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Caso Noemi Durini: il mistero della seconda auto

Emergono nuovi particolari sul caso di Noemi Durini, la 16enne brutalmente uccisa dal fidanzato di 17anni che dopo 11 giorni ha confessato l’omicidio, video

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

22 Settembre 2017

Mentre tutta la città di Specchia, piccolo paesino pugliese in provincia di Lecce, continua a piangere la scomparsa di una ragazza di soli 16 anni dopo averle dato l’ultimo saluto, gli inquirenti proseguono nelle indagini che in questi gironi si sono arricchite di nuovi particolari.

Caso Noemi Durini: l’ipotesi di un complice.

Caso Noemi Durini: il mistero della seconda auto

Lo scorso martedì 19 settembre è stato effettuato l’esame autoptico sul corpo della giovane.

Purtroppo i primi rilevamenti effettuati, a cui faranno seguito altri più accurati che il medico legale provvederà ad approfondire nei prossimi 60 giorni, non hanno permesso di ottenere ulteriori dettagli sulla morte della 16enne.

 

Confermate le lesioni multiple al collo e alla testa che tuttavia non è stato possibile ricondurre ad una specifica arma, resta la supposizione di un coltello usato come arma del delitto, oggetto che l’assassino reo confesso ha affermato appartenere a Noemi e di averlo usato per colpire la stessa.

Una volta concluso l’omicidio, lo avrebbe poi avvolto nella sua maglietta nascondendolo in una zona di campagna. In seguito non è stato in grado di indicare agli inquirenti il luogo dove l’ha nascosto. La possibile arma del delitto quindi non è stata ancora ritrovata.

 

Questi mancati riscontri hanno aumentato i dubbi, esposti dagli inquirenti che lavorano al caso Noemi Diruni, sulla versione dei fatti fornita dal fidanzato della giovane assassinata che sostiene di aver agito da solo.

Nel caso Noemi Durini si ipotizza la presenza di un complice e, al fine di non tralasciare nulla, la Procura ordinaria di Lecce ha provveduto ad iscrivere formalmente nel registro degli indagati per sequestro di persona e occultamento di cadavere il padre dell’omicida.

Caso Noemi Durini: il mistero della seconda auto.

Ad aumentare i sospetti sulla presenza di una seconda persona che la mattina di quel tragico 3 settembre abbia aiutato il 17enne di Alessano ad uccidere o quanto meno a nascondere il corpo di Noemi, è un testimone che avrebbe visto una seconda auto nei pressi della casa della ragazza.

 

Intervistato lo scorso lunedì 18 settembre durante la trasmissione “Mattino Cinque”, il teste ha dichiarato:

 

<<Quella notte percorrevo strada via Appennino San Nicola, e verso la fine della strada, dove poi c’è… a destra si continua per andare verso l’incrocio e a sinistra ci sono le scalette per salire sulla strada della povera Noemi. E lì c’era appostato questo ragazzo qui alle ore 3:30 di notte. Lui era a bordo della 500 bianca. Lui stava da solo in macchina. Poi scendendo e andando verso l’incrocio, sulla destra, mi fermo all’incrocio e vedo sfrecciare una Seat di tipo vecchio sfrecciare davanti a me>>.

 

La 500 bianca descritta nel racconto è ormai una certezza per gli inquirenti che lavorano al caso Noemi Durini.

La stessa infatti era già stata identificata grazie alle immagini di una telecamera di sorveglianza installata vicino la casa della ragazza, filmati controllati quando ancora si cercava la 16enne creduta scomparsa.

Erano le ore 5:09 del 3 settembre quando quest’ultima era stata vista salire sulla Fiat Cinquecento alla cui guida c’era il ragazzo che successivamente l’ha uccisa.

Attualmente i carabinieri impegnati nel caso Noemi Durini stanno chiaramente esaminando i filmati di tutte le telecamere che si trovano lungo la strada statale che da Specchia porta a Alessano, la stessa percorsa dal giovane quella mattina e lungo la quale aveva nascosto il cadavere.

Si cercano eventuali nuovi riscontri ma anche quella famosa Seat verde vecchio modello menzionata dal testimone e forse identificata da nuovi e ulteriori filmati mostrati durante la puntata di “Chi l’ha visto?” trasmessa mercoledì 20 settembre.

Caso Noemi Durini: il mistero della seconda auto

Pur precisando che si tratta sempre e comunque di supposizioni in quanto le immagini, non propriamente nitide, non permettono di identificare al meglio le due autovetture, si cerca di ricostruire attraverso alcuni fotogrammi il passaggio di due macchine lungo la statale 275, strada che passa da Specchia ed Alessano.

 

Sono le ore 5:16 ed una vettura, forse una Seat, proveniente da Alessano entra nel parcheggio di un supermercato chiaramente chiuso. Due minuti dopo, alle ore 5:18, passa quella che sembra essere una Fiat Cinquecento che procede in direzione di Specchia.

Ore 5:48, ossia 30 minuti dopo quel primo passaggio, sopraggiungono due auto che provengono da Specchia e si dirigono in direzione di Alessano, si presume siano la Cinquecento e la Seat.

 

 

 

 

Il filmato è ora al vaglio degli inquirenti che lavorano al caso Noemi Durini, le indagini sono perlopiù concentrate sugli orari che potrebbero combaciare con l’allontanamento da casa della giovane.

 

Intanto il fidanzato di Noemi, reo confesso, che si trovava nell’Istituto minorile penale di Bari è stato trasferito a quello di Quartucciu, in provincia di Cagliari, dove riceverà adeguate cure mediche essendo stato definito dal gip un “ragazzo con un’organizzazione borderline della personalità con capacità intellettive al limite”.

 

Clicca sull’immagine sottostante per vedere l’intervista a Mattino Cinque del testimone.

Caso Noemi Durini: il mistero della seconda auto

 

Fonte: Ansa

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