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Pelle in gravidanza: sintomi e consigli per le mamme

Come cambia il corpo di una donna in dolce attesa? Si possono notare i cambiamenti di una futura mamma osservando la pelle in gravidanza. Ecco cosa succede:

Carla Gozzer

di Carla Gozzer

21 Febbraio 2018

La cute di una futura mamma va incontro a diversi cambiamenti: alcuni sono positivi e rendono la pelle in gravidanza meravigliosa, altri invece possono essere fonte di disagio per la donna in dolce attesa, altri ancora possono essere segnali di pericolo.

 

Pelle in gravidanza e i capelli: perché sono più belli.

 
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Durante la gestazione la pelle delle mamme in attesa appare più bella, più luminosa e più lucida. Questo evento viene chiamato “bagliore della gravidanza” ed é dovuto agli ormoni in circolo che fanno aumentare la circolazione sanguigna: la pelle è più ossigenata, più rosea e più sana. Gli ormoni stimolano anche le ghiandole che producono il sebo: questo rende la pelle in gravidanza più lucida e quindi ancora più luminosa. Può capitare che la pelle del viso venga percepita eccessivamente unta dalla futura mamma che può rivolgersi a un dermatologo o al ginecologo per confrontarsi sul modo più giusto per affrontare questo piccolo inconveniente.

 

Anche i capelli, che sono annessi cutanei, risentono degli ormoni prodotti in questo periodo speciale. Infatti viene rallentato il loro ciclo di vita e di rinnovamento e i capelli entrano in una fase di riposo per cui cadono di meno e la capigliatura appare più folta, bella e lucida. Alcune settimane dopo il parto i capelli riprendono il loro ciclo normale: si percepisce una maggiore perdita dei capelli nota come telogen effluvium o defluvium post-partum. È un processo transitorio che può durare anche diversi mesi alla fine del quale i capelli tornano come prima della gravidanza.

Purtroppo, in alcune donne, l’effetto degli ormoni aumenta anche la peluria in zone come il viso o il petto. Anche questo é un evento transitorio che passa dopo un paio di mesi dalla nascita del bambino.

 

I segni sulla pelle in gravidanza: le smagliature e fibromi penduli

 

Sulla pelle in gravidanza possono comparire le smagliature, che non sono pericolose ma possono essere fonte di forte disagio per la neomamma. Le smagliature sono chiamate anche strie distensae gravidarum e sono delle vere e proprie ferite nel derma, ovvero nello strato più profondo della pelle. Inizialmente appaiono rosse e possono prudere, poi successivamente si schiariscono e diventano molto chiare come delle cicatrici. Possono comparire più facilmente sul seno o sulla pelle di pancia e fianchi.

 

Per evitarle é importante fare attenzione a non aumentare eccessivamente di peso e a mantenere idratata la pelle. È possibile fare massaggi sulle zone a rischio con creme idratanti ed elasticizzanti, ma Vita da Mamma ricorda che bisogna sempre confrontarsi con il proprio medico sui prodotti più adatti: alcune creme infatti contengono molecole come i retinoidi che sono vietati durante la gravidanza perché dannosi per il bambino!

 
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Sulla pelle in gravidanza inoltre possono formarsi delle piccole escrescenze di 2-5 mm, i fibromi penduli, che compaiono prevalentemente nella zona del collo, delle ascelle o sul seno, in genere in quelle zone soggette a irritazione meccanica. A volte possono essere un po’ più scuri del resto della cute. Normalmente sono riassorbiti spontaneamente dopo il parto, ma se questo non avviene è possibile farli rimuovere facilmente da un dermatologo.

 

La pelle in gravidanza e la pigmentazione.

 

Anche il colore della pelle in gravidanza subisce dei cambiamenti dovuti agli ormoni, in particolare l’ormone melanotropo (MSH), che stimola la produzione di melanina. A causa dell’MSH,  lentiggini e cicatrici recenti potrebbero scurirsi.

 

Una complicazione meno nota a cui può andare incontro la pelle del viso è la cosiddetta “maschera della gravidanza“, chiamata anche cloasma o, più in generale, melasma. Si presenta come delle macchie più scure sul viso, sotto al naso, sulle tempie o sulla fronte dovute a un accumulo di melanina in queste zone. Dopo il parto in genere questa pigmentazione più intensa potrebbe diminuire tendendo a sbiadire nell’arco di diversi mesi, ma può anche non scomparire del tutto. Per evitare danni da iperpigmentazione, cioè da un eccesso di melanina, bisogna usare sempre una forte protezione solare ed evitare lunghe esposizioni al sole, specialmente se altri componenti della famiglia hanno già avuto a che fare con il cloasma.

 

Inoltre nel periodo della dolce attesa bisogna monitorare attentamente i propri nei e comunicare al medico qualunque cambiamento, perché il melanoma che può insorgere durante la gravidanza è molto aggressivo!

 
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I cambiamenti della pelle in gravidanza sono dovuti anche ai cambiamenti immunologici che avvengono quando il sistema immunitario si riorganizza per preparare la mamma alla nuova nascita e per evitare che il corpo della gestante possa rigettare il nascituro impedendo il proseguimento della gravidanza. Questa nova riorganizzazione porta degli effetti anche sulla pelle in gravidanza, migliorando l’acne o la psoriasi, ma facendo peggiorare malattie come il lupus eritematoso o il melanoma.

Bisogna però considerare che la pelle in gravidanza produce più sebo e in alcuni casi questo potrebbe portare un peggioramento dell’acne, anche molto fastidioso.

 

La pelle in gravidanza e la circolazione sanguigna.

 

La crescita del bambino pesa sulle grandi vene che si trovano nella parte posteriore dell’addome e rendono più difficoltoso il ritorno del sangue al cuore. Questo processo appesantisce le gambe e, quando unito a uno stile di vita molto sedentario o a tempi prolungati in cui si sta in piedi, può provocare la comparsa di vene varicose sulle gambe della mamma.

Camminare può aiutare a ridurre questo rischio così come anche usare calze speciali progettate per aiutare la circolazione in questo periodo molto faticoso. Inoltre chi ha casi in famiglia di vene varicose o altri problemi alle vene potrebbe essere maggiormente a rischio e dovrebbe confrontarsi con il proprio medico per adottare tutti gli accorgimenti di prevenzione possibili.

 

Sulla pelle in gravidanza potrebbero anche comparire delle “vene a ragno”: dei piccoli vasi che si sono dilatati e si presentano a raggiera da un punto centrale. Possono essere sul viso, sul petto o in altre sedi e in genere scompaiono da soli o si schiariscono dopo il parto.

 

Il prurito della pelle in gravidanza può essere un segnale molto importante.

 

Tra le conseguenze fisiologiche, una neomamma può sentire prurito sulla pancia o in altre zone del corpo. Può essere fisiologico e spesso è causato dallo stiramento dei vari strati della cute oppure da una scarsa idratazione della pelle in gravidanza . È importante bere tanto e mangiare cibi sani, evitando i piatti troppo conditi o troppo salati. È  possibile anche usare delle creme o delle lozioni che possono lenire il prurito.

Il prurito può essere anche il segnale di cause più gravi che potrebbero avere ripercussioni sul nascituro.  L’herpes gestationis, per esempio, è una malattia autoimmune piuttosto rara (un caso su 5.000-50.000) che si presenta con bolle e vesciche che danno un prurito intenso, molto simili a quelle della varicella. Spesso partono dall’ombelico e si irradiano in tutta la pancia, ma possono comparire anche nel resto del corpo o sul viso.

 

Nel cosiddetto prurito gravidico, anche chiamato colestasi gravidica, vi è una concentrazione eccessiva nel sangue di acidi biliari, ma anche di aminotransferasi, bilirubina, fosfatasi alcalina e gamma-GT. Il prurito interessa le gambe, le piante dei piedi o i palmi delle mani e si può manifestare dal secondo trimestre di gravidanza in poi. Colpisce lo 0,5-1,5% delle future mamme di origine europea. Può essere seguito dalla comparsa di puntini rossi sulla pelle. Se non trattato, ha conseguenze molto gravi per il nascituro, dalla nascita pretermine alla morte.

 

Quando si soffre di prurito sulla pelle in gravidanza, e in particolar modo se ci si accorge di vesciche, pomfi o papule pruriginosi, è bene avere un confronto con il proprio medico di fiducia che valuterà come sia più opportuno agire per evitare il fastidio ed eventuali danni e rendere più sereno possibile questo periodo speciale della vita di una donna.

 
Perché il prurito intenso in gravidanza non deve mai essere ignorato
 
 
 
 

Fonte immagini Ingimage con licenza d’uso ID: 02G55009 – 02J83781

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