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Gravidanza: C come

Licia

di Mamma Licia

29 Giugno 2010

Calo fisiologico del neonato: Il calo di peso, circa il 10% del peso alla nascita, è dovuto essenzialmente all’espulsione del meconio ed alla diversa alimentazione nei primi giorni di vita. Di solito, entro 5-10 giorni, si recupera tale perdita iniziando la sua normale crescita.
Canale del parto: Canale che attraversa il collo dell’utero: inizia in vagina con l’orificio uterino esterno e dopo due-tre centimetri termina, all’inizio della cavità endometriale, con l’orificio uterino interno. E’ il settore dell’utero che deve andare incontro alla dilatazione per permettere la discesa del feto.


Candida: Fungo che normalmente vive nel canale vaginale e la cui presenza in un’alta concentrazione può dare vita ad una patologia, detta micosi, con perdite biancastre evidenti e prurito. In gravidanza le vaginiti da candida non sono rare.
Capezzoli piatti o retratti: Anomalia anatomica che può dare difficoltà nell’allattamento al seno, risolvibile con appositi dispositivi “tira capezzoli”, o con esercizi giornalieri effettuati con le dita sui capezzoli per aumentarne la sporgenza.
Cardiotocografia: Monitoraggio cardiaco fetale.
Cariotipo (esame del cariotipo): Lo studio del numero e delle caratteristiche morfologiche dei cromosomi, che può essere eseguito su tutti i tipi di cellule ma solitamente lo si esegue su alcune cellule del sangue (leucociti o globuli bianchi), quando si sospetta un’alterazione del corredo cromosomico. Il cariotipo, in specifico il patrimonio cromosomico (genoma), è depositario dei geni ereditari. Per eseguire il cariotipo fetale si prelevano le cellule o dal liquido amniotico (amniocentesi) o dai villi coriali (villocentesi) o dal sangue fetale recuperato dal cordone ombelicale (cordocentesi).

Cellule staminali: Elementi che sono i precursori indifferenziati (cioè i progenitori) dei globuli rossi, dei globuli bianchi e delle piastrine. Sono presenti nel midollo osseo e anche nel sangue del cordone ombelicale.
Cerchiaggio cervicale: Piccolo intervento chirurgico che può essere eseguito al, o dopo il, terzo mese di gravidanza quando il canale cervicale tende ad aprirsi (incontinenza cervicale) provocando un possibile aborto. Si usano, per eseguirlo, materiali sintetici non riassorbibili, che vengono rimossi solo poco prima del travaglio.
Cervice: Vedi Collo dell’utero.


Cistite: Infezione della vescica, che si manifesta con dolore al basso ventre, stimolo frequente di urinare e bruciore mentre si urina. Favoriscono questo disturbo i cambiamenti ormonali che abbassano le difese dalle infezioni nelle vie urinarie e i cambiamenti fisici, generalmente tra il quinto e il sesto mese di gravidanza, dal momento che l’utero ingrossato preme sulla vescica.
Citomegalovirus: Il test per evidenziare la presenza del citomegalovirus (CMV) è molto importante in quanto esso è un agente microbiologico trasmettibile dalla madre portatrice sana al feto, oltre che attraverso la placenta anche al momento del parto con le secrezioni uterine; è uno dei virus che causa più frequenti problematiche sia durante la gravidanza che dopo il parto. Per tale motivo i controlli per l’infezione da tale virus, se riscontrato, sono periodici sulla madre durante la gravidanza e sul bambino durante i primi mesi di vita.
Clamidia: Infezione vaginale che si presenta con secrezioni atipiche e dolore nella parte basse dell’addome; a volte è asintomatica, si trasmette con i rapporti sessuali e può associarsi a rischio di gravidanza ectopica. Dopo averla diagnosticata con un test di laboratorio si cura con antibiotici; può causare aborti e parti prematuri e se non curata può contagiare il neonato durante il parto, causando infezioni oculari o polmoniti.
Clistere: Serve per liberare il retto dalle feci e in genere viene praticato di routine al momento del ricovero in ospedale per il parto. Durante le spinte del parto infatti, può accadere che lo sforzo determini anche l’evacuazione, fatto considerato normale dai medici ma che il solo pensiero imbarazza molto la donna incinta. Lo scopo del clistere è appunto quello di evitare l’evacuazione durante il periodo espulsivo, per non avere ostacoli alla progressione della presentazione fetale.
Cloasma gravidico: Pigmentazione cutanea a chiazze giallo scuro o brunastre, che compare solitamente sul viso delle donne in gravidanza. Tale colorazione si accentua con l’esposizione al sole e, nella maggior parte dei casi, scompare dopo il parto. Può comunque ripresentarsi durante l’assunzione di contraccettivi orali (pillola).
Colica: Contrazione della muscolatura liscia di un organo cavo, solitamente accompagnata da forti dolori. Spesso presente anche in gravidanza si distingue in: colica biliare, con dolori violenti nella zona superiore destra dell’addome, che si spostano posteriormente verso la spalla; colica renale localizzata nella regione lombare che s’irradia verso i genitali; colica intestinale dovuta a spasmi della parete intestinale; colica appendicolare che accompagna un attacco acuto di appendicite.
Collo dell’utero: Parte inferiore dell’utero, ovvero dell’organo cavo situato nella cavità pelvica femminile. Più piccolo della parte superiore dell’utero, detta corpo dell’utero, ha forma cilindrica e gli fa seguito, in basso, la vagina che lo collega con l’esterno.
Colposcopia: Esame visivo diretto della vagina e del collo dell’utero. Esame effettuato con opportuna strumentazione ottica (colposcopio) per valutare il collo dell’utero e le pareti vaginali, in particolare in seguito al riscontro di anomalie segnalate dal Pap-test.
Congedo di maternità: Vedi Astensione dal lavoro.
Congestione nasale: E’ uno dei disturbi che possono manifestarsi durante la gravidanza. La gestante si sente il naso chiuso, a volte accompagnato anche da una sensazione di secchezza, e possono verificarsi delle piccole emorragie. E’ dovuto all’ispessimento di tutte le membrane del corpo (in questo caso di quelle delle mucose nasali) provocato dall’aumento di estrogeni. Il rimedio in genere consiste nell’inalazione di vapore (da un contenitore in cui sarà versata dell’acqua bollente) oppure nell’uso di una soluzione fisiologica per inumidire le narici.
Contrazioni uterine: Tecnicamente si tratta di un accorciamento attivo delle fibre muscolari uterine. Durante la gravidanza ci sono differenti tipi di contrazioni. Le prime a comparire sono degli isolati spasmi dell’utero che si manifestano in genere negli ultimi due mesi. A differenza dalle contrazioni che preparano al parto, sono meno dolorose e sono simili ai dolori mestruali. Tali contrazioni sono dette di Braxton-Hicks e vengono spesso chiamate false contrazioni, o addirittura falso travaglio, in quanto non efficaci per il parto. Tali contrazioni, però, sono utili e necessarie per preparare il collo dell’utero in attesa del travaglio. Le contrazioni irregolari che si presentano durante le due ultime settimane di gravidanza sono dette anche di abbassamento, in quanto grazie ad esse la parte finale dell’utero si abbassa. Le contrazioni del travaglio sono delle contrazioni ritmiche atte ad iniziare la fase di dilatazione del collo dell’utero. Vi sono poi le contrazioni del periodo espulsivo che permettono di far passare il feto lungo il canale del parto e le contrazioni di secondamento necessarie per il distacco e la fuoriuscita della placenta e dell’espulsione del cordone ombelicale. Infine ci sono le contrazioni post parto che bloccano la perdita di sangue dovuta al distacco della placenta.
Coombs (Test di Coombs): A questo test viene sottoposta solo l’aspirante mamma che all’analisi del gruppo sanguigno del fattore Rh è risultata possedere un Rh negative (Rh-) ovvero con assenza dell’anticorpo Rhesus nel sangue. Il test di Coombs serve a dosare la presenza nel suo sangue di anticorpi contro Rh positivo e a valutare indirettamente il rischio di “rigetto” di un feto con tale caratteristica nei globuli rossi.
Cordocentesi: Prelievo di un campione di sangue fetale dal cordone ombelicale. Si effettua sotto diretto controllo ecografico, a partire dalla fine del terzo mese sin quasi al termine della gravidanza. Il sangue prelevato viene sottoposto allo studio del cariotipo fetale e alla ricerca di segni di infezioni.
Cordone ombelicale: Struttura simile ad una fune che mette in collegamento la placenta all’addome del feto. Il cordone ombelicale, lungo in media 50 cm, è formato da due arterie ( che portano il sangue non ossigenato dal feto alla placenta) e da una vena (che porta il sangue ossigenato dalla placenta al feto). Questi tre vasi sanguigni sono circondati da una sostanza gelatinosa, detta gelatina di Wharton, a sua volta rivestita da una membrana. Il sangue del cordone ombelicale è ricco di cellule staminali che sono in grado di “colonizzare” il midollo osseo e riprodursi, dando origine a diversi elementi del sangue. In numerose strutture ospedaliere è possibile donare il proprio cordone ombelicale che sarà utilizzato nella cura di varie malattie del sangue come le leucemie, in sostituzione di un trapianto di midollo osseo (il tessuto contenuto all’interno di alcune ossa, deputato alla formazione delle cellule che compongono il nostro sangue).
Corion: Tessuto membranoso esterno che avvolge il feto mentre si sviluppa la placenta.


Corso di preparazione al parto: Corsi organizzati sia da strutture pubbliche (ospedali e consultori) sia da centri privati, e di solito sono suddivisi in una parte teorica ed una pratica. La parte teorica è gestita in genere da ginecologo, ostetrica, pediatra e puericultrice, che danno informazioni sugli argomenti di propria competenza, a partire dall’evoluzione della gravidanza fino alle prime cure prestate alla nascita del bambino e nei primi giorni dopo la nascita. Nella parte pratica, invece, si insegnano alla futura mamma le tecniche per affrontare nel modo più adatto le varie fasi del travaglio e del parto, aiutandola ad alleviare la tensione fisica ed emotiva. La tecnica più comune è il Training autogeno respiratorio, seguita da Yoga prenatale e Stretching, utilizzati in genere in vista di un parto attivo. Nei corsi forniti da centri privati ci si può sottoporre anche a sedute di agopuntura. In alcuni corsi, inoltre, è presente anche la figura della psicologo, importante per dar vita a discussioni e momenti di riflessioni sui vari aspetti della gravidanza e del parto. Anche il partner può partecipare a tali corsi, soprattutto se ha intenzione di entrare con la donna in sala parto.
Crampi: Sono molto comuni in gravidanza, e sono causati da un’assunzione non equilibrata di vitamina B6 e di alcuni minerali (magnesio, potassio, fosforo, calcio); si manifestano improvvisamente con forti dolori a gambe e piedi, in special modo durante la notte.

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