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Papà disoccupato: crisi economica e depressione

Maria Corbisiero

di Maria Corbisiero

06 Marzo 2012

papà depressoPapà disoccupato diventa depresso? Anche il figlio sarà depresso

Lo attesta uno studio pubblicato sulla rivista Maternal and Child Health Journal e svolto da Michael Weitzman, professore di pediatria e medicina ambientale, il quale, assieme ai suoi collaboratori della scuola di medicina della New York University, ha dimostrato, attraverso una ricerca compiuta su un campione di oltre 7.200 famiglie, che i bambini, aventi il padre depresso, soprattutto per motivi legati al lavoro, hanno maggiori possibilità di insorgenze relativi a problemi mentali.

Lo stretto legame che lega un bambino alla propria madre è cosa ben nota a tutti e, in merito, sono state effettuate anche molte ricerche che potessero attestarlo scientificamente. Ora la scienza si sta muovendo sul fronte opposto, ossia l’influenza comportamentale dei padri sui loro figli.

Già nel 2011 fu svolta una ricerca in merito a tale argomento, una ricerca che attestò che:

  • Il 20% dei bambini presentavano chiari i segni di problemi emotivi, avendo una madre depressa;
  • Il 15% dei bambini presentavano i sintomi avendo il papà depresso;
  • Il 25% dei bambini presentavano i sintomi avendo entrambi i genitori in stato depressivo.

disoccupazione genitoriWeitzman ha voluto riprendere l’argomento cercando, questa volta, le maggiori cause scatenanti degli stati depressivi nei genitori, in particolarità quelli inerenti la paternità, in modo da poter attuare aiuti preventivi e mirati.

Le famiglie campione sono state sottoposte ad una serie di test, i quali hanno permesso agli studiosi di indentificare ben 5 possibili principali fattori scatenanti che, nei papà, generano la depressione.

In un periodo di grande crisi, come quello che stiamo affrontando, è triste, quanto molto preoccupante, scoprire che la disoccupazione è al primo posto di questa classifica (aumenta il rischio depressione del 6%), seguito dal fatto che anche la madre sia depressa (5,75%) e dalle preoccupazioni sulla salute paterna (3,31%).

Purtroppo lo studio sopracitato non presenta argomentazioni su come ovviare a ciò, ma sarà sicuramente un valido aiuto per identificare quanto prima la provenienza dei problemi comportamentali ed emotivi riscontrati nei bambini.

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