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Imparare a cantare, età per iniziare

MammaMichela

di Mamma Michela

15 Febbraio 2012

 a che età si può iniziare a studiare canto? Secondo una ricerca canadese “fare musica” renderebbe i bambini più intelligenti, oltre ad aiutarli a rilassarsi e a migliorare il loro umore.

Per i nostri figli cantare, come anche ballare, sono due azioni del tutto naturali oltre che divertentissime! Possiamo farlo ovunque: in casa mentre facciamo il bagnetto, in macchina per evitare la noia del tragitto oppure ad una festa con gli amichetti e il divertimento sarà moltiplicato.

Ma a che età si può iniziare a studiare canto?

Partiamo dal presupposto che tutti i bambini hanno già dalla nascita una propria predisposizione musicale: la ricerca mostra che i lattanti, già a 2 mesi, riconoscono la voce della madre e quella del padre che gli cantano la ninna nanna, attraverso la differenza tra le due tonalità, perché il ritmo e l’altezza dei suoni sono gli elementi più definiti della musica.

Si chiamano “voci bianche” le voci dei bambini prima della pubertà: in quest’età è buona regola che i vostri figli non cantino brani con estensione troppo elevata, ma musica di facile ascolto come filastrocche con ritornelli che riescono a memorizzare più facilmente.

Per lo studio vero e proprio del canto è bene aspettare lo sviluppo fisico, alcune voci si formano prima, altre dopo, ma la media per il completamento della muta vocale è di 14/16 anni per le femmine e 16 /20 anni per i maschi.

 a che età si può iniziare a studiare canto? La muta vocale è il cambio di voce che avviene in pubertà, causato dallo sviluppo degli organi genitali: a cambiare è soprattutto la voce maschile che scende di circa un’ottava mentre quella femminile varia solo di 2/3 toni. In tale periodo bisogna prestare molta attenzione e affidare i propri figli solo a maestri professionisti, perché se le corde vocali vengono sottoposte a stress troppo forti potrebbero ledersi e causare gravi danni permanenti.

Detto questo i nostri figli hanno diritto alla musica ed hanno diritto anche alla cultura musicale, lasciate che vi accedano presso strutture private o pubbliche che siano. Ma soprattutto, i giovani, hanno diritto attraverso il canto ed i suoni a giocare per potere crescere spensierati e diventare uomini e donne delle prossime generazioni.

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