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Sarah Scazzi, Sabrina Misseri e Ivano Russo: la gelosia è forse il movente del delitto

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

13 Gennaio 2012

Sarah Scazzi uccisa per Gelosia: Sabrina Misseri voleva l’affetto d’ Ivano che probabilmente nutriva un sentimento, seppure semplicemente amichevole, con la piccola Sarah

L’ omicidio di  Sarah Scazzi, la quindicenne uccisa il 26 agosto 2010 ad Avetrana, paese vicino Taranto, continua ad arricchirsi di colpi di scena quasi come, permettetemi di dirlo, un’ infinita soap opera.

Nel corso della prima udienza del processo, iniziato martedì 10 gennaio, che vede come principali imputate di questo orrendo crimine Sabrina Misseri e Cosima Serrano, rispettivamente cugina e zia della vittima, l’accusa ha identificato l’eccessiva ossessione di Sabrina verso la persona di Ivano Russo, amico intimo di entrambe le ragazze, come unico movente del delitto.

A testimonianza di tale tesi, durante le prossime udienze verranno disposte all’attenzione dei giudici le trascrizioni degli sms che la cugina della vittima aveva inviato all’amico, sms recuperati dagli inquirenti grazie ad una perizia informatica sui cellulari dei ragazzi, vanificando così il gesto di Sabrina che li aveva cancellati poco prima del suo arresto.

Oltre ai messaggi, la perizia ha fatto emergere una foto, un autoscatto, sul cellulare di Ivano, scattata nel maggio del 2010, che ritraeva la giovane vittima in pigiama, cancellata poi all’epoca del delitto. La foto non ritrae Sarah in pose volgari ma, semplicemente, indica una certa familiarità e confidenza con il ragazzo, fatto ritenuto di grande importanza dall’accusa che avvalora la tesi della gelosia come movente.

Intanto l’amico comune delle due cugine è atteso al banco dei testimoni il 17 gennaio, giorno in cui si terrà la seconda udienza del processo nel quale è considerato un teste chiave.

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