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Bambina suicida in Messico: “Volevi non fossi mai nata”

Bambina suicida in Messico, lascia una lettera straziante alla sua mamma: "volevi non fossi mai nata, così mi suicido per renderti felice", questo il sunto del suo enorme dolore.

Federica Federico

di Federica Federico

12 Gennaio 2019

Quando pensiamo un bambino vediamo futuro, spensieratezza, aspirazioni, insomma l’oltre che scavalca l’oggi perché è così che dovrebbe essere, ovvero un bambino dovrebbe vivere di sogni. Dal Messico arriva, invece, una disperata storia di sofferenza e solitudine: una bambina si è tolta la vita finendo suicida perché ha creduto nel profondo del suo cuore di essere la causa della sofferenza della mamma.

 

bambina morta suicida

Fonte immagine 123RF con licenza d’uso – ID Immagine : 45803552

 

Bambina suicida in Messico, è morta impiccata lasciando una lettera

 

Le parole che questa bimba ha lasciato come eredità del suo dolore sembrano dettate da un profondo senso di abbandono misto a colpa, lei stessa, 10 anni appena, presenta il suo suicidio come un regalo per la mamma.

 

Il suicidio è stato il “regalo che ha voluto fare a sua madre” nel giorno dell’epifania credendo di poterla liberare da ogni dolore, immaginando di essere la causa di ogni male familiare e dell’allontanamento del padre.

 

Mi hai sempre detto che volevi non fossi mai nata, ti accontenterò.

 

Queste alcune delle parole lasciate su un foglio di carta nel giorno dei Three Kings Day o El Dia de Reyes, l’equivalente della nostra epifania. Nel giorno di questa festa popolare, ovvero il 6 gennaio, le famiglie messicane si scambiano doni, Evelyn Nicole N. ne ha fatto a sua madre uno terribilmente doloroso e irreparabile: si è tolta la vita con una corda al collo.

 

La bambina suicida in Messico si accollava la colpa della separazione tra i genitori e con essa del dolore della mamma, nessuno si era accorto della sua sofferenza?

 

Sono io il motivo per cui papà è andato via di casa“, è in queste parole che gli inquirenti hanno rintracciato il movente dell’atto dolorosissimo.

 

Fonti internazionali riconducono un immagine alla tragedia della bambina suicida in Messico: è un foglio scritto a penna dove (dalla foto) si riconosce solo fa parola feliz, cioè felice, eppure, stando a quanto la stessa stampa riporta del contenuto della lettera, nulla è felice in questa vicenda.

 

bambina suicida in messico

Bambina suicida in Messico, lascia una lettera -Fonte immagine TheSun

 

Cari Tre Re, voglio solo chiederti che mia madre possa essere la donna più felice del mondo dopo che non sarò più qui, sono solo un dolore e una rovina nella sua vita sin da quando sono nata, perché sono io il motivo per cui mio padre ha lasciato la nostra casa.

 

Voglio chiedere a mia madre di essere calma, di non lavorare molto, il regalo migliore che posso chiedere è la sua felicità, spero che un giorno ti ricorderai di me e, in cielo, finalmente mi abbraccerai.

 

Penso che il miglior regalo dei Tre Re per te sia se mi uccido, come mi hai sempre detto: “Vorrei che tu non fossi mai nata“. 

 

Ti amo così tanto, mamma, so che i Tre Re non esistono ma ti do questo grande regalo.”

 

Questi alcuni passaggi della lettera come resi noti dalle fonti.

 

I figli, al di là di queste situazioni estreme, ci lanciano sempre dei segnali e non restano mai estranei alle situazioni domestiche, ai problemi economici e agli squilibri di coppia, pertanto, al di là di una preghiera doverosa per quest’anima sola e disperata, va fatta certamente una riflessione sul perché noi adulti, genitori, zii, educatori o amici, riusciamo a rimanere così sordi e ciechi dinnanzi ai segnali che il i piccoli ci trasmettono con tutta la loro forza.

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