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Pedofilia: come spiegare al bambino chi è un pedofilo

Simona

di Mamma Simona

01 Settembre 2010

PARLARGLI DI PEDOFILIA….

Il pedofilo è un adulto o adolescente con una sessualità disturbata, attratto dai bambini cerca di sedurli (= condurli a sè) per ottenere una soddisfazione sessuale. L’atteggiamento del pedofilo può essere finalizzato a dare o esigere carezze, esigere nudità, a volte si spinge fino alla violenza sessuale.

E’ importantissimo insegnare al bambino la differenza tra un rapporto sessuale d’amore tra due adulti e il sesso praticato illegalmente da alcune persone che hanno bisogno di fare del male ai bambini per un loro piacere fisico.

Insegnamo al nostro bimbo che nessun adulto deve pretendere da lui di mantenere un segreto. Mantenere un segreto è un patto fra bimbi coetanei, un gioco. La rivelazione dell’adulto al bambino non và nascosta poichè se innocua non c’è alcun motivo di celarla, tanto più se invece ha un contenuto pesante.

Il bambino deve sapere che l’adulto è sempre pronto ad ascoltarlo e mai giudicarlo, deve sentirsi libero di parlare.

E’ giusto dire al bambino che un pedofilo può essere anche un conoscente, un amico, il bambino se ne stupirà. Dobbiamo tranquillizzarlo dicendo lui che il nostro obbiettivo non è spaventarlo ma informarlo. Mentre parliamo a nostro figlio stiamo calme, come se parlassimo dei Pokemon, e non facciamoci prendere dall’angoscia.

E’ importante informare il bambino su cosa fare se mai dovesse trovarsi in situazioni delicate. Tutti ci auguriamo non succeda, ma informare il bambino, metterlo a conoscenza fornisce uno strumento in più di reazione.

Se il bambino viene avvicinato per strada da una persona che non conosce, deve usare prudenza e sospetto, non andare in un posto a lui sconosciuto, piuttosto entrare in un negozio e spiegare che è seguito da qualcuno che gli mette paura, chiedendo di chiamare la mamma. Se possibile rivolgersi alle forze dell’ordine.

Se ad avvicinarlo è qualcuno che conosce, ricordategli che ha il diritto di dire di “no”, se lo ritiene può scappare, e deve avvisarvi.

Se viene a conoscenza che un compagno ha subito delle molestie, deve parlarne subito con i propri genitori. Non deve sentirsi uno “spione”, ma deve sapere che così può evitare che accada ad un altro bambino o riaccada al suo amico.

Come ci accorgiamo se nostro figlio è una vittima di una violenza?

Dai cambiamenti. Il bambino diventa più chiuso e triste. Si nota dell’astio verso alcuni adulti o la ribellione all’idea prospettata di star soli con loro. Potrebbero esserci cambiamenti alimentari, disturbi del sonno, malesseri somatici (mal di pancia, vomito…), calo scolastico, arrivano i primi brutti voti, disinteresse per i compagni o le attività extrascolastiche.

Uno psicoterapeuta in caso di violenze aiuta il bambino nel percorso di elaborazione, và sicuramente consultato.

Non dimenticatevi di denunciare i pedofili, fossero anche vostri parenti, conoscenti, insegnanti, medici o sacerdoti. Sono perseguibili per legge e il senso civico ci deve costringere a fermarli per evitare che perpetuino nei loro atteggiamenti malsani.

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