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Obama e le Tasse: Chi ha più soldi, paghi di più

Simona

di Mamma Simona

20 Settembre 2011

OBAMA E TASSE

“Chi ha più soldi, paghi di più”…questo in sostanza lo slogan della proposta della nuova manovra finanziaria per sanare i conti degli americani, caldeggiata da Barrak Obama, Presidente degli Stati Uniti.

Si chiamerà Buffet Rule in onore del miliardario Warren Buffet che per primo autodenunciò, ispirato dalla nuova filosofia del capitalismo illuminato, la sua categoria di imprenditori-finanzieri. Tramite agevolazioni fiscali, Buffet stesso, che si propone come esempio dimostrativo del caso, paga meno aliquote imposte (17%) della sua segretaria (35%); ciò in accordo con la tacita regola secondo cui tassare gli imprenditori equivale a penalizzare gli investitori, bloccare la crescita e di conseguenza le assunzioni.

Sulle teste degli americani pendono 4mila miliardi di dollari di deficit da sanare, secondo un equo programma, nei prossimi 10 anni.
I repubblicani, spiazzati e contrariati per la proposta della Buffet Rule, fanno scudo e la contrastano, non gradiscono questa politica; per il risanamento puntano sui tagli alle spese, sopratutto di natura sociale; Obama e i democratici, invece, propongono una correzione sulle tasse.
All’insegna dell’equità fiscale, limitando i privilegi di alte rendite finanziarie e plusvalenze patrimoniali, il disegno ideato permetterebbe di percorrere la strada verso il risanamento.
La “tassa sul milionario“, così come è stata definita, difficilmente passerà alla Camera, dove gli esponenti della maggioranza, la destra repubblicana, hanno già espresso pareri contrari, forti di quel giuramento stretto con gli elettori che prevede qualsiasi bocciatura a proposte di legge che aumentino la tassazione (fosse anche quella di milionari).
Parte degli economisti rimangono perplessi poiché la manovra andrà a colpire lo 0,3 % dei contribuenti ovvero 450mila su 144milioni.
E’ necessario però far quadrare i conti, i tagli alle spese (esercito e difesa in primis) mantengono in cassa buona parte dei valori, ci sarà un risparmio di 2 dollari su 1 di entrata, ma non sono sufficienti; è necessario mettere mano al portafoglio di tutti, dai poveri, agli abbienti, alle grandi corporation, con maggiore pressione fiscale per quest’ultimi in merito ai maggiori guadagni.
La proposta salvaguarda la classe medio-bassa, già vittima di una forte tassazione, in un momento di crisi economica mondiale in cui le famiglie faticano ad arrivare a fine mese.
L’Europa è in ginocchio ma gli USA non sono da meno…urge un contenimento e possibilmente un miracolo per uscire dalla crisi.

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