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Melania Rea ultime notizie

Licia

di Mamma Licia

07 Settembre 2011

Un militare scagiona Parolisi?

È il 18 aprile. Melania Rea viene uccisa nel bosco delle Casermette di Ripe di Civitella del Tronto, nel teramano. Quello stesso giorno è in corso un’esercitazione militare al poligono di Ripe ed un sottufficiale in servizio al 123º Reggimento di Fanteria di Chieti si trova di vedetta proprio nel bosco delle Casermette di Civitella, in una postazione vicina al chiosco accanto al quale è stato ritrovato il corpo senza vita di Melania.

Questo sottufficiale, sul quale c’è il massimo riserbo per quanto riguarda l’identità e il contenuto dell’audizione, e che è stato ascoltato per oltre un’ora, ieri mattina, dal sostituto procuratore Davide Rosati, potrebbe essere l’asso nella manica per i difensori di Salvatore Parolisi, accusato di aver ucciso la moglie. Perché?

Secondo l’accusa, l’assassino di Melania sarebbe dovuto passare intorno alle 14.30 con la sua macchina lungo la strada provinciale che era ben visibile dal posto di vedetta dove si trovava il sottufficiale di Chieti, e questi avrebbe quindi potuto e dovuto vedere la Renault Scenic di Salvatore Parolisi. Ma questa macchina, il sottufficiale, dice di non averla vista. E lo stesso sostengono altri suoi due colleghi che, come lui, erano di vedetta lungo quella strada. I difensori di Parolisi puntano proprio su queste testimonianze, rilasciate durante le deposizioni agli inquirenti di Ascoli, per scagionare il caporalmaggiore dall’accusa di omicidio volontario pluriaggravato.

L’attendibilità della sottufficiale in vedetta, però, era già stata messa in dubbio nell’ordinanza del gip Giovanni Cirillo perché «in realtà durante il suo servizio non aveva visto e non ricordava di avere visto tutte le auto transitate nella strada sottostante la sua posizione in quanto si è riscontrato il passaggio all’andata e al ritorno nel tardo pomeriggio del 18 aprile di una Golf nera, senza che lui si ricordasse nulla al riguardo». Se quindi il sottufficiale non vide una macchina che si è sicuri essere passata da quella strada (una Golf nera), perché considerare attendibile il suo ricordo di non aver visto passare l’auto di Salvatore Parolisi?

Sempre ieri, un altro militare è stato ascoltato come persona informata sui fatti dal sostituto procuratore Davide Rosati nell’ambito dell’indagine sul delitto di Civitella. Si tratta di un sottufficiale in servizio al 235º reggimento Piceno, lo stesso di Salvatore Parolisi. Anche su questa audizione c’è il massimo riserbo, ma forse i pm sono andati alla ricerca di elementi che possano chiarire le dichiarazioni rese da Parolisi circa i rapporti all’interno della caserma o la relazione tra il caporalmaggiore e la soldatessa-amante Ludovica Perrone.

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