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Vigile ucciso da un Suv a Milano: rintracciato il veicolo e fermati i presunti colpevoli

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

13 Gennaio 2012

Aveva 42 anni Niccolò Savarino, il vigile che ieri pomeriggio è stato investito ed ucciso da un suv nel parcheggio della stazione Bovisa, situata alla periferia nord di Milano.

L’agente, che stava pattugliando la zona con un collega, ha notato un camper che, parcheggiato in malo modo, non agevolava il passaggio delle altre vetture. I due vigili sono così intervenuti chiedendo all’anziano rom, che si trovava accanto al veicolo, di spostarlo. Nel mentre, ecco arrivare il suv che, intento nella rallentata manovra a causa del poco spazio a disposizione, ha investito l’anziano passandogli sul piede.

Savarino e il collega sono prontamente intervenuti nel fermare il grosso veicolo e, una volta raggiunto (i due erano in bici e quindi agevolati nel passaggio stretto), gli si sono parati davanti intimandolo di fermarsi. Purtroppo non hanno tenuto conto dell’imprevista reazione del guidatore che, anzicchè fermarsi, ha ben pensato di accelerare investendo così l’agente, trascinandolo per oltre 200 metri e lasciando lungo il tragitto di via Varè una scia di sangue.

Una volta dato l’allarme, tutte le forze dell’ordine milanesi accorsi sul luogo, hanno dato il via ad una vera e propria caccia all’uomo mentre, dopo i primi tentativi da parte degli operatori del 118 di rianimare la vittima sul posto e trasportandolo successivamente all’ ospedale Niguarda, alle ore 19.00 ne viene dichiarato il decesso.

Raccolte le testimonianze dei passanti e le immagini delle telecamere di via Bovisa, in tutta Milano si inizia a cercare un Bmw X5 di color grigio metallizzato, di cui gli inquirenti hanno una targa parziale.

Le ricerche proseguono per tutta la notte e, dopo alcuni fermi vanificati dai riscontri negativi effettuati, il veicolo ricercato viene ritrovato alle quattro di questa mattina. Dai primi riscontri effettuati sulla carrozzeria sul luogo del ritrovamento, il Bmw, di color bronzo scuro (scambiato dai testimoni per grigio), presenta tracce ematiche e vernice di colore verde, lo stesso colore della bicicletta della vittima.

Sono inoltre attualmente in stato di fermo i due presunti colpevoli, due rom, etnia sinti, fermati a Ventimiglia. Si ipotizza che stessero tentando la fuga in Francia.

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