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Melania Rea ultime notizie: trovati i vestiti dell’assassino?

admin

di Redazione VitaDaMamma

04 Ottobre 2011

Gli abiti dell’assassino erano da tempo l’obiettivo degli inquirenti che indagano sulla morte di Melania Rea; da qualche giorno e con insistenza si tornava a discutere dei vestiti di Parolisi, del completino sportivo,  pantaloncini e maglietta, che indossava il giorno della scomparsa e con i quali è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza di Pianoro San Marco.

L’efferatezza del delitto, dimostrata dai reperti raccolti sulla scena del crimine e dalle tracce di sangue, non lascia spazio a dubbi: l’assassino deve essersi sporcato.

Di qui le domande, semplici e spontanee, relative agli indumenti di Parolisi: perché sul completino sportivo con cui era vestito Salvatore non ci sono tracce? Se la tesi della procura è giusta (ricordiamo che Parolisi è detenuto con l’accusa di omicidio) Salvatore avrebbe dovuto portare tracce del delitto sui suoi vestiti,  forse si è cambiato? Dove sono finiti gli indumenti sporchi?

È di queste ore la notizia del ritrovamento di un fagotto d’abiti (qualcuno azzarda una indiscrezione importantissima: tra i vestiti vi sarebbero anche abiti militari), tali indumenti sarebbero macchiati e le macchie potrebbero essere importanti (esse sarebbero già state giudicate interessanti dagli inquirenti).

Chi avrebbe ritrovato gli abiti?

Il fagotto di vestiti sarebbe stato rinvenuto dai Carabinieri. Di fatto da molti giorni si dibatteva sulla ricerca dei vestiti come chiave di volta del delitto Rea e qualcuno lasciava intendere che “le mani” degli inquirenti scavavano ben oltre i cassetti dell’armadio di Parolisi.

Dove sarebbero stati rinvenuti tali indumenti?

Il ritrovamento  sarebbe avvenuto in prossimità di un rudere sulla strada che da Cornacchiaro conduce alle Casermette, a quel bosco in cui l’omicidio si è consumato.

Il luogo di cui parliamo è una tra le possibili vie di fuga dell’assassino, un sentiero semi nascosto tra sterpaglie e rovi.

I Carabinieri da giorni esaminavano tutti i luoghi intorno al bosco delle Casermette, ricostruivano, alla ricerca di tracce, i possibili percorsi per raggiungere il luogo del delitto ed allontanarsi da esso. Inoltre il ritrovamento in prossimità di un rudere potrebbe suggerire che l’assassino, scappando dal luogo dell’omicidio, abbia cercato e trovato un posto ove ripulirsi e cambiarsi.

Chi ha ucciso aveva forse necessità di rendersi immediatamente presentabile? L’assassino doveva forse liberarsi subito degli indumenti sporchi? E se la risposta a questi quesiti fosse affermativa ad essa conseguirebbe un’altra domanda: perché l’assassino ha avuto tanta fretta di svestirsi, ripulirsi e cambiarsi.

La notizia di tale ritrovamento non è ancora ufficiale, ma stando alle indiscrezioni (che sono tante e tanto varie) pare che i  magistrati si stiano già muovendo per verificare la proprietà degli indumenti rinvenuti.  In tal senso pare che abbiano chiesto l’aiuto dei familiari di Melania e il supporto dei responsabili della distribuzione delle divise e dell’equipaggiamento del reparto militare dove Parolisi lavorava.

 

Pare anche che tutti gli indumenti rinvenuti siano già partiti alla volta dei laboratori dei  Ris, con la raccomandazione di  analizzarli prontamente e con la massima urgenza

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