Questo sito contribuisce
all'audience di

 

Seguici:

Sculacciate psicologia: ecco perchè è meglio farne a meno

Le sculacciate non servono a educare i bambini, non producono un effetto benefico sulla crescita dei figli, ma rappresentano la reazione violenta alla rabbia. Ceffoni e botte ingenerano nei bambini mortificazione, opposizione all'adulto, stress e rancore.

Federica Federico

di Federica Federico

25 Settembre 2018

Tutte le azioni hanno una ricaduta, non solo materiale ma anche emotiva, soprattutto hanno un peso emozionale specifico le azioni educative. Sebbene la pedagogia contemporanea si sforzi di ispirare i genitori al dialogo con i figli, ci sono ancora mamme, papà e persino nonni che trovano nelle sculacciate e negli schiaffi una risposta al bisogno di “mettere in riga i bimbi e i ragazzi”.

 

Quando serve serve,

 

uno schiaffo non ha mai ucciso nessuno,

 

se supera il limite una bella sculacciata è necessaria,

 

io sono cresciuta a schiaffoni e sculacciate e sono bene educata.

 

Sono queste alcune delle tipiche risposte\giustificazioni addotte da chi usa educare con lo strumento delle punizioni corporali.

sculacciate, a cosa servono

Sculacciate psicologia: cosa scatta nella mente dell’adulto.

 

C’è sempre uno stato emotivo che giustifica il nostro agire. Nello specifico, l’adulto che picchia (sculaccia o libera uno schiaffo contro il figlio) altro non fa che rispondere alla propria rabbia:

 

nel momento in cui picchia, il genitore sta cercando una soluzione radicale capace di azzerare velocemente la fonte dello stress.

 

Comunemente la sculacciata o il ceffone mettono a tacere i capricci dei bambini, perchè?

 

Il perché è presto spiegato: l’adulto che agisce picchiando mette in campo un atto di violenza a cui il bimbo (già solo per inferiorità fisica, oltre che psicologica) non può opporsi. 

 

Tale reazione violenta – sia essa proveniente da mamma o papà – ingenera nel bambino una paura ingestibile e irrefrenabile, persino irragionevole:

 

il bambino prova dolore, è mortificato, non si sente né compreso né amato, accusa il rifiuto del genitore e lo sente distante.

 

Tutte queste emozioni insieme creano un sentimento di opposizione e chiusura inducendo, in prima battuta, il bimbo al silenzio.

 

Dal punto di vista concreto, il bimbo picchiato cessa il comportamento sbagliato, questo è un fatto oggettivo. Tuttavia bisognerebbe guardare ben oltre questa pace apparente che in sé non dimostra che il piccolo abbia compreso il suo errore. Facilmente quello stesso errore sarà ripetuto ancora e ancora dal medesimo bambino, forse il genitore gli ricorderà le botte ricevute e gli dirà: “Non hai capito niente!”

Ed è proprio vero: il bambino picchiato non può decodificare l’errore e correggerlo perchè il suo cuore e il suo cervello sono troppo impegnanti a reagire al dolore (quello fisico e quello emotivo).

Il figlio sculacciato o schiaffeggiato  smette di “fare il cattivo” perché asseconda l’adulto più forte e fa in modo di evitare a se stesso altro dolore (fisico e morale).

 

Viste così le sculacciate sono una facile scappatoia per mamma e papà. In sintesi sculacciare è una reazione a catena che si può esprimere così:

 

“Ti picchio, tu stai zitto, io mi sfogo e poi ti educherò … in un altro momento!”

 

Sculacciate psicologia: cosa scatta nella mente del bambino.

 

La reazione del bambino alla sculacciata è duplice:

 

  • da un lato il figlio prova dolore e si mortifica sino al punto di sentirsi responsabile della rabbia del genitore;
  • d’altro canto  lo stesso bambino riflette sul modo in cui l’adulto risolve i problemi e apprende che la violenza e la legge del più forte sono strumenti di risoluzione delle controversi.

Il figlio picchiato capisce che il genitori risolve i problemi con le botte. Sintetizzando l’agire dell’adulto il bambino intende che quando le parole finiscono si può ricorrere alle mani, è persino possibile che metta in pratica questo comportamento nel confronto con gli altri.
educazione punitiva : botte e sculacciate

Sculacciate psicologia: le botte sono una perfetta educazione alla violenza e allontanano genitori e figli.

 

In definitiva il bimbo sculacciato o schiaffeggiato blocca il comportamento sgradito all’adulto ma non comprende l’errore ne è messo in condizione di rifletterci, è impietrito dalla paura che il genitore ha scatenato in lui e recepisce un solo messaggio: la violenza.

 

Se la violenza è il messaggio educativo che risulta dalle botte, è facile credere che il bambino diventerà un adolescente oppositivo e taciturno perché non è stato educato al dialogo.

 

Più botte ci sono in una famiglia meno parole mettono in comunicazione genitori e figli.

 

Se la mamma o il papà che picchiano pensano di fare del bene, probabilmente stanno trascurando il messaggio sotteso alle sculacciate e allo schiaffo, ovvero la violenza.

 

La violenza è un vortice che coinvolge facilmente gli atteggiamenti del vivere comune. Il bimbo picchiato per fini educativi può reagire diventando chiuso, scortese, scostumato. Ogni volta che adopererà un atteggiamento simile, il bimbo entrerà in aperto contrasto con l’adulto e lo farà volontariamente come per ricambiare quel senso di rifiuto e distacco che ha ricevuto dal genitore insieme alla violenza.

 

La rivista di psicologia “L’ABC della Psicologia dei bambini” , proprio in un articolo dedicato all’educazione punitiva, esprime un giudizio non secondario sulle sculacciate: le botte tolgono ai bambini l’empatia, uno degli istinti più puri e importanti dell’essere fanciullo.

 


Fonte immagini it.123rf.com. ID Immagini: 45880387; 93472213.

Leggi anche

Seguici