contatto, passate più tempo possibile nell’acqua del mare; questa tende a prevenire l’insorgere di vescicole e ne diminuisce l’effetto urticante, al contrario sciacquare con acqua dolce ne aumenta l’effetto. Quindi se proprio non si vuole stare in acqua, munirsi di un secchiello con acqua di mare per sciacquare la parte colpita.
  • In farmacia sono disponibili creme a base di alluminio, da applicare localmente, che hanno azione astringente e contengono l’infiammazione.
  • Gli impacchi con ammoniaca sono da evitare perché irritano la pelle, meglio i risciacqui con acqua e aceto.
  • Il ghiaccio lenisce un pochino il dolore, quando applicato localmente, ma non va messo a contatto con la pelle, meglio usare un canovaccio che isoli la parte.
  • Le creme antistaminiche o cortisoniche sono da usare in soli casi estremi, su consiglio del medico, qualora il dolore permanga per diversi giorni.
  • Quando ai sintomi comuni siano associati difficoltà di respirazione, stati di sonnolenza, macchie diffuse da eritema sul corpo; potrebbe essere in corso una reazione allergica, nel qual caso è utile recarsi al Pronto Soccorso o ad un Centro Antiveleno.

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