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Cause dei malanni di stagione: il freddo non fa ammalare i bambini

Il freddo non è tra le cause dei malanni di stagione, quantomeno non è imputabile l'ordinario freddo stagionale. Perciò i bambini sono liberi di uscire! Fa più male il caldo, soprattutto quello eccessivo e indotto nell'aria di ambienti promiscui, chiusi e non arieggiati.

Federica Federico

di Federica Federico

20 Novembre 2018

La stagione fredda ingenera in noi mamme non poca apprensione, ciò che ci fa più paura è il freddo e l’umidità perché siamo convinte che siano le cause dei malanni di stagione.

 

Non prendere freddo, altrimenti ti verrà la febbre“; “Copriti le orecchie, fa freddo“; “Metti la sciarpa, altrimenti ti ritroverai col mal di gola“; “Ha la tosse, ieri ha preso troppo freddo“, questi, in sintesi, alcuni dei più comuni convincimenti dei genitori.

cause dei malanni di stagione, influenza e virus

Le cause dei malanni di stagione non sono né il freddo né l’umidità.

 

Il parere di medici, dei biologi epidemiologici e dei virologi è certo e confortante: i genitori dovrebbero smetterla di aver paura  del freddo, non è l’aria pungente della stagione fredda a far ammalare i bambini. Ovviamente purchè l’esposizione al freddo sia quella comune e ordinaria.

 

Il freddo è più che innocente, in sé è persino un buon alleato contro la diffusione di virus e batteri: è scientificamente dimostrato che arieggiare ambienti promiscui chiusi (come le aule dell’asilo), raffreddando l’aria, contribuisce a uccidere diversi patogeni che proliferano negli ambienti caldi e muoiono con l’abbassamento delle temperature.

 

Le cause dei malanni di stagione: bambini, alimentazione, prevenzione, scuola e promiscuità.

 

Tenere i bambini troppo al caldo non fa bene alla loro salute, all’opposto è bene che gli ambienti frequentati dai più piccini siano puliti e arieggiati con costanza e attenzione.

 

Il caldo, soprattutto le alte temperature climatizzate (cioè ottenute meccanicamente col riscaldamento degli ambienti), aiuta il proliferare di virus e batteri che diventano, così, più attivi e aggressivi. E’ datata già 2012 una ricerca del Virginia Tech di Blacksburg (Usa) relativa alla dinamica della trasmissione aerea del virus dell’influenza:

 

fare entrare aria fresca negli ambienti chiusi abbassa la concentrazione di virus e batteri in pochi minuti.

 

I ricercatori  si sono concentrati sulla dinamica di trasmissione del virus inter-ospite; partendo dal presupposto che il contagio del virus è veicolato dalle goccioline di saliva e muco infette, i ricercatori ne hanno valutato le dinamiche di propagazione in un centro medico, in un asilo e in un aereo. La promiscuità e il calore sono svantaggiosi per la salute umana, ma, laddove possibile, possono essere vinti con azioni banali, come aprire le finestre.

 

Il caldo meccanico, inoltre, secca l’aria, a tutto danno delle mucose delle vie respiratorie. Pertanto, per evitare che i bambini si ammalino, non va trascurata l’umidificazione dell’aria, l’abbassamento complessivo della temperatura, l’areazione degli ambienti e la pulizia del nasino.

 

Più che infagottare il bambino, che invece non dovrebbe mai essere troppo appesantito dai vestiti, è buon norma mantenerne pulite le narici.

 

Un eccessivo calore degli ambienti domestici o di quelli chiusi, genericamente abitati dal bambino, espone il piccolo anche al pericolo del cosiddetto “colpo di freddo“, ovvero lo choc termico determinato da un eccessivo sbalzo di temperatura tra l’ambiente interno e quello esterno. Gli choc termici alterano l’equilibrio di termoregolazione del corpo innescando uno stress fisico debilitante, a lungo andare capace persino di abbassare le difese immunitarie.

cause dei malanni di stagione e eccessivo caldo in casa

L’eccessivo caldo climatizzato è una delle cause dei malanni di stagione – a casa, come a scuola, quanti gradi di temperatura dovrebbero esserci per stare bene e tutelare la salute dei bambini?

 

In una massima approssimazione possiamo dire, senza paura di commettere errori, che la temperatura non dovrebbe superare i 22° di giorno, poco meno di notte.

 

I bambini non dovrebbero sudare, il sudore intrappolato tra la pelle e gli indumenti non è salutare. 

 

La prima causa del sudore invernale non è la vivacità di tuoi figlio, bensì i troppi vestiti che gli carichi addosso per proteggerlo dalla minaccia del freddo.

 

Per i loro bambini le mamme dovrebbero prediligere un abbigliamento non pesante, a strati (soprattuto quando si esce e\o si preveda di frequentare più ambienti diversi in uno stesso lasso di tempo). E’ buona norma utilizzare tessuti traspiranti e controllare spesso che il bimbo non abbia caldo.

 

Non tutte le madri sanno che manine e piedini non fanno granché testo nella valutazione della temperatura cruore del bambino piccolissimo, ovvero del neonato: i bambini nei primi mesi di vita hanno tipicamente meni e piedi freddi, tuttavia ciò non toglie che la temperatura corporea complessiva possa salire fino a farli sudare. Pertanto il loro calore corporeo non va valutato toccando mani e piedi,  è più attendibile la zona della nuca e\o del collo, se il bambino è seduto toccatelo, con le mani a temperatura ambiente, proprio dietro al collo.

 

Se colo e\o nuca sono umidi di sudore è indubitabile, allora, che il bambino vada alleggerito  di qualche indumento o che la climatizzazione della stanza vada abbassata.

 

Per proteggerlo da virus e batteri è persino bene che il bambino esca: chiudere i bimbi in casa non li preserva dai malanni di stagione.

 

Privilegiate le passeggiate in zone con poco traffico, alberate o sul mare, possibilmente evitate aree trafficate o inquinate. Per proteggere il bambino dal vento usate sciarpa e cappello ma senza appesantirlo troppo, nella carrozzina la cappottina alzata è una protezione sufficiente contro il vento, mentre per i passeggini esistono apposite coperture anti-vento.

 


Fonte immagini 123RF – Immagine di copertina diritto d’autore: evgenyatamanenko / 123RF Archivio Fotografico

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